“Che fine ha fatto Legambiente?” Le associazioni del territorio contro l’associazione ambientalista

Pubblicato: venerdì, 17 luglio 2015
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tonnara2Dieci associazioni del territorio unite contro le posizioni prese da Legambiente in merito alla delibera emanata dal comune di Castellammare sulla Tonnara di Scopello.

“Il Comune di Castellammare, ignorante, vuole distruggere tutto questo, con una campagna demagogica e populista” questo ha dichiarato Zanna, direttore regionale di Legambiente Sicilia.

Ora le associazioni Circolo Metropolis, Laurus Cultura e Ambiente Onlus, Ass..Cambiamenti, CAI sottosezione di Castellammare, LIPU Sicilia, Salviamo Monte Bonifato, Libera Alcamo, SiciliAntica Ass. per la tutela e valorizzazione dei BB.CC.AA., Laurus e Inbar hanno fatto fronte comune per manifestare il proprio disappunto su quanto dichiarato da Zanna.

“Che fine ha fatto LegAmbiente? Ingloriosa, se stiamo alle sue ultime posizioni favorevoli alla privatizzazione di siti naturali come la spiaggia di Budelli in Sardegna, o alle farneticanti dichiarazioni del direttore di LegAmbiente Sicilia, Zanna, sull’accesso al mare di Scopello.

Con il suo ultimo comunicato infatti, senza conoscere né i fatti né il nostro territorio al quale è estraneo, egli si fa portavoce degli interessi pirivatistici dei proprietari della Tonnara di Scopello, interessi spacciati per tutela del manufatto storico. Dei proprietari egli assume non solo le posizioni, ma anche il linguaggio aggressivo , scagliandosi contro le associazioni culturali e ambientaliste locali che da più di 10 anni si battono per ripristinare l’elementare diritto di accesso libero al demanio e al mare e contro un sindaco che ha semplicemente fatto il suo dovere di tutela di un interesse pubblico richiesto da tutto il consiglio comunale e dalla cittadinanza.

Noi,associazioni e cittadini che si sono battuti per l’affermazione di un diritto costituzionale e per una corretta fruizione e una reale tutela del complesso architettonico e del sito naturale, attualmente snaturato dall’uso improprio a fini speculativi da parte della proprietà, ribadiamo le nostre posizioni:

– accesso libero al tratto demaniale e al mare antistante la Tonnara;

– regolamentazione reale dell’accesso , ricorrendo anche al numero chiuso, gestito dal Comune;

– salvaguardia e difesa del decoro del sito dal suo uso improprio, non garantito affatto dagli oltre 70.000 visitatori l’anno a 3,50 euro ciascuno, che, concentrati prevalentemente nei mesi estivi, deturpano quanto e più di prima l’immagine dei luoghi.

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4 Commenti
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  1. Giacomo scrive:

    Assurdo!!!!

    Dopo non avere denunciato l’abusivismo edilizio sul monte Bonifato, avere comminato un disastro a Macalube, ora vuole impedire alla gente al popolo l’accesso al mare ai faraglioni. Vuole forse gestire il sito!?!?!?

    Come gestiva macalube!!!!!!!

    Vergogna vergogna legambiente vergogna!!!!!!!

  2. Giuseppe scrive:

    L’accesso deve essere liberalizzato, tutti hanno diritto di usufruire del mare dei faraglioni.

    Devono essere invece interdette le barche che si avvicinano con sbrocchiose e tasciose personcine a bordo (di scarso livello culturale e civile) che con noncuranza gettano a mare di tutto.

  3. federico scrive:

    E’ sconcertante quello che ha fatto legambiente in Sicilia, è assurdo impedire al popolo alla gente l’accesso al mare dei faraglioni, mentre barche e barchette con gente spocchiosa e fatemelo dire un po tascia in spregio delle più elementari norme di sicurezza si porta troppo vicina alla riva, scaricando in mare di tutto.

    Falsa rappresentazione della realtà, falsa visuale del problema direi vergognoiso.

    l’accesso al mare deve essere libero e gratis!!!

  4. Lib scrive:

    l’accesso libero e gratuito a tutti è segno di civiltà

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