I pontili nell’area marina protetta

Pubblicato: domenica, 9 agosto 2015
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DSC00579Sequestrati a Favignana dalla sezione di pg della Forestale su ordine della Procura. La Regione aveva rilasciato la concessione senza tenere conto dei vincoli ambientali.

Una giornata apparentemente calma che di colpo si surriscalda, e non solo per le alte temperature di questi giorni. A Favignana venerdì scorso al porto è scoppiata una mezza rivolta al porto. Le barche uscite di buon mattino al loro ritorno hanno trovato un porto dove non c’era un posto dove ormeggiare. E’ dovuta intervenire la Capitaneria, ma il problema è rimasto. Tante le telefonate arrivate anche sulla terraferma, quella “rivolta” è stato presto spiegata. In mattinata la Procura con la sezione di pg della Forestale aveva fatto apporre i sigilli a due pontili galleggianti all’interno della stessa area portuale. I natanti che erano lì ormeggiati hanno così dovuto lasciare i posti e non hanno potuto fare altro che trasferirsi nel porto centrale. I sigilli sono stati apposti a due pontili galleggianti collocati dalla società “La Marina” srl nella zona di mare denominata Praia, area prossima all’ex stabilimento della Florio.

Secondo quanto accertato dal sopralluogo degli agenti della Forestale diretti dall’ispettore Ino Conigliaro, la collocazione dei pontili, pur in presenza di una concessione demaniale rilasciata nel 2002 e appena rinnovata, era avvenuta nel maggio scorso in assenza dell’autorizzazione della direzione dell’Area Marina Protetta e senza una valutazione di impatto ambientale. I pontili infatti risultano collocati in un’area protetta ritenuto “sito di importanza comunitaria” per la presenza sui fondali di posidonia e di specie protette. La questione era stata sollevata dalla direzione dell’Area Marina Protetta che dopo aver fatto presente alla ditta concessionaria la collocazione dei pontili non compatibile per l’habitat naturale, ha più volte scritto al competente servizio di vigilanza dell’assessorato regionale Territorio e Ambiente, sottolineando il rilascio dell’autorizzazione senza il rispetto dei vincoli. Identica cosa aveva fatto il Comune delle Egadi. Ma l’intervento della Regione come auspicato non c’è stato. La Capitaneria di Porto ha quindi segnalato le azioni condotte alla Procura di Trapani che ha disposto il sequestro. La ditta è risultata possedere la concessione demaniale per i due pontili già dal 2002, “nel frattempo, nel 2010 – spiega il direttore della riserva dott. Stefano Donati – è entrato in vigore il nuovo regolamento di gestione della riserva e per questa porzione del porto di Favignana si è evidenziata l’esistenza di specie protette da salvaguardare. Si tratta per le particolarità di una sorta di piccola zona A dove è inibita qualsiasi attività”. La concessione scaduta nel 2015 è risultata rinnovata dalla Regione senza chiedere le prescritte autorizzazioni.

“Abbiamo fatto presente la irregolarità alla stessa ditta concessionaria – prosegue Donati – ma la società è rimasta sorda ad ogni nostro richiamo”. Venerdì scorso gli agenti della sezione di pg hanno eseguito il sequestro. “Siamo dinanzi alla prova provata di come certi uffici della burocrazia vengano utilizzati dai soliti furbi – dice il consigliere comunale e attivista di Legambiente Michele Rallo – la gestione demaniale è poi una sorta di gallina dalle uova d’oro, canoni ridicoli a fronte di enormi guadagni che vengono consentiti, servirebbe adottare presto il piano regolatore sull’uso delle coste e il piano di utilizzo del demanio marittimo, ma forse non si vuole mettere tutti sullo stesso piano”.

In ordine di tempo questo è il secondo intervento della sezione pg della Forestale sull’isola di Favignana, qualche settimana addietro è stata sequestrata parte della spiaggia a servizio esclusivo di un villaggio turistico, realizzata pare senza concessioni demaniali e in violazione di norme sulla tutela ambientale. Un avviso di garanzia per questa vicenda fu notificato al direttore del villaggio, Ippolita Sammartano che per questa inchiesta ha scelto di dimettersi da consigliere comunale. L’altro indagato per questa spiaggia abusiva è l’imprenditore Salvatore Di Girolamo, un imprenditore anni addietro arrestato nell’ambito di indagini su mafia e appalti.

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