Sicilia, serva del Governo, venduta per qualche barile di petrolio. L’Assemblea regionale vota no al referendum contro le trivellazioni

Pubblicato: giovedì, 24 settembre 2015
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trivellazioni in mareL’Assemblea Regionale da il parere negativo al referendum che abrogherebbe le leggi che permettono le trivellazioni, quindi anche in Sicilia. Aspettando le motivazioni che hanno spinto la maggioranza (PD) dell’Assemblea a questo voto, quantomeno strano, l’unica cosa certa è che la Sicilia risulta schiava dei Governi Nazionali, così come in passato anche ora. Questa votazione mette in evidenza la non autonomia politica e il poco rispetto per la propria terra; come si può pensare che un Paradiso ambientale e artistico qual’è la Sicilia possa vedere rovinato tutto ciò da trivellazioni. La Sicilia continua ad essere terra da sfruttare e distruggere, vittima della mentalità colonialista, perché  questo è, si fa alla Sicilia lo stesso trattamento che è stato fatto all’Africa e al Medio Oriente, cioé sfruttamento delle risorse che interessavano i “potenti” e non rispetto dell’identità. I politici, che hanno votato il no al Referendum contro le trivellazioni, per permettere un “vile” sfruttamento della Sicilia, rischiano di essere percepiti come passa carte delle decisioni del Governo nazionale e nemici della Sicilia.

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