Fundarò torna a parlare della Tonnara di Scopello

Pubblicato: venerdì, 31 luglio 2015
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Massimo-FundaròMassimo Fundarò, segretario regionale di Sel, interviene sulla questione tonnara di Scopello e sulle recenti vicende che l’hanno riguardata.

Ecco le parole di Fundarò sulla questione: “Nei giorni scorsi abbiamo assistito ad un ribaltamento della verità, ad un opera mediatica di mistificazione della realtà. I cattivi eravamo noi ambientalisti che dal 2007 ci battiamo per ripristinare il primato della legge, il rispetto del diritto di libero accesso al mare garantito in tutto il territorio nazionale. Sostenitori, insieme a 5000 cittadini sottoscrittori, di una fruizione sostenibile del sito e di una sua ulteriore protezione e valorizzazione tramite l’inserimento nella lista del Patrimonio Unesco”.

“Il cattivo era il sindaco di Castellammare del Golfo che, contrariamente alle timidezze e compiacenze dei suoi predecessori, aveva emesso una ordinanza per porre fine ad una appropriazione indebita e ad  una gestione  privatistica dedita prevalentemente a fini commerciali e speculativi.- Prosegue Fundarò- Al contrario i buoni erano gli amministratori “filantropi” che hanno impedito il libero accesso al mare della Tonnara,contro ogni legge, contro il rispetto del demanio pubblico, hanno monetizzato tutto, persino il diritto di fotografare i Faraglioni e un bene patrimonio dell’umanità, e senza destinare un solo euro dei loro cospicui guadagni a fini di ricerca scientifica  ambientale, approfondimento storico-culturale, conservazione naturalistica di uno dei più bei siti del mediterraneo”.
Non manca il disappunto verso le associazioni ambientaliste e la visione privatistica della questione: “Dispiace constatare che in questa vicenda pirandelliana abbiano avuto un grande ruolo associazioni ambientaliste storiche, alte istituzioni pubbliche, grandi firme giornalistiche nazionali, che hanno accreditato la versione mistificatrice, l’equazione bugiarda: Buoni = Privati, Cattivi = Pubblico.
 Con leggerezza, hanno preso le difese degli, ormai ex amministratori di Scopello, senza verificarne  la credibilità e l’osservanza della legge. Loro sono i principali responsabili di questa presunta patente di legittimità affibbiata a  questi pseudo-paladini dell’ambiente e della bellezza che hanno, invece, sporcato la millenaria storia della Tonnara e dei Faraglioni di Scopello”.

 

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