“La favola” delle Regie Trazzere di Sicilia – Introduzione – Parte Quarta

A cura di Antonino Messana

Abbiamo già visto che con la pubblicazione  nelle Gazzette Ufficiali i decreti, come  le leggi, hanno acquistato validità giuridica e gli interessati, se lesi nel loro diritto, hanno avuto, “solo in teoria”, la possibilità di avanzare le proprie rimostranze.

Adesso non resta che addentrarci sui  “decreti”. A tal fine propongo, come esempio,  il Decreto prot. 2/5396 n. 299/452 (in gazzetta indicata col n. 352) sotto riprodotto integralmente. Il lettore già è stato messo a conoscenza del fatto che per ogni trazzera è stato emanato un decreto a firma dell’Assessore del ramo (Agricoltura e Foreste).

Il preambolo del Decreto n.299/452, in parola, richiama lo Statuto della Regione Sicilia e le leggi nazionali. Al quinto capoverso così si esprime:”Vista la relazione in data 31.12.1952 dell’Ufficio Tecnico Speciale per le Trazzere di Sicilia, dalla quale risulta, base a numerosi ed inoppugnabili titoli probatori che la trazzera Trapani-Palermo (km.84) con biforcazione bivio Gaggera (Castellammare),Terme Segestane – bivio Setterino (Alcamo) Km. 6 nel tratto ricadente nel territorio dei comuni di Trapani-Erice-Buseto Palizzolo-Paceco-Calatafimi-Castellammare-Alcamo-Partinico-Borgetto-Giardinello-Montelepre-Carini-Torretta-Monreale-

Palermo del percorso totale di circa Km. 90 è di pertinenza del demanio regionale.

VISTO l’art.3 del R.D. 29.12.1927 n. 2801;

VISTO l’art.12 della legge regionale 29.7.1949 n.39

DECRETA

E’ dichiarata la demanialità della trazzera Trapani-Palermo con biforcazione bivio Gaggera(Castellammare) Terme Segestane-Bivio-Setterino (Alcamo) nel tratto ricadente nel territorio dei Comuni di Trapani…Palermo”(seguono tutti i medesimi Comuni già sopra citati), che attraversa le località indicate in relazione in data 31.12.52 dell’Ufficio Tecnico Speciale per le trazzere di Sicilia ed è autorizzato l’Ufficio stesso ad accertare la consistenza delle trazzere medesime.

Palermo 2 marzo 1954                     L’Assessore Germanà

 

Decreto assessoriale trazzere

Un commento a caldo  basato sui seguenti punti:

1) L’Ufficio Tecnico Speciale per le trazzere di Sicilia possiede numerosi titoli inoppugnabili;

2)  La trazzera dal bivio Gaggera per Castellammare attraversa il bivio di Setterino (Alcamo).

Vado subito al primo punto. L’Ufficio Trazzere deve necessariamente avere i titoli che dimostrino la proprietà e che ne abbia numerosi, tanto meglio. Il possesso dei titoli probatori  era già stato previsto dal primo provvedimento organico per la conservazione, gestione e tutela dei tratturi (il termine tratturo è stato usato per le strade armentizie della Puglia e dell’Abruzzo), cioè dalla legge 20 dicembre 1908 n.746, le cui principali disposizioni mirarono alla conservazione, revisione e reintegra dei tratturi (in Sicilia delle trazzere) in base a titoli probatori, alle carte descrittive, agli altri elementi conservati negli archivi ed alle tracce esistenti sui terreni. Lo stesso criterio è stato usato dal successivo Decreto-legge Luogotenenziale 23 agosto 1917 (pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 8 ottobre 1917 n.237). L’art. 2 così si esprime: “In base a titoli probatori, carte descrittive, tracce esistenti sui terreni ed ogni ogni altro possibile elemento, saranno eseguiti l’accertamento ,la revisione della consistenza e la conseguente reintegra di tutte le trazzere di demanio pubblico dello Stato”.

