Papania e le intercettazioni sul “caso” Aimeri: la Giunta del Senato accontenta, in parte, la Dda di Palermo.

Pubblicato: giovedì, 20 novembre 2014
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PapaniaLa vicenda adesso arriva nell’aula del Senato per il voto finale.

E’ stata una discussione articolata ma alla fine la Giunta per le autorizzazioni a procedere del Senato ha votato in modo favorevole la richiesta del gip del Tribunale di Palermo per l’utilizzo di intercettazioni telefoniche nell’indagine dove è indagato per concussione l’ex senatore del Pd Nino Papania. Autorizzazione a procedere concessa in mezzo a paletti ben precisi. Perché non si dica che il giornalista scriva mal interpretando le cose pubblichiamo di seguito l’estratto della decisione presa dai senatori per come pubblicato sul sito del Senato: Seduta del 19 novembre 2014:

La Giunta ha ripreso l'esame della domanda di autorizzazione all'utilizzazione di intercettazioni di conversazioni e comunicazioni telefoniche del signor Antonino Papania, senatore all'epoca dei fatti, nell'ambito di un procedimento penale pendente anche nei suoi confronti. Si sono svolte le dichiarazioni di voto sulla proposta formulata in via principale del relatore Buccarella, volta alla concessione dell'autorizzazione per tutte le comunicazioni oggetto della richiesta dell'autorità giudiziaria. La Giunta ha respinto a maggioranza tale proposta, avanzata del relatore in via principale. Successivamente la Giunta ha respinto a maggioranza una seconda ipotesi, avanzata dal relatore in via meramente subordinata, volta alla concessione dell'autorizzazione all'utilizzo per tutte le comunicazioni anteriori al 13 dicembre 2010. Infine la Giunta ha accolto a maggioranza una terza proposta alternativa, avanzata in via ulteriormente subordinata dal relatore, volta alla concessione dell'autorizzazione all'utilizzo di tutte le comunicazioni telefoniche intercettate fino alla data del 30 novembre 2010. A seguito di tale votazione, sono state dichiarate precluse le ulteriori due proposte alternative, formulate rispettivamente dal senatore Cucca e dal senatore Ferrara.

Adesso la parola passa all’aula del Senato per il voto finale.

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