“La favola” delle Regie Trazzere di Sicilia: Introduzione – Prima Parte

Pubblicato: sabato, 31 gennaio 2015
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Manoscritto di Francesco Maria Emanuele Gaetani – Diari Palermitani 1788, custodito presso la Biblioteca Comunale di Palermo – Casa Professa Collocazione Qqe97

Manoscritto di Francesco Maria Emanuele Gaetani – Diari Palermitani 1788, custodito presso la Biblioteca Comunale di Palermo – Casa Professa Collocazione Qqe97

Iniziamo questo viaggio alla scoperta delle antiche strade siciliane costruite nei millenni, denominate oggi trazzere. La parte introduttiva del lavoro si concetra su ciò che ha spinto il cultore della materia Antonino Messana ad addentrarsi in questo campo.

Di Antonino Messana

Ecco il primo ricordo. A metà degli anni '50 e forse a cavallo degli anni '60 - ero appena un ragazzino tra i dieci ed i tredici anni -   a pranzo a tavola (era una tavola  molto lunga occupata, oltre che dai genitori anche da zio e zie materne e paterne e da nonna paterna) ho sentito dire che la Regione Sicilia aveva inviato ai proprietari alcamesi avvisi di pagamenti per l'occupazione di suoli armentizi usurpati dai  proprietari delle  terre limitrofe. Ho ascoltato, anche, che, alcuni proprietari di terreni siti in Alcamo in contrada Fontana della Pietra, tramite l'Avvocato Pietro Virga di Palermo ( illustre professore di diritto dell'Università di Palermo) si erano opposti, in sede giudiziaria, a quegli avvisi.

Successivamente, dopo diversi anni, in età ormai adulta tra i 18-20 anni, sempre a pranzo a tavola, ho sentito che le famiglie Vallone avevano vinto la causa e che la regia trazzera era esattamente la Via Ugo Foscolo, perciò,  abbastanza distante dalla contrada Fontana della Pietra, quindi, completamente estranea ai pretesi suoli armentizi usurpati. Quest'episodio non è che il primo avviso indelebile sulle trazzere, rafforzato dai successivi avvenimenti. Per la morte dell'illustre Avvocato e dai vecchi amici Vallone non sono stato in grado di far riemergere la sentenza. L'ufficio Trazzere sicuramente ne è in possesso, ma la nasconde. Di ciò ne ho sospetti fondati che in seguito farò presente.

LA SICILIA DISEGNATA -LILIANE DUFOUR

LA SICILIA DISEGNATA. LA CARTA DI SAMUEL von SCHMETTAU 1720-1721. DI LILIANE DUFUR. PUBBLICATO DALLA SOCIETA' DI STORIA PATRIA - PALERMO 1995. Custodito dall'omonima Biblioteca

Nell'anno 2008 ho seguito passo passo una mia parente a legittimare un preteso suolo trazzerale al fine di ottenere dal Comune di Alcamo un'autorizzazione a costruire un muro di cinta in suolo demaniale. Da qui mi si sono affacciati i primi dubbi e sospetti  che, in breve tempo, mi hanno fatto penetrare nei meandri delle trazzere.

E' stato internet che mi ha fornito i primi approcci.   Ho trovato:

1) una delibera del Comune di Trapani in opposizione a disposizioni regionali sulle trazzere;

2) una sentenza del Tribunale di Palermo a favore del Comune di Custonaci nella qualità di attore, che negava il tracciato di una regia trazzera in quel territorio;

3) il seguente libro dell'Architetto, Prof. Luigi Santagati: VIABILIATA' E TOPOGRAFIA DELLA SICILIA ANTICA – Volume I – LA SICILIA DEL 1720 secondo SAMUEL Von SCHMETTAU ed altri Geografi e Storici del suo tempo – pubblicato dalla Regione Siciliana – Assessorato dei beni culturali 2006.

Allora, mi sono procurato la delibera del Comune di Trapani e ho stampato il libro dell'Architetto Santagati. Distrattamente non ho conservato la sentenza che affermava a chiare lettere che l'Ufficio Trazzere, quale convenuto al processo, non è stato in grado di provare il percorso di una strada costruita in epoca romana. Per chiudere questa  premessa, la mia avventura si concretizzava nel leggere la pagina 23 del libro di Santagati sopra citato e che riporto integralmente: L'Ufficio Tecnico Speciale per le Trazzere di Sicilia istituito durante il Regno d'Italia(Decreto luogotenenziale n. 1540 del 23 agosto 1917) ricevendo le competenze sin'allora svolte dall'Ufficio del Genio Civile, sino al 1960 ha studiato e registrato sui fogli catastali dei comuni della Sicilia l'andamento delle trazzere riportandole poi a parte su apposita tavola a scala 1:25.000 e dandone una descrizione scritta e grafica in scala 1:100.000.