Da ultimo, per farla breve, dopo numerose leggi che si affiancarono al Decreto e Regolamento del 1917, si affaccia il “Regolamento per l’assetto definitivo dei Tratturi di Puglia e delle Trazzere di Sicilia (Regio-Decreto 29 dicembre 1927 n.2801).  L’art. 1 recita: “Tutti i titoli, carte ed elenchi dei tratturi e delle trazzere, già compilati in esecuzione delle precedenti norme regolamentari e comprovanti la pertinenza di tali beni al demanio dello Stato, continua ad avere efficacia giuridica ad ogni effetto”.

Il Decreto Assessoriale. sopra integralmente riportato, nomina appunto quest’ultimo Regolamento al terzo capoverso (VISTO il R.D. 29.12.1927 n. 2801 che approva il Regolamento…). Resta chiaro che l’Ufficio Trazzere non solo deve possedere i “numerosi” titoli, ma essi devono essere dimostrativi e, pure, citati in eventuali atti di trasferimento. Per esempio, nel caso di legittimazione di possessori frontisti di  di trazzera .

Abbiamo letto che il Decreto parla di titoli inoppugnabili. Perché inoppugnabili? Forse  sono perfettissimi e, quindi, incontestabili. In altre parole, usando un linguaggio giuridico, questi titoli possiedono estrinsecamente una prova diabolica?  Ammesso e non concesso che costituissero effettivamente prova diabolica, un gravame giudiziario nel nostro ordinamento costituzionale è sempre ammesso. Perfino le leggi sono impugnabili davanti la Corte Costituzionale. A maggior ragione un “atto amministrativo” e  come tali   i titoli posseduti dall’Ufficio Trazzere. L’uomo comune deve sapere che “Tutti possono agire in giudizio per la tutela dei propri diritti e interessi legittimi. La difesa è un diritto inviolabile in ogni stato e grado del procedimento (articolo 24 della Costituzione). E non finisce qui. Ecco l’altra garanzia. “Contro gli atti della pubblica amministrazione (per esempio,  i titoli inoppugnabili dell’Ufficio Trazzere) è sempre ammessa la tutela giurisdizionale dei diritti e degli interessi legittimi dinanzi gli organi di giurisdizione ordinaria o amministrativa. Tale tutela giurisdizionale non può essere esclusa o limitata a particolari mezzi di impugnazione o per determinate categorie di atti” (articolo 113 della Costituzione). Altro che titoli inoppugnabili. Fa semplicemente ribrezzo leggere,da un organo legislativo, simile  frase.

Infine, abbiamo visto, precedentemente, che nelle Gazzette Ufficiali ove sono state elencate tutte le trazzere, chiunque poteva fare delle rimostranze. Chiaramente era solo una formalità tinta di legalità. Infatti, con un avviso così generico, nessuno poteva avanzare rimostranze. Comunque è meno osceno di leggere l’inoppugnabilità dei titoli, come scritto nel decreto.

Vado dritto al secondo punto: La trazzera dal bivio Gaggera per Castellammare attraversa il bivio di Setterino (Alcamo).  Setterino, è unico punto di riferimento del territorio di Alcamo, dopo di che  salta a Partinico. Non è indicato né lo spiazzo  della Madonna delle Grazie (da secoli nominata Porta Trapani), né Porta S. Francesco anch’essa da secoli denominata porta Palermo, con documenti alla mano) e neanche la contrada Forche. Ripeto da Setterino a Partinico, un salto aereo. E’  vero che un decreto deve abbreviare, ma la sorpresa è che quella strada entra alla Madonna delle Grazie (ripeto, denominata  da secoli Porta Trapani) attraversa il Corso 6 aprile fino alla porta S. Francesco e scende verso la Forche e si incrocia con la Calatubo-Balestrate. Mi limito, per adesso, a mostrare alcune prove di cartografia, in seguito la questione verrà approfondita con altre mappe.

Dalla carta Schmettau  del 1719, sotto riportata, si vede benissimo che la strada entra alla Madonna delle Grazie ed esce per la porta S. Francesco e si incrocia con la Calatubo (è evidenziato in rosso il castello).

CARTA SAMUEL von SCHMETTAU 1719           

Trazzere Alcamo schmettau

  LILIANE DUFUR LA SICILIA DISEGNATA

Questa è una prima prova. Esistono, ripeto, numerose altre mappe che confermano detto percorso. Per brevità riporto, al momento, la carta IGM 1852.

