ABC scongiura un ritorno al passato della politica e delinea una strada per il futuro politico della Città di Alcamo

Pubblicato: sabato, 27 giugno 2015
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abcALCAMO. Alla luce delle recenti dimissioni del primo cittadino di Alcamo, Sebastiano Bonventre, il movimento politico alcamese ABC delinea un giudizio netto in merito alla gestione amministrativa di questi tre anni. “La generale inadeguatezza – si legge in una nota stampa – dell’azione politica del primo cittadino e le carenze amministrative ereditate dalla precedente amministrazione, tra tutte il ripetuto sforamento del Patto di stabilità”. Per ABC, quindi, oltre alle responsabilità dell’ex Sindaco Sebastiano Bonventre, ci sarebbero anche tutti gli errori commessi in passato dalla precedente amministrazione.

Per ABC, “l’attività politico-amministrativa, bloccata, inefficace, priva di una visione programmatica organica e di lungo periodo, è stata incapace di dare soluzioni adeguate proprio in una fase in cui i morsi della crisi si fanno sentire trasversalmente sul corpo sociale. Ci si sarebbe aspettati dall’amministrazione Bonventre un intervento tempestivo e attento, così come promesso in campagna elettorale; invece la città si ritrova con un buco di bilancio di circa 3 milioni di euro. Che non sia questa la vera causa dell’abbandono della nave?”.

La nota stampa prosegue con un elenco di punti che secondo il movimento ABC non sono stati assolti o in taluni casi affrontati in maniera approssimativa. Di seguito vengono riportati i punti citati integralmente:

–       La disastrosa revisione dell’organizzazione degli uffici e del personale, soltanto avviata, seppure promessa in campagna elettorale e nei mesi successivi, che lascia attualmente intatta una struttura organizzativa farraginosa ed antieconomica, ereditata dal precedente sindaco Scala, peraltro convinto sostenitore di Bonventre; le indennità e i premi ai dirigenti comunali vengono attribuiti a prescindere dai risultati, senza valutare l’efficacia della loro azione e l’efficienza dei loro uffici.

–       La mancata produzione, nei tempi prescritti, di atti fondamentali della vita amministrativa del nostro Comune, come i bilanci di previsione, redatti sempre dopo ripetute richieste della Regione e spesso in seguito alla messa in mora formale e all’invio di commissari ad acta.

–       La mancata approvazione delle variazioni di bilancio per i grossolani errori, nelle voci e nei calcoli, con cui la proposta è stata sottoposta al consiglio comunale.

–       La assoluta assenza di programmazione urbanistica, conseguenza di un PRG ormai scaduto da tempo e di cui è stata avviata la revisione solo con grande ritardo, anche a causa della colpevole lentezza delle precedenti amministrazioni. Per non parlare di opere primarie, come la rete idrica e la fognatura di Alcamo Marina: vaneggianti promesse per raccogliere il voto dei cittadini.

–       L’incremento dei costi per l’approvvigionamento di acqua, comprata a prezzi elevati da fonti non comunali in seguito ad accordi con SiciliAcque, e il temporaneo abbandono della condotta idrica Cannizzaro, principale fonte di proprietà comunale, che necessiterebbe invece di una approfondita ristrutturazione.

–       La mancata realizzazione dell’ospedale, il cui progetto fu rumorosamente sbandierato in chiusura di campagna elettorale: non è stato ancora espropriato il terreno in contrada S. Gaetano su cui dovrebbe sorgere.

–       Il “deserto culturale” in cui è stata fatta sprofondare la città, come è apparso evidente anche in occasione della recentissima festa della Patrona, dovuto all’assenza di iniziative culturali, capaci di valorizzare l’identità della nostra città e il suo potenziale turistico.

–       Il ricco patrimonio architettonico e naturalistico sempre più mortificato, che avrebbe bisogno di una programmazione seria sui possibili e indispensabili interventi da attuare: si pensi su tutti allo stato di abbandono in cui versa Alcamo Marina, o il Castello dei Conti di Modica, sede di una fantomatica enoteca regionale del vino, misteriosamente aperto in orari casuali, forse per stimolare la curiosità di qualche sparuto turista di passaggio: ad Alcamo, invece del fantasma nel castello, c’è il castello fantasma.

–       L’insufficiente manutenzione e cura del verde pubblico: la colpevole morte di viale Italia e la desolazione delle ville ne sono un “rigoglioso” esempio, per non parlare di certi arredi urbani “di risulta” che accolgono chi entra in città.

–       La fallimentare gestione del piano di contrada Sasi che, invece di attivare vettori di sviluppo positivo sull’economia locale, ha generato nelle imprese continue incertezze sui tempi e sulla possibilità di programmare i propri investimenti, proprio nel momento in cui la crisi mortifica i sacrifici dei cittadini.

–       La visionaria e fantasiosa “non progettazione” della viabilità, quella sorta di Far West urbano, di cui sono metafora persino i semafori, lasciati in eredità da Scala già perfettamente NON funzionanti.

–       Il ripetuto aumento dell’imposizione fiscale a livello comunale, che ha drammaticamente impoverito le già scarse finanze delle famiglie alcamesi, senza migliorare i servizi pubblici, dagli asili nido, le cui rette sono aumentate, alle strade dissestate, agli impianti d’illuminazione, al decoro urbano, cui la TASI dovrebbe essere destinata.

