Processo voto di scambio ad Alcamo: visionati nuovi atti su un ulteriore procedimento penale

Pubblicato: sabato, 23 maggio 2015
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Tribunale processoALCAMO. Continua il processo a carico dei sette imputati alcamesi, dinanzi il Tribunale di Trapani, accusati di aver favorito la compravendita di voti alle scorse elezioni amministrative alcamesi, attraverso alcune presunte promesse di assunzioni e donazioni di derrate alimentari. Secondo l’inchiesta, la regia del presunto voto di scambio è da imputare all’ex Senatore Nino Papania, con l’aiuto del suo collaboratore Massimiliano Ciccia, il consigliere comunale Antonio Nicolosi, l’operaio Giuseppe Bambina, l’agricoltore Filippo Renda, il geometra Giuseppe Galbo e il pensionato Giuseppe Milana. Operazione che nel 2012 avrebbe mirato ad aumentare il “consenso” dell’attuale Sindaco Sebastiano Bonventre e l’elezione di alcuni consiglieri.

Dopo il rigetto, alla scorsa udienza, degli atti dell’indagine della Procura di Palermo denominati “Frutti di Bosco” riguardante l’ipotesi che Papania avrebbe ottenuto l’assunzione di otto persone a lui gradite presso l’Aimeri Ambiente (coinvolgendo anche Salvatore Alestra, all’epoca amministratore delegato Ato Trapani e Orazio Colimberti di Aimeri), ecco che il PM Rossanna Penna chiede di inserire nuovi atti al processo, o nel suo fascicolo, riguardante due verbali di sommaria informazione.

Questa volta si tratta di documenti di un nuovo procedimento penale, probabilmente di recente iscrizione, che riguarderebbe anche le modalità di assunzioni all’ Aimeri. A riguardo di quest’indagine al momento c’è il massimo riserbo.

Infatti, nei verbali portati dal Pm in aula, alla quale non vengono specificati i motivi dell’indagine e gli indiziati, sono riportate solamente due testimonianze di un uomo e una donna che, sentiti dai giudici, testimoniavano alcuni rapporti di conoscenza con il senatore Papania. In queste testimonianze si ipotizza un ruolo del Senatore Papania all’interno dei rapporti con la società dell’ Aimeri Ambiente. Ma alla domanda posta dal giudice, con la quale si chiedeva se il Senatore li avesse direttamente favoriti, i due hanno sempre risposto picchè.

Le difese degli imputati, nel corso dell’udienza, hanno posto dell’obiezioni alla richiesta del Pubblico Ministero. Obiezioni, successivamente, accolte dal giudice che ha rigettato la richiesta del Pm, in considerazione anche della scelta del rito abbreviato da parte degli imputati.

Il calendario per le prossime udienze è previsto a partire dall’8 luglio e con molta probabilità la sentenza finale arriverà il 16 Luglio.

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1 Commento
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  1. Chi diri ” cu u ne vistu è u né picchiatu u ci poghiri carceratu! Tanto non cambierà mai il sistema “Politico le raccomandazioni esistevano! Esistono! E non finirinno mai le forme di atteggiamenti collusi!quando la carne è pica e i cani randaci sono in molti;!

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