Crocetta “l’ambientalista” a favore dei “potenti” contro gli operai. Fundarò (SEL): “ha svenduto la propria città e il futuro dei suoi concittadini”

Pubblicato: mercoledì, 20 gennaio 2016
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trivellazioni (no)Trivellazioni selvagge in Sicilia, uno scempio, aggravato dalla pochezza politica di chi un giorno si dichiara contrario per difendere la Sicilia, un’altro possibilista e l’altro ancora favorevole. Questo è sembrato l’atteggiamento del Presidente della Regione Sicilia, Crocetta, che appare “confuso” perché da un lato per ragioni politiche, sembra non voler apparire anti siciliani e dall’altro sembra ricercare il favore dei “potenti”, in questo caso l’Eni e il Governo Nazionale. A questa impressione dovrà rispondere Crocetta davanti ai siciliani e ai suoi elettori.

A favore di questa impressione va una dichiarazione, letta su un social, di Massimo Fundarò, Segretario Regionale di Sinistra e Libertà, che in particolare si sofferma sulla sorte degli operai: “Era prevedibile che finisse così, l’Eni ha incassato la cambiale delle trivellazioni selvagge in Sicilia senza rispettare gli impegni presi nel 2014, che prevedevano la riconversione dello Massimo-Fundarostabilimento di Gela in bioraffineria e le relative tutele occupazionali per i dipendenti. Crocetta ha svenduto la propria città e il futuro dei suoi concittadini”. Queste dichiarazioni si legano al caso delle proteste dai lavoratori dell’indotto e dai dipendenti diretti del petrolchimico dell’Eni. Questi ultimi “da stamattina – continua Fundarò – manifestano alle porte di Gela contro la chiusura della raffineria e contro la sua mancata riconversione “green”. “Crocetta pochi giorni fa si è definito un vero ambientalista, continuando a difendere a spada tratta l’accordo con Eni nonostante ci siano centinaia di persone a rischio licenziamento. E’ evidente a questo punto la malafede del governatore – conclude Fundarò – che probabilmente ha più interesse a difendere gli interessi dell’Eni che quelli dei siciliani”.

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