L’ufficio del Giudice di pace ad Alcamo destinato alla chiusura. Agli avvocati alcamesi resta solo l’amarezza per la situazione.

Pubblicato: giovedì, 18 giugno 2015
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giudice paceALCAMO – La vita degli Uffici del Giudice di pace di Alcamo sembra ormai giunta al capolinea con una situazione che non lascia speranze all’Ufficio.

Ad oggi, di fatto, i Giudici di Pace di Alcamo sono costretti al rinvio delle attività di udienza a causa dell’assenza del personale (comunale) addetto alle cancellerie con la conseguente impossibilità di svolgere anche i più semplici adempimenti.

Tale situazione è stata comunicata dal coordinatore dell’Ufficio – GdP Avv. Granozzi – al Presidente del Tribunale di Trapani ed al Presidente della Corte di Appello di Palermo, i quali hanno trasmesso tutta la relativa documentazione al Ministero competente che, stante quanto sopra, non potrà che prendere atto della impossibilità di svolgere e di garantire il servizio-giustizia affidato al GdP di Alcamo decretandone la chiusura.

Si tratta di un enorme sconfitta per tutto il comprensorio territoriale di Alcamo- Castellammare del Golfo- Calatafimi che vede svanire l’ultimo presidio di legalità presente nel proprio territorio.

Gli avvocati Mauro Ruisi e Pieranna Filippi, che si sono fatti promotori di un’intensa attività volta ad evitare la chiusura degli Uffici, hanno inoltrato una lettera a tutti i colleghi per portarli a conoscenza degli ultimi sviluppi della vicenda.

“Innanzi tutto volevamo dirVi che a causa delle dimissioni del Sindaco del Comune di Alcamo non siamo riusciti a fissare un incontro con gli Amministratori dei Comuni interessati (Alcamo, Castellammare del Golfo e Calatafimi), come concordato all’esito della ns riunione del 4/06/2015.

Ciononostante non ci siamo fermati cercando soluzioni parallele ed alternative a quelle di cui abbiamo discusso per l’appunto nella riunione del 4 giugno u.s..
Abbiamo cercato, grazie ad alcuni colleghi dei Comuni di C/mmare – Calatafimi, di sensibilizzare tali amministrazioni affinchè contribuissero con altre unità di personale da assegnare a supporto di quello alcamese.
Ad oggi nessuna risposta è pervenuta ed è evidente che senza una adeguata pressione da parte di tutti i colleghi non si potrà raggiungere alcun risultato concreto.

Siamo riusciti, giusto qualche giorno fà, ad ottenere dal Comune di Alcamo una nota a firma del Segretario Comunale con cui l’Amministrazione, dopo avere riconosciuto ai dipendenti impiegati presso l’Ufficio del G.d.P. di Alcamo la liquidazione del 10% del lavoro straordinario per l’anno 2014 e 2015 e la corresponsione del premio di produttività per l’anno 2015, ha autorizzato la Dr.ssa Granozzi a far rientrare il personale di categoria D assicurando, altresì, la possibilità del recupero delle ferie anche dopo il periodo di sospensione feriale (e dunque non più entro il mese di giugno 2015).

Tuttavia, abbiamo saputo che probabilmente il personale in questione non vorrebbe accettare tale soluzione.

A questo punto io e Mauro non abbiamo più che fare.

La soluzione del problema, infatti, è ormai rimessa esclusivamente alla volontà del personale in questione ed alla sensibilità delle altre amministrazioni comunali interessate alla questione da Noi più volte sollecitate.
A questo punto non ci resta che ringraziare con questa mail tutti i colleghi che ci hanno sostenuto.

Attraverso una nota gli avvocati Mauro Ruisi e Pieranna Filippi spiegano meglio la situazione: “Se da un lato rimane agli atti il fatto che ben tre amministrazioni comunali non sono riuscite ad individuare le unità di personale idonee per competenze e durata contrattuale allo svolgimento delle attività dell’ufficio, dall’altro lato, risulta evidente che il presidio di giustizia in parola trova la probabile chiusura anche a causa dell’indisponibilità dei lavoratori comunali interessati a trovare tutte le possibili soluzioni relative al compenso delle ore lavorative prestate in più rispetto a quelle contrattuali.

A quanto sopra, si aggiunga il comportamento illogico e contraddittorio del Comune di Alcamo che prima si è impegnato pubblicamente a mantenere l’Ufficio salvo poi diffidare costantemente il GdP coordinatore – Avv. Granozzi – dall’utilizzare oltre le ore contrattuali il personale assegnato.

La chiusura dell’Ufficio comporterà la diminuzione dei servizi forniti ai cittadini delle tre città interessate oltre all’inevitabile aumento delle spese per tutti coloro che avranno necessità di rivolgersi all’autorità giurisdizionale anche per questioni di poco conto.

Resta l’amarezza per un risultato che poteva e doveva raggiungersi in quanto dipendente soltanto dalle fattive volontà dei Comuni coinvolti (Alcamo, Castellammare del Golfo e Calatafimi) che pur avendo fatto espressa richiesta di mantenimento del servizio al Ministero Giustizia non sono stati in grado di mantenere con i fatti la parola data alla cittadinanza.”

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4 Commenti
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  1. Egidio scrive:

    Alla fine, giusto cosi’, se non poteva funzionare, bisognava chiuderlo.

  2. Solo una domanda ai lettori di alqamah: ma voi lavorereste mai più del doppio del vostro orario con la certezza di avere retribuito solo il 10% dello straordinario e non potere mai effettuare il recupero delle ore? In pratica lavorereste mai gratis?

  3. Nessuno lavora il doppio delle ore sapendo di avere retribuito solo il 10% dello straordinario senza poter mai usufruire di riposo compensativi. E contrario a tutti i principi del lavoro.

  4. Vincenzo scrive:

    Esagerati…
    “vede svanire l’ultimo presidio di legalità presente nel proprio territorio”.

    Cos’e’ il premio di produttività per l’anno 2015? Non penso sia giusto assegnarlo a chi compie un lavoro ordinario come quello di cancelleria.

    Sarebbe interessante sapere cosa corrisponde a questa vodce in capitolo.

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