La mancanza di personale qualificato dal punto di vista storico e la presenza solamente di personale tecnico ha impedito che l'Ufficio Trazzere facesse un lavoro completo e sicuro specie dal punto di vista della genesi temporale dei tracciati. Per cui, in moltissimi casi, manca una comprovata documentazione storica della trazzera che ne comprovi il sicuro possesso o il sicuro tracciato ed andamento...

I tracciati delle Regie Trazzere disegnati dall'Ufficio, in scala 1:25.000 o 1:50.000 sono per lo più vaghi, scarsamente veritieri, non costruiti sugli IGM (Istituto Geografico Militare) in scala uguale e con strumenti topografici spesso non rintracciabili. Innumerevoli errori di tracciato, con una media di almeno un paio a planimetria supportati da disegni piuttosto rozzi ed approssimativi. I riferimenti topografici sono anch'essi approssimativi e raramente rintracciabili, ne aiutano molto le planimetrie catastali allargate la cui imprecisione è spesso altrettanto notevole! Addirittura anche le intestazioni dei disegni sono spesso indecifrabili e non si comprende neanche il nome del disegnatore. Difficoltoso si presenta, anche all'occhio più allenato, il riporto esatto sugli IGM. Quanti rettilinei sono diventati storti ma sopratutto quante curve sono state raddrizzate!

Trazzera AlcamoGli stralci di mappe sotto riportati sono state copiate, dall'Ufficio Trazzere dalla mappa stradale IGM del 1852 che fotografa la città di Alcamo e le sue strade rispettivamente lato nord-est, lato nord e lato ovest.

Nella mappa di cui sopra le strade tracciate in rosso attraversano le seguenti contrade: Foglio XXXVI contrada Sasi; Foglio XXXV contrada Valle di Nuccio; Foglio XLIV contrada Forche. Si leggono: il numero 108 trazzera tratteggiata Calatubo-Alcamo, denominata Trapani-Partinico, che attraversa la Via Porta Palermo ed  arriva esattamente a S. Francesco, cioè a Piazza Bagolino; la 452 che è la trazzera Trapani-Palermo entrambi trazzere regie. Ecco nel mio pensiero  la frase dell'Architetto: “Quanti rettilinei sono diventati storti, ma soprattutto quante curve sono state raddrizzate”. Infatti, la 452, come si vedrà in seguito, confluisce con la 108 per entrare entrambi nella città di Alcamo. Quindi tratto storto divenuto retto, perché in linea retta attraversa il foglio XXXV. La prova verrà fornita  dalla carta stradale IGM e da tante altre numerose carte a partire dal 1600 fino ai nostri giorni.

Trazzera Alcamo 1Si leggono, infine, il n. 57, trazzera regia Alcamo-Corleone e 457, trazzera Pietralonga-Dammusi Monreale.

Nelle altre  due mappe sotto riportate riecheggiano i medesimi guasti. Avuto riguardo la 390 (Alcamo-Castellammare), che si unisce alla 452: Essa sale al Convento dei Cappuccini (linea retta divenuta storta) attraverso la Via Milazzo (già, ultima strada del catasto borbonico abitativo  del 1875) e sbocca all'Orto di Ballo.  Quel tratto, in salita non è assolutamente una trazzera ma una strada privata. Tutt'ora esistono delle tracce.

Trazzera Alcamo 2In quest'ultima mappa abbiamo la 452 (Trapani-Palermo) che prosegue per Trapani; ed altra 452 che  conduce al “mulino Marcione” per terminare al Fiume S. Bartolomeo. Uguale discorso per 659 con un doppio numero che congiunge la 488. Quindi, altra conferma. Le contrade sono le seguenti: Foglio XLIX Eredità, Setterino; Foglio LI Pietra Domine; Foglio LXVI Fiume Freddo.

Gli argomenti e mappe, di cui sopra, verranno ripresi, nei particolari trattando delle singole trazzere. In questa occasione ho voluto, con mappe alla mano, confermare, a mio umile giudizio da profano le frasi riportate dal Santagati. Mi auguro di non essere in errore. In ogni caso spero che egli accetti la mia buona fede.

Infine da segnalare, purtroppo, che alcuni fascicoli originali risultano addirittura scomparsi (fascicoli relativi alle R.T. (regia trazzera) 40 Canicattì-Bivio Fusco e R.T. 46 Bivio Madonna della Mendola a Castellammare del Golfo-Bivio Merla).

Queste chiare parole del Santagati mi hanno fatto correre a 100 all'ora. Penso che ciò potrebbe accadere, anche,  a chi leggerà queste brevi righe. Ma non è tutto.

