Rottura del patto del nazareno: gli effetti anche sull’isola. Forza Italia Sicilia contro le non riforme di Renzi e Crocetta

Pubblicato: sabato, 7 marzo 2015
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foto incontro 2 (Gibiino) Attraverso un incontro presso la sala stampa dell’Assemblea Regionale Siciliana, a Palermo, i vertici di Forza Italia siciliani si sono riuniti per fare il punto e contrastare alcuni discutibili provvedimenti dei Governi Renzi e Crocetta. I parlamentari e i dirigenti forzisti hanno affrontato diversi temi, sui quali il Partito sta dando battaglia, tanto a Roma quanto a Palermo, come ad esempio il no all’Imu Agricola o al prelievo fiscale del Governo nazionale nelle tasche dei siciliani.

Tra gli interventi  quello del Senatore Antonio D’Alì, dell coordinatore di Forza Italia in Sicilia, il Senatore Vincenzo Gibiino, del vice coordinatore regionale vicario del movimento sull’isola Francesco Scoma e del capogruppo di Forza Italia all’Ars, l’Onorevole Marco Falcone. Molti i presenti fra cui un ampio gruppo di deputati regionali e di quadri dirigenti provenienti da tutta la regione.

Nell'intervento di D'Alì arriva direttamente l'attacco ai governi targati PD di Renzi e Crocetta, proprio a quest'ultimo l'attacco più duro.

«Forza Italia, in Sicilia, è in prima linea contro i Governi delle non riforme, delle bugie, dei soprusi e degli sprechi che fanno capo a Renzi e Crocetta – ha detto D’Alì -. La nostra è un’opposizione netta e chiara, senza mezzi termini, nei confronti di esecutivi che non tutelano i cittadini di un Paese e una regione che meritano rispetto, oltre che un vero riscatto. Le scelte di entrambi i Governi si stanno dimostrando a più riprese dannose e sbagliate. L’unica crescita alla quale stiamo assistendo è quella delle tasse. Noi invece continuiamo a segnare una stasi assoluta della nostra economia. La Sicilia, inoltre, è vessata e spremuta come un limone dal Governo nazionale e il presidente Crocetta non fa nulla per evitare che accada».

Presenti all’incontro anche i massimi esponenti delle associazioni di agricoltori che, provati dall’Imu Agricola, hanno condiviso le idee e le strategie del Partito, mostrandosi pronti a collaborare. Nei giorni scorsi il Senatore D’Alì aveva presentato un emendamento al relativo decreto legge che prevedeva l’esenzione totale di questa tassa per i terreni agricoli e che individuava nell’aumento dei canoni demaniali sulle trivellazioni la soluzione per consentirne la sua totale eliminazione .

foto incontro (Gibiino)«Questa è una tarantella sulla pelle degli agricoltori italiani – ha spiegato D’Alì -. Noi diciamo basta a questo iniquo balzello che danneggia gli agricoltori, del quale abbiamo chiesto, da tempo e con forza, l’annullamento con fatti e non con parole. Questa tassa, avallata da Ncd, è tutto il contrario di ciò che occorre all’agricoltura italiana e schiaccerà chi lavora in questo settore. É una patrimoniale vera e propria, oltre che ingiusta, che metterà in ginocchio un comparto già in grande difficoltà. Esentare i terreni agricoli dal pagamento dell’Imu è condizione indispensabile per salvare il mondo dell’agricoltura. Noi continueremo ad instaurare il dialogo con le associazioni di categoria che ci porterà a creare delle iniziative a sostegno di questo settore tormentato e sbeffeggiato».

Fra i temi affrontati durante l’incontro, anche i risultati ottenuti dal Partito in Parlamento, come lo stop all’air-gun e alle altre tecniche che prevedono esplosioni nei mari italiani per la ricerca di idrocarburi. Il Senato ha infatti approvato nei giorni scorsi l’emendamento 1.80, presentato dal Senatore D’Alì, al provvedimento in materia di delitti contro l’ambiente.

«Si tratta di una tecnica che ha un impatto disastroso nei confronti della biodiversità, della flora e della fauna marina – ha detto – e questo costituisce un passo avanti nella difesa dell’integrità dei nostri mari e, in particolare, del Mediterraneo. È un grande risultato ottenuto dai Senatori siciliani, uniti in difesa del nostro mare e delle sue creature, un delicato ecosistema che va salvaguardato in tutto e per tutto. Adesso ci auguriamo che anche la Camera dei Deputati faccia la sua parte e che arrivi uno stop definitivo alle trivellazioni».

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1 Commento
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  1. MenoMale ha detto:

    Effettivamente i sei mesi di non riforme di questi governi, sono niente se confrontate ai 20 anni di non riforme e dei governi di centro destra.
    Ma fateli lavorare e poi giudicate….

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