Continua la mobilitazione contro la chiusura degli Uffici del Giudice di Pace ad Alcamo

Pubblicato: martedì, 23 giugno 2015
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empoli_giudice_di_pace_1ALCAMO – Dopo la mobilitazione avviata dagli avvocati per tentare di salvare gli uffici del Giudice di pace ad Alcamo, anche Gaspare Noto, presidente del centro studi La Matita, fa sapere la sua sulla perdita che l’intero territorio subirebbe in seguito della chiusura.

È inammissibile far chiudere gli Uffici del Giudice di Pace del comprensorio dei Comuni: Alcamo – Castellammare del Golfo e Calatafimi – Segesta.
Raccogliere la preoccupazione espressa sulla questione dagli Avvocati Pieranna Filippi e Mauro Ruisi è da responsabili.
Proteggere la nostra casa comune è un dovere di tutti, in particolare, da parte di coloro che sono chiamati ad amministrare la “cosa pubblica”.
Prima l’Ufficio delle Entrate, poi l’Ospedale e ancora il Tribunale, adesso il Giudice di Pace; dobbiamo decidere se la Città di Alcamo vuole rimanere “Comune” o una delle tante frazioni della Città di Trapani.
Quello che sta accadendo alla nostra Città è inverosimile.
Non è possibile che non si riesca ad individuare tra il personale in servizio al nostro Comune, anche, personale di ruolo da assegnare agli Uffici Giudiziari, considerato, che l’organico del personale, tra dipendenti di Ruolo, Contrattisti e personale A.S.U. e di circa 800 unità.
Certamente, esistono difficoltà di ordine finanziario, ma, quando c’è volontà e responsabilità si trova sempre il giusto clima che conduce al bene comune di tutti e per tutti.
Vista l’importanza del ruolo che il servizio in questione offre alla comunità del comprensorio, sarebbe un ulteriore aggravio finanziario per i tanti cittadini in caso di chiusura.
Siamo certi che il Dott. Giovanni Arnone, Dirigente Regionale, neo Commissario del Comune di Alcamo, affronterà il problema con la giusta dimensione e l’equilibrio che lo contraddistingue, in sintonia con il Presidente del Consiglio e con tutti i Consiglieri Comunali.”

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1 Commento
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  1. Vorrei far notare al sig. Noto che l’ospedale non è ancora chiuso. In merito a trovare il personale per il GdP il Comune ne ha individuato parecchio ma senza volerlo pagare. La questione economica purtroppo non è così indifferente: i precari sono lavoratori e non schiavi, soprattutto nello svolgere un lavoro così delicato come la cancelleria del GdP

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