Arresto di un cittadino mazarese per violenza sessuale aggravata e continuata ai danni della figlia minorenne

Pubblicato: mercoledì, 21 ottobre 2015
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Commissariato MazaraLa violenza, in generale, è qualcosa di deplorevole e incivile, ma quella sui minori è ancor più grave e “schifosa”. Purtroppo bisogna segnalare un altro caso di violenza sui minori, il luogo dove è successo questo grave fatto è Mazara del Vallo. Un “uomo” di 45 anni di Mazara del Vallo ha per anni abusato della figlia, poi quest’ultima ha trovato la forza e il coraggio di denunciare, nel 2014, le gravi violenze sessuali subite in tenera età.

Il Commissariato di Mazara del Vallo, avvalendosi di personale di elevata esperienza in materia di reati sessuali ai danni di minori, ha avviato subito le indagini  che hanno portato al deferimento del “padre” della bambina alla Procura della Repubblica, presso il Tribunale di Marsala che, condividendo le conclusioni investigative del Commisariato, ha richiesto al competente G.I.P. la misura cautelare a carico dell’autore del reato.

Così nel pomeriggio di lunedì 19 ottobre 2015, il personale del Commissariato ha eseguito un’ordinanza dispositiva della misura cautelare degli arresti domiciliari, con applicazione del braccialetto elettronico, emessa dal G.I.P. del Tribunale di Marsala, a carico del “padre” della bambina, un “uomo” di 45 anni.

La ricostruzione della vicenda nel suo complesso ha permesso di delineare un quadro di grave disagio subìto per molti anni dalla vittima all’interno del proprio nucleo familiare.

Gli abusi, iniziati quando la figlia aveva appena 11 anni, si sono protratti, con un’elevata frequenza di episodi, fino al momento in cui la ragazza ha ritenuto del tutto insostenibile il continuare a subire e si è determinata a rivolgersi alla Polizia.

Approfittando della posizione di soggezione della figlia, connessa all’autorità esercitata in qualità di genitore, l’autore dei reati ha costretto la ragazza ad intrattenere con lui svariati rapporti sessuali, con cadenza anche più che settimanale, imponendole assoluto silenzio sulla vicenda, sotto la minaccia di negative conseguenze in caso di rifiuto.

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