A pagina 17 del sopra citato libro il Professore Santagati scrive: ...è giusto fare presente che, oltre alle Regie Trazzere, esistevano anche altre tre tipi di trazzere, il più delle volte appartenenti ai demani comunali e colleganti quindi località minori, le cui larghezze erano di 12 canne (m. 24,38), 6 canne (m.12,38) e 3 canne (m. 6,19). A volte, in realtà, erano le stesse Regie Trazzere che, in prossimità dei centri abitati, riducevano la loro larghezza specie nell'attraversamento degli abitati riducendosi a viottoli non più larghi di 3-4 metri, mentre la larghezza massima veniva mantenuta praticamente solo in campagna. Si ritiene, comunque, che la larghezza delle trazzere  variasse ben più di quanto volesse la legge. In pratica solo le trazzere prevalentemente dedicate alla transumanza, e solo nei tratti dove fosse possibile, in aperta campagna, arrivavano alla larghezza canonica di m. 37,68. Altrimenti la larghezza si limitava, anche per le trazzere più importanti ed anche fuori città, a non più di 3,00-4,00 metri e comunque tale da permettere solo il passaggio incrociato di due animali carichi.

Da qui inizia il mio lavoro, con   richieste di atti e documenti presso l'Ufficio Trazzere; Ricerche presso Comuni, Biblioteche, Archivi di Stato, ecc.. Quest'ultima avventura, ricchissima di documentazioni, mappe, sentenze, atti, ecc., è stata di fondamentale importanza per proseguimento del lavoro “trazzere”. La racconterò, per brevità di lettura, come seconda parte introduttiva.

La seconda parte dell'introduzione verrà pubblicata Sabato 14 Febbraio 2015...

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7 Commenti
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  1. valenziano ha detto:

    L’Autore cita una sentenza che afferma ‘l’impossibilità, da parte dell’Ufficio delle trazzere, di ricostruire una strada realizzata in epoca romana’. Ora, in epoca Romana, la principale via di comunicazione in Sicilia era la via consolare Valeria, che conduceva da Lilybeo a Zancle (Messina ). Si ha notizia dell’effettivo tracciato di questa via? Ove Lilybeo coincidesse effettivamente con l’odierna Marsala ( io ho qualche dubbio in proposito )potrebbe coincidere con l’odierna SS 188. Ma la ‘tavola pentagenuaria’ riporta, invece, un tracciato costiero passante per ‘Acquae Labodaes’ , l’odierna Sciacca. Se così fosse la derivazione romana delle trazzere circostanti Alcamo potrebbe essere messa in dubbio.

  2. antonino messana ha detto:

    La sentenza riguarda una causa promossa dal Comune di S. Vito Lo Capo per una presunta via romana che attraversava i paraggi della costa. Il giudice ha deciso che era impossibile stabilire con esattezza i fondi che attraversava quella strada. Purtroppo non sono in possesso della sentenza. Vedrò di recuperarla presso il Comune. La “Via Valeria” (strada consolare larga 40 palmi) è stata costruita dal Console Marco Valerio Levino nel 210 avanti Cristo, dopo la seconda guerra punica, denominata MESSANA-DREPANIS-LILYBEO, attraversando le ACQUIS SEGESTANIS SIVE PINCIANES. Sciacca, in questo caso è completamente fuori zona. Una indicazione già la dà la cartina della Sicilia del Marchese Villabianca od anche Emanuele Gaetani sopra riportata. Poi esiste una vastissima bibliografia in merito. Indico, per brevità la seguente: Giuseppe Tesoriere VIABILITA’ ANTICA IN SICILIA -dalla Colonizzazione Greca all’unificazione (1860),pagina 16. I romani hanno costruito numerose altre vie (che tratterò in seguito)come la POMPEA(Messina-Catania-Siracusa), la selinuntina (Siracusa-Selinunte), Catania-Agrigento, Catania -Termini-Solunto), ect. Gli studiosi per la ricostruzione di questi percorsi hanno utilizzato sia la Tabula Peuntingeriana sia “itinerariun di Antonini”. Credo che la SS.188 parte dal territorio di Calatafimi attraversa Vita, Salemi, Castelvetrano prosegue per Sciacca e sale per Marsala (Lilybeo) questa potrebbe essere un innesto con la Valeria. Spero in un approfondimento. Continua a seguirci otterrai maggiori chiarimenti.

