Bulgarella chiede di essere sentito subito dai giudici

Pubblicato: giovedì, 15 ottobre 2015
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L’imprenditore trapanese è indagato per autoriciclaggio con l’aggravante di avere favorito Cosa nostra

bulgarelladi Marcello Contento e Rino Giacalone

Vuole essere ascoltato subito l’imprenditore Bulgarella poichè pensa che a suo carico ci sia una macchinazione mediatica che è tesa a marchiarlo. L’indagine su presunti reati finanziari ha l’aggravante di parlare di favoreggiamento dell’associazione mafiosa e Bulgarella ritiene questo inaccettabile tanto da chiedersi e chiedere alla stampa il perchè gli atti di un’indagine preliminare siano stati resi noti.

Per questo motivo ha chiesto ai PM di Firenze di essere ascoltato immediatamente; per potersi difendere dalle accuse e dare una propria versione dei fatti. «Ieri – spiega Bulgarella – tramite il mio legale Giulia Padovani del Foro di Pisa, ho chiesto ai magistrati della Procura di Firenze, titolari dell’indagine, di essere ascoltato il prima possibile per chiarire tutti i rilievi che mi vengono mossi, nella speranza che l’inchiesta si concluda nel più breve tempo possibile. Continua, infatti, con una violenza inaudita, lo «sputtanamento mediatico» ai miei danni e contro le mie attività, spesso senza alcuna possibilità di replica e contraddittorio, come accade con il «Il Fatto Quotidiano» e, in ultimo, ieri sera con la trasmissione «La Gabbia» su «La 7».

Il clamore che questa indagine sta suscitando starebbe creando a Bulgarella problemi di ordine economico, di immagine, e l’accostamento con Matteo Messina Denaro sta facendo il giro della Nazione attraverso giornali e televisioni pertanto l’imprenditore si difende dicendo di non aver mai avuto a che fare con il Boss e di avere contro ipotesi investigative e non fatti o prove. “Vorrei tanto credere che quello che sto vivendo sia solo un incubo, ma così non è. Non si può, sulla base di «ipotesi investigative» (come ho già detto costruite su presupposti destituiti da ogni fondamento) esercitare una simile violenza su di me e sulle persone che lavorano con me. In 42 anni di attività non ho mai incontrato alcun mafioso. In 42 anni di attività non ho mai chiesto privilegi o favori. Sfido chiunque a dimostrare il contrario. Rivelino, semmai, le Istituzioni di ogni livello, tutte le lettere, tutti gli esposti, a mia firma, inviati in questi anni alle autorità (Prefetture, Procure, Carabinieri) per denunciare la mafia e i suoi affari”. Le indagini però raccontano altro: per esempio il ben volere di Bulgarella verso politici indagati per mafia, leggasi Cuffaro e D’Alì, e l’astio per chi la mafia l’ha combattuta come fece per esempio il compianto prefetto Fulvio Sodano. Raccontano anche di facili rapporti con la massoneria, non quella degli esoterismi ma quella delle combriccole.

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