Mi sono iscritto al Partito Radicale, mi occuperò dei problemi delle carceri, ma non farò politica, farò l’agricoltore. Ecco Totò Cuffaro dopo il carcere

Pubblicato: martedì, 8 settembre 2015
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cuffaroTotò Cuffaro, ex Presidente della Regione Sicilia, a Dicembre avrà scontato la pena per favoreggiamento aggravato a Cosa Nostra e rivelazione di segreto istruttorio emessa nell’ambito del processo ‘talpe alla dda’. In un intervista si nota un Cuffaro lontano da quello che in passato si diceva poteva tutto e “vasava” tutti. Sempre da questa intervista si evince che Cuffaro non farà più politica, si occuperà del problema delle carceri (Si è iscritto al Partito Radicale) e farà l’agricoltore. Insomma un Cuffarò ben lontano da quello che molti conoscevano: quel Cuffaro, giovane democristiano, che attacco in Tv Falcone, poi diventò Presidente della Regione, e che, infine, si rallegrava di una sentenza che lo scagionava per collegamenti con la Mafia, ma lo condannava per corruzione, come se il reato fosse una cosa normale (Poi fu condannato anche per fatti di Mafia). Cuffaro sembra non essere più quello della coppola e dei cannoli, ma sembra un uomo rigenerato dal carcere. Si è detto di lui che era l’unico a pagare, con dignità, e su questo forse un filo di verità c’è.

Però la cosa che colpisce di più è che si presenta il “nuovo” Cuffaro come un uomo totalmente nuovo, ma, per i più attenti, non si può non sottolineare che il “nuovo” Cuffaro rivendica la sua azione politica. Ci si chiede come può un uomo “nuovo” rivendicare una politica scellerata, che ha dato un contributo solo al sistema clientelare, riempiendo la regione di dirigenti e vari così da renderla una macchina di potere con un numero di personale più che eccessivo, a farla moderata. Quindi uno dei tanti che ha distrutto la Sicilia.

Infine non si può non sottolineare che è vero: Cuffaro ha pagato cose che altri politici, forse hanno fatto di peggio, non hanno pagato e ancora oggi fanno politica dissertando su buona amministrazione e politica con P maiuscola. Tutto questo però non può far passare che Cuffaro non abbia, anche dopo il carcere, le sue colpe verso il popolo siciliano onesto che “vasava” di meno e lavorava, senza raccomandazioni e portava avanti una cultura contro l’illegalità e la Mafia.

Lui stesso con grande onestà lo sa che uscire dal carcere non significa riconquistare la libertà: “so che quando finirò la mia pena dovrò lottare per riconquistare la mia libertà. So che quando sarò libero non sarò completamente libero. Victor Hugo scrisse che ‘la libertà non è vera libertà per un detenuto che ha pagato la sua pena: egli non sarà mai libero dalla sua condanna’.

In bocca al lupo Cuffaro, da buon cristiano voglio credere nella suo essere un uomo nuovo.

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2 Commenti
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  1. Francesca scrive:

    Buon cristiano…radicale? Controsenso…

  2. Anna maria scrive:

    Signor Cuffaro se vuole le darò una mano per aiutare gli ultimi con piacere

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