–       La possibile chiusura dell’ufficio del Giudice di Pace dovuta, da un lato, alla mancanza di personale comunale con orario contrattuale idoneo al servizio da fornire e, dall’altro, all’atteggiamento schizofrenico dell’amministrazione, che ha sempre dichiarato di volere mantenere l’ufficio, salvo poi diffidare, attraverso i suoi dirigenti, ad utilizzare il personale oltre le ore contrattualmente previste. Un “caos gestionale” che ha lasciato l’ufficio ormai in balia di se stesso e insoddisfatti tutti (lavoratori dell’ufficio, avvocati e cittadini). La mancanza di personale comunale suona a dir poco strana, in un Comune che conta diverse centinaia di impiegati.

 Anche il lavoro dei tre consiglieri, a detta del movimento è stato portato avanti in modo intransigente e leale, con interrogazioni sull’operato dell’amministrazione, ma anche con mozioni e proposte operative, peraltro puntualmente “scartate” a causa della loro provenienza politica.

L’esperienza accumulata – prosegue la nota stampa – in questi tre anni ci ha permesso di conoscere ed entrare dentro i complessi meccanismi della macchina comunale e di confrontarci con i reali problemi di Alcamo. Problemi che sono frutto non solo del “lavoro” svolto dall’ultima amministrazione, ma anche il risultato negativo di una prassi politica che dura da oltre vent’anni, caratterizzata da inefficienza e gestione clientelare del potere. Una prassi politica contro cui ABC alle scorse elezioni ha cercato di opporre un’alternativa concreta e credibile, ottenendo il sostegno dei tantissimi alcamesi desiderosi di un vero cambiamento rispetto al passato, ma il cui entusiasmo è stato mortificato da pratiche clientelari che, secondo quanto emerso da indagini giudiziarie, hanno inquinato la competizione elettorale alterando il libero esercizio del voto.

Ma quello che preoccupa ABC è il ritorno di alcuni uomini politici del passato che dopo le dimissioni di Bonventre si riaffacciano all’orizzonte pronti a riprendere le redini della città. Non saremmo per nulla stupiti di vedere, tra i candidati alle prossime elezioni, “volti nuovi” come Giacomo Scala, Gianluca Abbinanti, Pasquale Perricone, Massimo Fundarò e chiunque orbiti attorno al deus ex machina Antonino Papania. Per scongiurare il pericolo di questo funesto “ritorno al passato”, ABC chiede agli alcamesi di rinnovare la fiducia accordata al movimento, partecipando  attivamente alla vita di Alcamo, per non lasciare campo libero ai soliti noti, in vista delle elezioni che si terranno presumibilmente la primavera prossima.

Nel contempo, i Consiglieri comunali di ABC e l’intero movimento desiderano augurare buon lavoro al Commissario Arnone, dichiarando la propria disponibilità a collaborare con lui nel suo complesso lavoro per la rinascita, difficile ma non impossibile, della nostra città.

Domenica 28 Giugno il movimento presenta l’iniziativa “Rinfreschiamoci le idee”, alle ore 19:30 al Caffè Nannini. Durante l’incontro i microfoni saranno aperti alla cittadinanza per ascoltare il punto di vista di tutti.

 

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7 Commenti
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  1. AlcamolibertaS scrive:

    La vostra credibilità è oggi pari a zero, proprio come i detrattori della sana vita politica a cui voi vi rivolgete.
    Il problema sta proprio lì…indicarne due tre e non tutti, anzi, votare in consiglio comunale il revisore dei conti “Fratello”. Ma per piacere!!!

  2. Massimo scrive:

    Per me rimane un partito serio abc, anno sempre lottato contro la politica fatta male. io sicuro a papania non lo voto più emmanco a quel pazzo di Grillo.

  3. LEO scrive:

    E’ assurdo che ABC non dica niente sulla cementificazione del Monte Bonifato è assurdo. Non vorrei che qualcuno che cementifica è loro sostenitore.

    Nessuno parla del sacco del Bonifato, assurdo!!

    • Aldo scrive:

      Caro Leo, se rileggi bene l’articolo chi l’ha scritto parla di ”patrimonio architettonico e naturalistico sempre più mortificato” . E’ quindi chiaro che si riferiscono anche al monte Bonifato che a tutti i cittadini alcamesi, ti posso garantire, sta molto a cuore. Purtroppo la cementificazione del monte Bonifato è vittima di un piano regolatore assurdo che risale all’ amministrazione Ferrara. Lo so che è difficile a crederci ma il 99% delle case costruite sul monte Bonifato negli ultimi 15 anni circa sono tutte con regolare concessione edilizia. Su questo sono arrabbiato e ”schifato” quanto te ma la colpa è di tutti quelli che hanno votato e sostenuto quell’amministrazione e delle amministrazioni successive che non hanno neanche tentato di arginare gli effetti negativi di quelle scelte assurde!!

  4. Gaetano scrive:

    La cementificazione delle pendici del monte Bonifato non può essere sottaciuta. E’ una vergogna

  5. LEO scrive:

    Aldo credo che bisogna fare chiarezza sulla concessione delle licenze edilizie, non penso che si potessero rilasciare. Basterebbe indagare chi sono i beneficiari di queste “regolarissime” concessioni.

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