ACLI Trapani: “Garantire minimo vitale ai futuri pensionati”

Pubblicato: giovedì, 16 luglio 2015
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Peralta_Basiricò_Clorofilla2Le Acli di Trapani sostengono la proposta di legge presentata a livello nazionale dalla Federazione Anziani e Pensionati delle ACLI per l’adeguamento al minimo vitale delle pensioni più basse.

Rifacendosi all’articolo 38 della Costituzione, la FAP ha chiesto l’integrazione per i trattamenti pensionistici calcolati esclusivamente con il sistema contributivo, in misura tale da consentire che l’ammontare dei trattamenti stessi non sia inferiore a 7 mila euro annui.

“Stiamo svolgendo un’attività di sensibilizzazione fra la cittadinanza per presentare il nostro progetto – ha dichiarato il presidente delle Acli di Trapani Giuseppe Peralta- Non si tratta di una generica richiesta di sostegno sociale ma di un piano strutturato che punta a ridurre le disuguaglianze sociali, tema che le ACLI hanno sposato quest’anno per celebrare il 70° anno della loro costituzione. Auspichiamo, pertanto, anche il sostegno, nelle opportune sedi, dei nostri deputati regionali e nazionali”.

La proposta di legge della FAP consta di 4 articoli che si rifanno alle tutele costituzionali previste dall’articolo 38 che, tra le altre cose, stabilisce che lo Stato debba assistere chi ha un reddito sotto il minimo vitale e tutelare i lavoratori in caso di infortunio, invalidità, malattia e vecchiaia. Nella proposta è stato illustrato anche il modo per poter reperire le somme necessarie: attingendo dal fondo previsto dal comma 709 della legge di stabilità 2015.

“Con la riforma Dini- spiega Biagio Clorofilla, direttore del Patronato Acli di Trapani- è stato introdotto un sistema di calcolo delle pensioni esclusivamente contributivo, trasformando il capitale virtuale accumulato durante la vita lavorativa in pensione e revocando il diritto all’integrazione al trattamento minimo. Con questa proposta si vuole tutelare quelle persone che hanno iniziato l’attività lavorativa dal 1996 in poi, garantendo loro un importo minimale e al di sopra della soglia di povertà”.

“Quotidianamente sosteniamo le fasce più deboli e svantaggiate della popolazione- evidenzia Francesco Basiricò, segretario della FAP ACLI
di Trapani- Salvaguardare l’articolo 38 significherebbe assicurare la dignità sociale anche di quei giovani che, per malattie o infortuni, hanno smesso di lavorare e percepiscono pensioni irrisorie, che a volte non superano le duecento euro.”

La proposta di legge della Fap Acli è stata presentata la settimana scorsa in Sicilia, a Catania, nel corso di un convegno regionale che ha visto la partecipazioni di esponenti della politica e delle istituzioni. Tra i presenti, i deputati Giovanni Burtone e Maria Marzana, i senatori Giuseppe Lumia e Nunzia Catalfo e il presidente della Regione, Rosario Crocetta.

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1 Commento
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  1. Egidio scrive:

    Perche’ dare 600 Euro di pensione minima anche a chi non ha contribuito non ha senso.
    C’e’ gente che lavora un sacco e on arriva a prendere quelle cifre.

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