“La favola” delle Regie Trazzere di Sicilia – Introduzione – Parte Seconda

Pubblicato: sabato, 14 febbraio 2015
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Sicilia Perez Strade principali

Giuseppe Perez - La sicilia e le sue strade Palermo tipografia lao 1861 Ristampato a cura di Carmelo Trasselli – Un secolo di politica stradale Salvatore Sciascia editore caltanissetta – roma 1962. Custodito dalla biblioteca dipartimento citta' e territorio coll. 542.8.2.20. Autorizzazione n. 6816 del 29.01.2015 di Antonino Messana f258 iv “alcamo” – rilievi 1852

In questa seconda parte dell'introduzione, lo studioso Antonino Messana ci riporta una delibera del Comune di Trapani dove si rafforza la tesi sull' approssimazione della consistenza delle Trazzere. E se queste Trazzere fossero state in parte un invenzione?

Di Antonino Messana

Torno un po' indietro per collegare   il susseguirsi degli avvenimenti. Ho letto diverse volte alcuni capitoli del libro del Santagati. In particolare, la citata  pagina  23, ove mi è rimasta impressa la patetica frase a proposito del lavoro svolto dall'Ufficio Trazzere nel tracciare le mappe:“...i rettilinei sono diventati storti ma sopratutto quante curve sono state raddrizzate. Inoltre, la lettura della pagina 17 ove l'autore chiarisce che accanto alle  Regie Trazzere esistevano altri tipi di trazzere la cui larghezza poteva raggiungere anche i 3 o 4 metri. Ed, infine, l'imprecisione e l'approssimazione topografica mi ha fatto pensare che le regie trazzere sono state un'invenzione per spellare denaro a laboriosi contadini e proprietari. Peraltro, questa tesi già stata sostenuta e pubblicata dal Dr. Stefano Fontana di Trapani la tratterò in seguito.

Conosco, altresì, che, la Via Galati,  la Via Pietro Maria Rocca, la Via Monte Bonifato, parte di Viale Europa, la Via SS. Salvatore, Via Madonna della Catena e Via Maria Riposo sono tutte trazzere di m. 38 e le abitazione sono state costruite in terreni trazzerali, cioè demaniali.  Sette  strade nevralgiche cittadine, sette  trazzere armentizie. Da ciò si deduce  che nei millenni passati Alcamo era piena di armenti e bestie senza abitanti. Infatti, le prime notizie storiche certe di Alcamo  le hanno lasciati solo gli arabi. E siamo arrivati solo all ' 800 dopo Cristo. Dov'era Longarico, in epoca romana, nessun storico è stato in grado di localizzarla.

Comunque, l'argomento verrà approfondito in seguito. Quindi,  i dubbi cominciavano a diventare certezze e come primo passo ho telefonato al Comune di Trapani per avere una copia della Delibera del Consiglio Comunale riguardante le Regie trazzere che ho il piacere di riporla testualmente ed in copia scannerizzata.

Trazzere delibera comune trapaniCome si vede, la Delibera porta il numero 15  ed il verbale il n. 4 del 26 gennaio 2009. L'ordine del giorno è stato: “VIGILANZA DELLE REGIE TRAZZERE ai sensi del R.D. n. 2801 del 29/12/1927 e seguenti”.  E così si esprime:

1) Il Comune di Trapani, come tutti gli altri Comuni della Sicilia hanno ricevuto dalla Regione Sicilia la nota del 29 febbraio 2008 riguardante la “VIGILANZA delle Regie Trazzere”;

2) La trasformazione delle trazzere in strade rotabili, posa di condotte idriche e fognarie va fatta dopo aver ricevuto l'autorizzazione dell'Ufficio Trazzere;

3) Le espropriazioni delle aree interessate alle regie trazzere vanno prima sdemanializzate;

4) Queste trazzere sono larghe metri lineari 37,68 e il prezzo a metro quadro va corrisposto alla Regione Siciliana ed è corrispondente al valore di mercato (se la trazzera cade in zona edificabile va pagato come edificabile);

5) La rete trazzerale siciliana ha una lunghezza di circa 11.000 chilometri ed è invero che, non solo l'art. 2 del R.D. 30.12.1923 n. 3244 accorda esplicito rilievo al dato fattuale della reale consistenza delle trazzere, secondo una indagine che tenga necessariamente conto delle condizioni attuali dei tracciati, ma l'art. 3 del R.D.  29.12.1927 n. 2801, che approvò il regolamento per l'assetto definitivo dei Tratturi di Puglia e delle Trazzere di Sicilia, impone l'ulteriore indagine sull'attuale utilità pubblica delle trazzere, prescrivendone il mantenimento proprio in funzione dell'eventuale riconoscimento della persistente idoneità a soddisfare pubblici interessi;

6) Fino a pochi anni fa i comuni della Sicilia, le provincie, e tutti gli altri enti pubblici, sulle aree agricole prospicienti le regie trazzere hanno dato autorizzazioni per la realizzazione di opere, hanno sottoscritto dichiarazioni di responsabilità ect.;

7) Il Re Ferdinando, nel 1811, legittimava in sostanza, alcune usurpazioni, dietro il beneficio che ne poterono ricavare le finanze del re:

8) Oggi non può una Amministrazione moderna fare pagare al cittadino più di una volta lo stesso bene così come nel 1811 il RE FERDINANDO ha imposto;