Carta IGM 1852
Mappa dei documenti storici archiviati presso le conservatorie storiche dell’Istituto Geografico Militare – Autorizzazione n. 6816 del 29.01.2015

Mappa dei documenti storici archiviati presso le conservatorie storiche dell’Istituto Geografico Militare – Autorizzazione n. 6816 del 29.01.2015

Nella carta IGM sopra riportata si legge benissimo sul lato sinistro (ovest) la scritta Suore (largo Madonna delle Grazie), al di sopra ci sono due strade: una leggermente colorata violetto  è appunto la strada per Trapani, l’altra colorata in rosso ed è l’attuale Corso dei mille. Il colore viola è allungato lungo il Corso fino a raggiungere l’attuale Via Francesco Crispi che scende fino al Convento dei Cappuccini. Sul lato sinistro (lato ovest) dei Cappuccini si incontrano due strade: una scende a tramontana (in mappa dell’Ufficio segnata come R.T. 390. Inconcepibile.) ed è la Via Milazzo (vecchia strada, magari addirittura privata, segnata, pure, nel catasto borbonico 1875);l’altra prosegue sul lato ovest ed è l’attuale Via Ugo Foscolo che si collega con la Madonna delle Grazie. I percorsi sono chiari e non lasciano  dubbi. Questa mappa conferma che lo spiazzo della Madonna delle Grazie è Porta Trapani.

Nel lato destro della mappa (ovest) lungo il corso dove finiscono le abitazioni si vede lo spiazzo della Porta S. Francesco e una grossa arteria colorata in violetto, come quella Madonna delle Grazie, è questa appunto Porta Palermo. Quindi, per l’IGM  e per la carta Schmettau la trazzera Trapani-Palermo non è quella strada di periferia, come tracciata dall’Ufficio Trazzere, ma quella trazzera diventa  una strada cittadina che entra ed esce ai punti estremi del paese.

Analizzando la carta dell’Ufficio Trazzere, sotto riportata, sul lato sinistro si legge il n. 452 che è appunto la Trapani-Palermo che si incontra con la 488. Questo è il Bivio Setterino come scritto nel decreto. Salendo da questo punto la 452 scompare e vediamo un cerchio  rosso (vorrebbe indicare lo spiazzo della Madonna delle Grazie),  leggiamo 409,  390 (che come sopra detto sale al Convento dei Cappuccini, anch’essa trazzera) ed infine compare nuovamente la 452 che si incontra con la 108 tratteggiata. Questo percorso si esprime in parole povere, nella seguente maniera: dal bivio Setterino la strada devia per Gammara, incontrandosi con la 409 (Magazzinazzi-Alcamo), continua scendendo ai Timpirossi, qui s’incontra con la Castellammare e prosegue, in salita, per l’incrocio con la strada che conduce al  Convento dei Cappuccini. Qui   ricompare il numero 452 e continua, non so bene come, fino ad incrociare la 108. E’ bene che il lettore segua  la mappa. Se ha dubbi, resta inteso che può chiedere chiarimenti.

Trazzera Alcamo 1
CARTA UFFICIO TRAZZERE

Quindi, un’arteria così importante sfiora la città e non l’attraversa.   Infatti, in quel percorso appena delineato, la trazzera non passa per la Madonna delle Grazie. Per arrivarci deve tornare indietro da Gammara camminando da est verso ovest.

Ecco la c arta IGM  come quella sopra riportata. Carta Igm 1852 2

Il punto colorato in rosso (sotto Suore) indica Gammara. Si nota bene che camminando da est verso ovest (Palermo – Trapani) per arrivare alla Madonna delle Grazie necessariamente deve risalire e poi tornare per proseguire per Trapani.

Infine, mi sembra opportuno ripetere che Re Ferdinando ha così scritto:…”dovendo per Trazzere reputarsi quelle strade che partono da una popolazione e arrivano ad altra popolazione.”.

 

Archivio di Stato di Palermo  MAESTRO SEGRETO busta 275 – 24 maggio 1788

Maestro Segreto Trazzere Busta 297
Archivio di Stato di Palermo MAESTRO SEGRETO busta 275 – 24 maggio 1788

Antonino Messana

La quinta parte dell’introduzione verrà pubblicata  Sabato 28 Marzo 2015…

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