Verso il processo per la morte del piccolo Lorenz. Archiviata l’accusa per maltrattamenti nei confronti del padre

Pubblicato: martedì, 27 gennaio 2015
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Lorenz RendaA distanza di un mese dall’inizio del processo per la morte del piccolo Lorenz, che si terrà presso la Corte D’Assise di Trapani il 25 Febbraio del 2015, il padre della vittima, Enzo Renda, chiarisce la propria posizione per mezzo del suo legale, l’Avv. Pietro Maria Vitiello.

Unica imputata al processo, a seguito della disposizione di giudizio immediato emesso dal Gip del Tribunale di Trapani, la madre del bambino, Aminta Guerrero Altamirano. Archiviata, invece, l'accusa avanzata dalla madre nei confronti del padre di maltrattamenti.

 I fatti

Alle prime luci dell’alba del 14 Luglio 2014, in un appartamento della via G.Amendola ad Alcamo, un bimbo di nome Lorenz Renda viene trovato senza vita in casa della madre. A dare l’allarme è stata la donna stessa. Sin dall'inizio la pista maggiormente tenuta in considerazione che ha provocato il decesso del bambino è quella dell’ingerimento di alcuni farmaci antidepressivi tenuti dalla madre (sospetti poi confermati dall’autopsia effettuata dal medico legale Prof. Procaccianti).

Gli indizi

Già dai primi indizi l’attenzione degli investigatori si sposta in direzione della madre. Gli agenti di polizia durante i rilievi nell’abitazione hanno trovato un biglietto accartocciato con su scritto l’esplicita richiesta di non effettuare l’autopsia in caso di morte a lei e a suo figlio. Oltre alla lettera sono state trovate anche alcune confezioni di psicofarmaci, compatibili con quelli che hanno causato il decesso del bambino, all’interno dell’abitazione. A seguito di questo “quadro indiziario forte”, come ha commentato lo stesso procuratore capo di Trapani Marcello Viola, la donna è stata sottoposta alla misura di custodia cautelare presso il carcere San Giuliano di Trapani, in attesa di giudizio.

I chiarimenti del padre

Alla luce di continue notizie infondate sulla relazione tra il padre della vittima, Enzo Renda, e la madre, Aminta Altamirano, ecco che vengono chiariti alcuni punti per tramite dell’avv. Pietro Maria Vitiello, difensore del padre di Lorenz.

Il legale specifica che Enzo non è il marito della Altamirano, ma il compagno, e lo è stato fino a quando non venne denunciato dalla donna. Inoltre, non è vero che l’Altamirano soffriva di disturbi psichici, così come non è vero che la separazione li avrebbe aggravati, ma è vero che le condizioni di salute (anche psichiche) della stessa sono state ritenute compatibili con il regime di custodia carcerario.

Anche sulla tesi che lei volesse ritornare in Messico (e non l’ha fatto per motivi economici secondo quanto riporta la donna) sembra che ci siano forti contraddizioni. Ci sono prove che dimostrerebbero la disponibilità della famiglia di elargire le somme di denaro per l'acquisto del biglietto aereo per lei e per il bambino, soldi che la stessa rifiutò. Enzo Renda, inoltre commenta il legale, ha sempre vissuto insieme alla compagna ed al loro figlio Lorenz, lavorando sempre in zona e ad Alcamo.

La separazione

La separazione dei due arriva solo dopo denuncia da parte di lei per maltrattamenti e per omesso mantenimento. In seguito l’uomo ha trovato un buon lavoro in Germania e vi si recò per prendere servizio. Enzo Renda, sottolinea il suo legale, ha sempre provveduto ai bisogni della famiglia inviando somme direttamente all’Altamirano, provvedendo a ciò anche dopo la separazione continuando ad inviarle somme e pagando l’affitto direttamente al padrone di casa. Ciò facendo fino a pochi giorni prima della tragedia.

