Legge sui liberi consorzi e città metropolitane, scontro tra Governo nazionale e Governo Regionale. Faraone sottolinea, Cacolici risponde

Pubblicato: martedì, 6 ottobre 2015
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palazzo_regione_sicilia“Se vogliamo costruire un rapporto sinergico con il governo nazionale dobbiamo puntare sulla credibilità della Sicilia. Fatti come questo la minano in maniera irrimediabile. E non è un caso isolato”. Ad esprimersi così è Davide Faraone Sottosegretario di Stato del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca nel Governo Renzi, in riferimento all’impugnativa sul disegno di legge regionale che riguarda i Liberi consorzi e città metropolitane, anche perché, ha fatto sapere l’esecutivo romano, questo comporterebbe tagli alle spese che verrebbero in parte vanificati dal ddl della Regione siciliana. Questo porterà ala Regione a rivedere il tutto, anche se si dice che non recepirà in tutto le motivazioni per cui il governo nazionale ha impugnato questo disegno di legge regionale.

Risponde, a Faraone, Cracolici, presidente della prima commissione: “Va detto che la legge Delrio non è il Vangelo e il ‘recepimento’ di cui si parla riguarda i principi della norma, non certo il dettaglio, visto che nel nostro ordinamento non è previsto il recepimento diretto”.

E così pare che il governo regionale vada verso l’introduzione del voto ponderato (cioè il “peso” del voto di un sindaco, per l’elezione del presidente dei Liberi consorzi, dovrà essere proporzionale alla popolazione del Comune che è guidato da quel primo cittadino). Per il resto, le cose dovrebbero rimanere un po’ come sono. “Credo – sempre Cracolici – che alcuni rilievi del Consiglio dei ministri siano solo legittime valutazioni e opinioni, ma che non ci sia alcun profilo di incostituzionalità. Penso ad esempio – ha aggiunto – alla norma della Delrio che prevede la corrispondenza tra il sindaco della città metropolitana e quello del Comune più grande del territorio. Una norma sulla quale io ero d’accordo, ma che governo e Ars hanno deciso di cambiare. Nonostante ciò, non ritengo che quel passaggio sia illegittimo”.

Oltre al voto ponderato e all’automatismo per l’elezione del sindaco metropolitano, sono stati diversi i rilievi sollevati dal Consiglio dei ministri. Dal numero degli organi dei nuovi enti (quattro in Sicilia al posto dei tre a livello nazionale), al bonus previsto per i sindaci che andranno a guidare i Corsorzi (mentre nelle altre Regioni la carica sarà svolta a titolo gratuito), per giungere alla gestione dello smaltimento dei rifiuti, che la norma nazionale destina agli Ato mentre la legge siciliana indirizza anche ai comuni in forma singola o consorziata.

Ma su molti di questi punti il governo Crocetta sembra non voler sentir ragioni. Nonostante le divergenze, sul tema, tra il governatore e l’assessore alla Funzione pubblica Giovanni Pistorio, più incline a sposare una linea maggiormente “aderente” alla riforma Delrio. Così, si preannuncia un braccio di ferro di fronte alla Consulta.

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