Il saluto del colonnello

Pubblicato: giovedì, 17 settembre 2015
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Lascia il comando provinciale di Trapani dei Carabinieri l’alto ufficiale Fernando Nazzaro. “Quattro anni di lavoro entusiasmante in una bella terra che deve essere ancora del tutto liberata dalla mafia”

 

IMG_1033 Un saluto davvero speciale quello che il Comandante Fernando Nazzaro ha riservato alla stampa trapanese, in vista del suo ormai imminente trasferimento a Roma ad altro incarico. Già lunedì il suo posto sarà occupato da un altro suo collega, il colonnello Stefano Russo che arriva da Roma, dal comando dei Ros.

Con la voce a tratti rotta dall’emozione e gli occhi lucidi, il colonnello Nazzaro dinanzi ai cronisti ha in pochi minuti tracciato questi quattro anni vissuti a Trapani e lo ha fatto attraverso i numeri; numeri importanti che danno il senso del lavoro svolto assieme ai suoi uomini. Dagli ufficiali ai carabinieri semplici, da quelli che hanno svolto il loro lavoro negli uffici, impegnati in attività di intelligence, a quelli che giornalmente hanno controllato il territorio, fino a quelli che sono stati vicini alla gente e ai loro bisogni.

Insomma il colonnello Nazzaro non ha dimenticato nessuno e attraverso i numeri e i dati ha raccontato di ognuno di loro, sacrifici e gioie.

Sono stati 2.200 gli arresti, 60 dei quali per associazione mafiosa o per reati aggravati dal metodo mafioso. “L’attività costante da parte dei carabinieri nella lotta alla mafia e alla criminalità organizzata è stata particolarmente efficiente e costante, nonostante le tante altre attività a cui sono da sempre demandati i carabinieri – ha ribadito Nazzaro. Le Compagnie e le stazioni distribuite nel territorio hanno saputo giornalmente lavorare per assicurare legalità e sicurezza”. 

E a voler rimarcare l’azione incisiva dell’attività svolta dai carabinieri in questi quattro anni di Comando del Colonnello Fernando Nazzaro a Trapani, vogliamo evidenziare le tantissime operazioni antimafie effettuate anche in collaborazione con le altre forze dell’ordine che hanno fatto terra bruciata attorno alla “primula rossa” di Castelvetrano Matteo Messina Denaro.

Per quanto riguarda le denunce sono state 14.500, di cui 165 per associazione mafiosa o per reati aggravati dal metodo mafioso.

Per quanto riguarda i beni confiscati sono stati 103.

Sedici sono stati gli omicidi commessi, 15 quelli scoperti dai carabinieri, che hanno tratto in arresto 31 persone. “Rimane un omicidio senza colpevoli ancora – ha ribadito il colonnello Nazzaro – ma sono convinto che lascio sul territorio uomini e investigatori capaci di risolvere anche questo in breve tempo”.

Sono stati sequestrati 52 chilogrammi di stupefacente e 42 mila piante di marijuana.

Numeri e dati ai quali vanno aggiunti anche i 120 mila servizi esterni, le 390 mila persone controllate e i 290 mila mezzi controllati.

Numeri e dati che danno senso a quanto in questi quattro anni sotto la sua guida sono stati in grado di fare i Carabinieri del Comando Provinciale, dei Reparti Operativi, delle Compagnie e delle Stazioni sparse su tutto il territorio della Provincia di Trapani.

Uomini e donne, ma soprattutto servitori dello Stato a fianco della gente degli ultimi. Per tutti vale un episodio raccontato dallo stesso Colonnello, quello di una anziana signora alla quale era stata rubata una vecchia bicicletta.

“Ebbene – ha sottolineato il colonnello – questa signora puntualmente ogni giorno alle 17 si recava in Caserma per chiedere informazioni di quella bici alla quale era legata, ad un certo punto i carabinieri decidono di fare una colletta e di comprarle un’altra bicicletta, ma lei rifiuta gentilmente l’offerta. Nel frattempo la signora viene ricoverata in ospedale, e i carabinieri che l’avevano seguita nella ricerca della bicicletta non le fanno mancare mai la loro presenza. Per farla breve, la signora andando ogni giorno in Caserma cercava solo compagnia, affetto, e quello – ha sottolineato Nazzaro – non le è mancato fino all’ultimo minuto da parte nostra”. 

“Ecco, chi lascio!”. E per questo sono sicuro che sapranno fare molto bene così come hanno fatto con me in questi anni”.

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