    • Valenziano ha detto:

      La ringrazio sentitamente sia per la gentile risposta, sia per le indicazioni bibliografiche che mi premurerò di sfruttare. Le mie conoscenze attuali si limitano ai tracciati riportati nella tavola peuntigeneriana che, sicuramente riporta un tracciato completo lungo la costa meridionale sicula. Prendo atto che la via Valeria si sviluppava su quella settentrionale, ma tra le ‘Selinuntina’ e la ‘Valeria’ non mi pare ci sia soluzione di continuità. In ogni caso, i miei dubbi su Lilybeo si basano proprio sulle distanze riportate sulla tavola, dato che le miglia che separano Lilybeo da Aquae Labodaes ( sicuramente Sciacca, essendo sito termale ) corrispondono, avendo riguardo all’unità di misura romana, alla distanza tra le odierne Sciacca e Mazara. Naturalmente continuerò a seguirLa. Cordialità.

    • Enzo Di Rosa ha detto:

      Per caso e per fortuna mi sono imbattuto nelle sue ricerche sulla Regia Trazzera in Sicilia, che molto mi hanno appassionato, per il paziente lavoro realizzato.
      Fino ad ora non avevo mai visto tante informazioni dettagliate messe insieme. Di questo la ringrazio.
      Personalmente mi trovo coinvolto da oltre 20 anni nel tentativo di ottenere la liquidazione del suolo trazzerale incorporato nelle particelle antistante la mia mia proprietà in località Pozzallo.
      Nonostante tutti i pareri degli enti e i rilievi fatti fino ad ora abbiano dato esito favorevole.
      Nel mio caso, il limite dell’ente trazzera è stato delimitato calcolando 50 metri partendo dalla strada comunale fino al demanio marittimo.
      Leggendo attentamente le sue ricerche ho appreso che le larghezze dovevano essere inferiori agli attuali 50 metri? A chi potrei rivolervi per la definizione della pratica? La ringrazio e continuerò a seguirla.
      Cordialità
      Enzo

      • antonino messana ha detto:

        La larghezza delle trazzere è stata prescritta con dispaccio del 9 maggio 1799 che ne stabiliva la larghezza in canne 18 e palmi 2 corrispondente a m. 37,67. Il dispaccio era generico e non elencava alcuna trazzera. Trattandosi di trazzera, metri 50 non esiste. Da uno sguardo fugace ad una mappa pubblicata dall’Architetto Santagati non ho riscontrate trazzere nel territorio di Pozzallo. Non ho trovato traccia di Pozzallo nelle carte del “Maestro Segreto”. Quindi è bene che si accerti che in quel territorio esistevano strade armentizie. In epoca Greca e Romana, nelle vicinanze di Pozzallo insistevano due strade: la Elorina e la Selinuntina (nei paraggi e nominata Kamarina). Collegamenti per Gela ed Agrigento potevano insistere su Pozzallo. Non mi risultano altre strade. Se sbaglio qualcuno mi corregga. In ogni caso le consiglio le mappe del territorio di Pozzallo edite dall’Istituto Geografico di Firenze del 1852. La ringrazio per tutto quello che mi ha scritto. A breve parlerò delle vie sopracitate: Selinuntina ed Elorina.
        Cordiamente Antonino.

        • Renda Alessia ha detto:

          Salve anche io mi sono imbattuta in questa cosa,non personalmente ma persone a me vicine….abbiamo avuto un primo chiarimento non molto piacevole dove informa che la quota da pagare e di 5.000,00,qualcuno sa dirmi se è veramente cosi???

          • antonino messana ha detto:

            Gentilissima Signora Renda, anche questa volta per puro caso ho letto il suo commento. L’occasione mi è stata fornita proprio ieri sera da un colloquio con un amico che voleva conoscere la data di inizio di questo mio lavoro. Senza indugio ho aperto la pagina ormai lontana del 31 gennaio 2015, che l’amico ha letto, in attesa della cena, ed alla fine della lettura mi mostra il commento scritto da Lei che mi ha tanto meravigliato. Dopo quasi due anni, si affacciano nuovi lettori alla rubrica e con le loro osservazioni. Questa costatazione mi ha indotto a rivedere tutte le puntate scoprendo un altro commento del Signor Paladino Lucio del 29 ottobre scorso, riguardante il capitolo I-parte IV, pubblicato il 3 ottobre 2015. Quindi mi premuro a rispondere ad entrambi naturalmente in separata sede. La Signora Alessia scrive: anche io mi sono imbattuta in questa cosa e che ha avuto un primo chiarimento non molto piacevole dove informa che la quota da pagare è di 5.000,00. Qualcuno sa dirmi se è veramente così ??? Presumo che la Signora si riferisce a porzione di Regia Trazzera usurpata da un frontista è l’Ufficio Trazzere ha chiesto 5.000,00 per la legittimazione del tratto di Trazzera usurpata. Quindi chiedo alla Signora di essere più chiara, fornendoci il nome della città o del paese ed il numero della trazzera. Peraltro nel capitolo II-parte IV abbiamo pubblicato un elenco di tutte le Regie Trazzere di Sicilia numerate dal 1 al 690.
            Antonino

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