IPAB Castellammare del Golfo: Strutture fatiscenti e condizioni sanitarie pessime

Pubblicato: martedì, 10 novembre 2015
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IMG_3391 Castellammare del Golfo. La visita di ieri dei pentastellati a Castellammare del Golfo li ha posti di fronte ad uno scenario pessimo e difficile che il Senatore Santangelo e la deputata Palmeri hanno voluto comunicare anche ai carabinieri al fine di effettuare i rilievi fotografici e scrivere un verbale che racconti lo stato delle cose in questi luoghi che dovrebbero essere di accoglienza dei migranti.

“Da quanto emerso, – denuncia la Cinquestelle Palmeri – la situazione in cui vivono da oltre un anno i circa 70 migranti non è delle migliori. La struttura versa in un totale stato di abbandono e le condizioni igienico sanitarie sono pessime”.

“Inoltre, – interviene il senatore Santangelo – la cooperativa Letizia che ha il compito di gestire la struttura, appare allo sbando e non più in grado di provvedere a quanto stipulato nell’Ats. Diversi dipendenti risultano assenti, con conseguenti ripercussioni sulla gestione complessiva. Al contempo, l’Ipab Regina Elena continua a vivere una situazione paradossale con le dipendenti storiche dell’istituto, oggi impiegate nelle cucine. Le loro retribuzioni mancano da troppo tempo, alcune non percepiscono gli stipendi anche da 70 mesi. Una situazione insostenibile che necessita immediatamente un cambio di rotta”.

“Per maggiore chiarezza, l’Ipab è stata trasformata da più di un anno in centro accoglienza straordinaria per migranti, attraverso la costituzione di una Ats tra la stessa Ipab e la cooperativa Letizia, riconducibile all’alcamese Norino Fratello, ex deputato regionale noto per avere patteggiato una condanna per concorso esterno in associazione mafiosa. Il commissario dell’Ipab, all’epoca della costituzioIMG_3389ne della Ats, era Francesca De Luca, candidata sindaco ad Alcamo per le amministrative del 2012″- dicono i 5 stelle.

“Appena arrivati – conclude Palmeri – abbiamo rilevato la quasi completa assenza del personale della cooperativa, a parte le operatrici dell’Ipab. Gli ospiti erano lasciati alla sbando, privi dei necessari servizi di assistenza e di aree dedicate alle sole donne e ai bambini, questo sommato allo scarsissimo stato igienico dei locali e alle fatiscenti condizioni strutturali dell’edificio e degli impianti, come i frigoriferi fuori uso, fanno pensare che presumibilmente sono molte le speculazioni di chi lucra su questo ente, come abbiamo già in passato fatto emergere. Ci auguriamo che anche la Magistratura, con la quale siamo disposti a collaborare, intervenga tempestivamente per scongiurare situazioni più gravi e per mettere fine a questa illegalità diffusa che regna nelle Ipab e nei centri accoglienza migranti da ormai troppo tempo”.

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