L'archiviazione dell'accusa di maltrattamento

Tutte le accuse rivolte ad Enzo Renda, per il reato di maltrattamenti ed omesso mantenimento si è chiuso  con decreto di archiviazione lo scorso novembre. Sulla denuncia per maltrattamenti il PM ha chiesto al GIP l’archiviazione anche sulla scorta di indagini difensive e produzioni di documenti offerti. Proprio nella richiesta di archiviazione del PM si da atto che:  l’Altamirano ha mostrato “astio, rabbia e risentimento verso il Renda”, e mostrato già fin dall’estate 2013 “atteggiamenti volutamente svalutanti del Renda innanzi al figlio”;

La difesa del Renda, con correlata produzione documentale, ha introdotto pesanti elementi di contraddizione e confutazione alle propalazioni accusatorie dell’Altamirano Guerrero, così: sono stati dimostrati plurimi versamenti di denaro e comunque la messa a disposizione di provviste finanziarie da parte del Renda a favore della denunziante nei limiti delle proprie possibilità; i parenti più intimi del Renda hanno nettamente negato quanto dichiarato dall’Altamirano in ordine ai comportamenti del Renda ed agli atteggiamenti di quest’ultimo verso la compagna ed il figlio, anzi introducendo la descrizione di una situazione relazionale esattamente antitetica rispetto a quella rappresentata dalla denunziante, indicata come falsa e mistificatoria; sono state acquisite le dichiarazioni fortemente critiche verso la parte lesa (l’Altamirano), pesantemente incrinanti la credibilità della stessa, provenienti dal datore di lavoro in Messico dell’indagato (Enzo Renda) e della stessa Altamirano Guerrero, ove la stessa viene indicata quale soggetto menzognero e manipolatorio oltre che aggressivo e manesco nei confronti del Renda”. Le richieste della famiglia

Alla luce di quanto dimostrato i familiari e il padre della vittima chiedono che gli venga restituita l’immagine di compagno e padre affettuoso e fedele, onesto e lavoratore, quale egli in effetti è sempre stato per la famiglia. Ora più che mai è giunta l’ora che la comunità locale, dia atto ad Enzo Renda che egli non ha alcuna responsabilità morale di quanto accaduto al suo piccolo Lorenz, e gli riconosca il ruolo di vittima innocente.

Enzo Renda - commenta il legale Vitiello - ha volutamente mantenuto il riserbo fino ad ora, e per palesare la verità sul rapporto di convivenza con l’Altamirano, ha preferito attendere fino all’esito delle indagini sulla morte del piccolo Lorenz, e ciò perchè ha continuato a sperare fino all’ultimo che la morte del figlio era dovuta ad una terribile disgrazia, e fino alla fine ha lottato per tenere ben lontana da sè l’idea che il suo piccolo Lorenz sia stato ucciso dall’Altamirano - cioè dalla propria madre - con atto deliberato, cosciente e volontario. Ma l’esito dell’autopsia, e soprattutto il fatto che sia stato emesso il decreto per il giudizio immediato, hanno posto Enzo Renda di fronte alla cruda realtà, e cioè che l’Altamirano dovrà rispondere di omicidio volontario, aggravato e premeditato, e che gli elementi a suo carico sono tali, che l’Autorità Giudiziaria ha ritenuto di poter procedere senza necessità di udienza preliminare, e sono così pesanti da far apparire l’infanticidio del piccolo Lorenz, come un’azione di una ferocia inaudita e contro natura. La comunità locale, a questo punto, la smetta di continuare a cercare giustificazioni nel gesto dell’Altamirano, perchè non esisterà mai alcuna giustificazione per una madre che sopprime il proprio bambino, e cominci a chiedersi, piuttosto, quale sia stato il movente che ha indotto l’Altamirano a porre in essere l’orrore della morte del piccolo Lorenz. Anche Enzo Renda, insieme a tutti i suoi familiari, non fa altro che chidersi il perchè di questa assurda morte, e per quello che ci riguarda auspichiamo che, se il processo ne offrirà l’occasione, sia la Corte d’Assise a procedere all’individuazione del movente, anche con il nostro contributo, sperando che non sia altrettanto terribile quanto la stessa uccisione.

Il processo

Adesso si attende solo che il processo abbia inizio il 25 Febbraio dinanzi la Corte D'Assise. Toccherà alla difesa della donna, assistita dai legali Lauria e Gruppuso, di decidere se il processo dovrà continuare con il rito ordinario, quello abbreviato o il patteggiamento. L'unica imputata al processo è Aminta Guerrero Altamirano, mentre l'unica parte offesa è Lorenz Renda. Tra i soggetti danneggiati ci sono il padre e i nonni paterni e materni.

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