9) Che con la sentenza del 1998 avente per oggetto:Occupazione del suolo trazzerale,

La corte di appello di Palermo – Sezione Prima Civile circa le cause civili riuniti ed iscritte ai numeri 395/91 e 394/91, promossa da Assessorato Agricoltura e Foreste della Regione Siciliana, appellante, contro due cittadini APPELLATI, ha emesso la seguente sentenza: (Dichiara che gli appellanti sono proprietari del terreno prospiciente la regia trazzera in quanto gli stessi sono individuati in catasto con foglio, foglio, particella, superficie e quindi la corte ha dichiarato:CHE DETTI TERRENI NON FANNO PARTE DEL DEMANIO TRAZZERALE. Così decisa dalla Camera di Consiglio della prima sezione civile della Corte di Appello di Palermo il 12.12.1997.

Tra l'altro:

La perdurante incertezza della consistenza della trazzera sarebbe stata riconosciuta anche dal giudice amministrativo in una separata vertenza giudiziaria, e, in ogni caso la profonda modificazione subita dai luoghi negli anni (avallata da strumenti urbanistici predisposti dai comuni e dalla regione, escluderebbe ormai irrevocabilmente l'attualità storica dell'antico demanio trazzerale.

TUTTO Ciò PREMESSO i sottoscritti consiglieri comunali

IMPEGNANO l'Amministrazione comunale, a farsi parte attiva affinché coinvolgendo le altre amministrazioni  (ANCI, Unione delle Provincie, Forze politiche, Parlamento e Governo della Regione Siciliana) venga predisposta e sostenuta una proposta di legge che possa quanto meno riportare:

ART. 1

RIORDINO DELLE REGIE TRAZZERE

Le regie trazzere sono individuate nelle mappe catastali limitatamente alle superci,, e larghezze rilevate e rappresentate in mappa alla formazione del catasto restando in pieno possesso ai proprietari frontisti le superfici trazzerali esclusi da sede viaria prima del 1940.

Trapani, lì 28 maggio 2008

Seguono sei firme illeggibili.Delibera Comune Trapani trazzere 1delibera comune trapani trazzere 2delibera comune trapani trazzere 3

I punti di forza  incoraggianti per continuare le ricerche, dopo la lettura della suddetta delibera, sono stati i seguenti: 1) Re Ferdinando si è venduto le trazzere; 2) i tracciati delle regie trazzere sono insicuri ed in ogni caso,  hanno subito profonde modifiche nel tempo e più recente avallate dalla stessa Regione, dai Comuni e da Enti pubblici in generale; 3)che fanno fede le sole mappe catastali del 1938; 4) che l'Amministrazione comunale di Trapani si è investita di agire come parte attiva nei confronti degli organi istituzionali per riforma, a tutela del proprio territorio. A mio giudizio tutte verità. La prima verità è che Re Ferdinando ha realmente venduto le trazzere e trova riscontro nel Decreto Regio emanato l'11 febbraio 1792. Presso l'Archivio di Stato di Palermo fondo Real Segreteria volume 1289 ci sono numerosissimi documenti che richiamano il suddetto decreto. Esistono perfino contabilità per le somme incassate e atti notarili delle trazzere vendute per la costruzione delle strade Palermo-Messina. Avrò il piacere di pubblicare stralci di alcuni documenti come prova.  Poi, ho ricavato altre riflessioni:        Con l'unità d'Italia la ricognizione delle trazzere in una prima fase è stata assegnata al Ministero delle Finanze ed il catasto  era  organo del suddetto Ministero. Siccome nelle carte catastali del 1938  sono state pure riportate le trazzere regie è possibile che il catasto non le ha tutte indicate?  In Italia il catasto è stato regolamentato con legge del 1886; l'Ufficio Tecnico Speciale delle Trazzere di Palermo  con legge del 1917 e l'assestamento regolamentare  di esecuzione della legge del 1923  porta la data 1936 (R. D. 16.07.1936 n.1706). Quindi, le mappe delle trazzere, appartenevano al Ministero delle Finanze e sono state trasferite all'Ufficio Trazzere quando già il lavoro del catasto era in fase di pubblicazione. Infatti, nelle mappe catastali del 1938 sono indicate: le trazzere regie, le strade nazionali, provinciali, comunali, vicinali (termine usato in epoca romana), ect..  Quindi, a mio giudizio,  il catasto non poteva fare salti o omissioni sulle regie trazzere.

La terza parte dell’introduzione verrà pubblicata Sabato 7 Marzo 2015…

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1 Commento
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  1. valenziano ha detto:

    Interessante. Mi sia consentita qualche osservazione spiccia.
    1) Si parte dicendo che re Ferdinando legalizzò alcune usurpazioni, il che è possibile, ma si conclude, nel giro, di qualche riga, affermando che “re Ferdinando ha venduto le trazzere”, il che mi pare improbabile; 2)Le mappe catastali del 1938 fanno fede solo fino a prova contraria; in caso di contestazione, occorre produrre gli atti di proprietà; 3)Non si capisce perché dovrebbero restare ‘in pieno possesso ai proprietari frontisti ‘le superfici trazzerali escluse dalla sede viaria prima del 1940’; o meglio: la mera ‘esclusione dalla sede viaria della superficie trazzerale’ non è, di per sé, prova in favore del proprietario frontista. Troppo comodo! Il possesso va provato.

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