LA PAURA DELLA GUERRA

Pubblicato: martedì, 17 novembre 2015
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guerraAttentati a Parigi del 13 novembre. Il più cruento attacco in territorio Francese dalla seconda guerra mondiale. Ignobile atto di terrorismo che ha lasciato il mondo attonito. Alle porte dell’Italia. Anche una giovane ragazza italiana uccisa. Valeria. Non ci sentiamo più sicuri, non sappiamo se possiamo continuare a viaggiare con la stessa serenità di prima degli attentati. Non sappiamo cosa potrebbe accadere da un giorno all’altro. Senso di rabbia, di frustrazione, senso di sconforto. Di fronte a delle azioni così atroci e feroci, siamo tutti a rischio di provare altrettanti sentimenti di odio e di morte… e come biasimare questi sentimenti. La minaccia alla nostra sicurezza, va a toccare il bisogno più forte dell’uomo, dopo quelli fisiologici: il bisogno di sicurezza. La guerra lascia sempre dei segni indelebili in una comunità. I nostri genitori o i nostri nonni sono figli della seconda guerra mondiale ed ancora oggi i traumi di quel tragico tempo, in certe famiglie continuano ad esistere. Non sappiamo ancora quali saranno i prossimi scenari di guerra, ma la guerra sembra essere già cominciata. I primi bombardamenti in Siria, frutto delle ritorsioni dei francesi, hanno mietuto le prime vittime tra gli uomini dell’ISIS. Probabilmente, in quelle terre anche tanti civili cominciano a morire. Uomini che uccidono altri uomini. Socrate soleva dire che nel momento in cui un uomo aggredisce un altro uomo, si innesca una detonazione di irrazionalità che porta l’uomo alla follia. Come sottrarci alla follia di uomini che uccidono altri uomini? Forse sarà impossibile. Si sarebbe potuto intervenire prima contro la proliferazione del fondamentalismo islamico? Si è perso troppo tempo a discutere? “Mentre a Roma si discute, Sagunto brucia”, recita la celebre frase di Tito Livio, commentando la conquista della città spagnola da parte dei Cartaginesi nel 219 a.C, causata dall’inerzia di Roma e dalle discussioni al Senato durate per lunghi mesi. Mentre Russi e Americani discutono, l’ISIS colpisce. Storicamente, prima che psicologicamente, il male va combattuto immediatamente, altrimenti si espande generando altro male. E tutti noi semplici cittadini? Cosa possiamo fare davanti a questi tragici eventi? Certamente non ci sono delle ricette per far fronte al profondo scoramento provocato dall’attuale situazione bellica. Tuttavia, qualsiasi sarà lo scenario futuro, è fondamentale mantenere nella nostra comunità un forte senso di identità, di unità, ovviamente fondata sui principi di salvaguardia del bene comune e sul senso di responsabilità condivisa, questi ultimi, valori fondamentali della democrazia e della libertà.
Fabio Settipani
Psicologo – Psicoterapeuta

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