Le sentenze che raccontano chi è stato il boss Agate

Pubblicato: giovedì, 28 gennaio 2016
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processoNel processo contro il giornalista Giacalone, querelato dalla vedova del capo mafia mazarese, il giudice ha ammesso la produzione di una serie di pronunce giudiziarie riguardanti la figura del defunto boss

Breve udienza oggi del processo dove il giornalista Rino Giacalone, direttore peraltro della nostra testata, è imputato di avere offeso la reputazione del defunto boss e capo mafia di Mazara Mariano Agate. Giacalone è stato querelato dalla vedova del noto mafioso a proposito di un articolo, pubblicato sul blog Malitalia, dove prendendo spunto dalla famosa frase del giornalista di Cinisi, Peppino Impastato, “la mafia è una montagna di merda”, aveva concluso dando del “gran bel pezzo di merda” a Mariano Agate, dopo averne ricordato le criminali scorribande, perchè proprio autorevole componente della cupola mafiosa siciliana come sancito da diverse sentenze. E questa mattina il giudice Visco, che sta giudicando Giacalone, dopo la citazione diretta a giudizio fatta dalla Procura, ha deciso l’acquisizione di alcune sentenze, prima fra tutte quella denominata “Borsellino ter”, pronunciata dalla Corte di Assise di Appello di Caltanissetta. Ed ancora la difesa, rappresentata oggi in aula dall’avvocato Domenico Grassa, sostituto processuale degli avvocati Carmelo Miceli ed Enza Rando, ha chiesto e ottenuto, nonostante la opposizione della parte civile rappresentata dall’avvocato Celestino Cardinale, ha chiesto l’acquisizione di altre sentenze, tra le quali quella pronunciata dalla Corte di Assise di Trapani, il cosidetto maxi processo Omega nonchè la sentenza di condanna di Agate e Totò Riina per il delitto del giudicie Gian Giacomo Ciaccio Montalto, pronunciata anche questa dalla Corte di Assise di Caltanissetta nel 1998 ed infine la sentenza ordinanza pronunciata dal giudice istruttore di Trapani nell’ambito del procedimento sulla loggia massonica segreta Iside 2, dove Agate è indicato quale appartenente a quella loggia massonica. La prossima udienza è fissata per il 22 marzo, il 7 giugno invece le parti, pubblico ministero, parte civile e difesa discuteranno per poi permettere al giudice Visco di pronunciare la sentenza.

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