Processo per l’uso dell’auto blu: la difesa del sindaco Damiano

Pubblicato: giovedì, 30 ottobre 2014
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sindacodamianofocusNuova udienza del procedimento per abuso contro il primo cittadino di Trapani. La parola della difesa. Sentenza il 26 novembre.

Dinanzi al gup giudice Cavasino oggi si è tenuta l’ennesima udienza del processo dove è imputato di abuso il sindaco di Trapani Vito Damiano. Oggetto del processo l’uso dell’auto blu secondo la procura non lecito da parte del primo cittadino trapanese. L’atto di accusa del pm Franco Belvisi consiste nella contestazione dell’appropriazione illegittima dell’autovettura di servizio (Alfa 159), dell’occorrente consumo di carburante, delle energie lavorative del conducente (vigile urbano )Vinci: la sussistenza di più condotte esecutive di un medesimo disegno criminoso (n.14 episodi di cui: n. 2 visite centro estetico-barberia Valderice; n.2 accessi depositeria veicoli prelevati con carro attrezzi; n.8 partecipazioni partite Trapani Calcio; n.2 partecipazioni partite Trapani Basket); la violazione del Regolamento Comunale – art.2 – approvato con delibera consiliare del Comune di Trapani del 7.11.1988 (Pagina 2 di 23) e tutto ciò per procurarsi l’ingiusto profitto di utilizzare il detto veicolo con costi d’uso non gravanti su di lui ma sulla P.A; In un arco temporale complessivo che va dal 2 settembre 2012 al 5 ottobre 2013. Consistenza del danno arrecato al Comune nell’ordine di 300 euro. In sostanza Damiano è accusato di avere utilizzato indebitamente l'auto di servizio per andare allo stadio e al palazzetto dello sport. In altre tre diverse occasioni, inoltre, avrebbe usato il medesimo mezzo per recarsi dal barbiere e in un auto-deposito. Il pm Franco Belvisi ha chiesto la condanna del sindaco Damiano a 18 mesi. Per la difesa, avvocati Gino Bosco e Massimo Pellicciotta non è stata commessa alcuna violazione di legge. Nei casi dello stadio e del palazzetto dello sport, si trattava di impegni istituzionali. Damiano presenziò alle partite nella qualità di primo cittadino. Per i legali anche negli altri tre episodi non sarebbe stata compiuta alcuna violazione di legge. Damiano, ha spiegato ancora l'avvocato Massimo Pellicciotti intervenendo davanti al Gip Antonio Cavasino, si recò dal suo barbiere mentre era di ritorno da un impegno istituzionale a Palermo. Non effettuò alcuna deviazione del percorso e, quindi, non ha provocato alcun danno alle casse del Comune. Nell’udienza odierna, dedicata all’arringa dell’avvocato Gino Bosco, i difensori di Damiano hanno presentato una memoria scritta. “Nessuna norma di legge risulta violata né di regolamento e nessun danno, ingiusto, nemmeno economicamente apprezzabile, è stato intenzionalmente arrecato alla P.A., né alcun vantaggio patrimoniale ingiusto è stato intenzionalmente conseguito da Vito Damiano”. Questo l’incipit della memoria dei difensori del sindaco Damiano. Peraltro “la normativa nazionale, la cosidetta spending review sulle “auto blu” non è applicabile agli enti locali (come pacificamente ammesso anche dal pm nella requisitoria). Quindi nel caso di specie non c’è violazione di legge alcuna. Quanto al Regolamento Comunale di Trapani, richiamato al capo d’imputazione, va evidenziato che trattasi di un regolamento del 1988 adottato per l’uso e la gestione dei veicoli comunali da parte dell’intera struttura del personale dipendente dell’Amministrazione comunale, già all’epoca non estensibile al sindaco ed alla giunta…In nessun articolo del Regolamento comunale richiamato dal P.M. viene fatto riferimento a norme che disciplinano l’uso dell’auto di servizio o rappresentanza da parte del Sindaco o della Giunta… detto regolamento non pone divieti o condizioni d’uso dell’auto di servizio o rappresentanza al Sindaco, né potrebbe in effetti contenerne, dato che la carica stessa di sindaco necessità dell’uso dell’auto di servizio h24 in ragione del fatto che un sindaco non cessa (perché non può giuridicamentecessare) dalle proprie funzioni o incombenze anche urgenti nell’arco dell’intera giornata, diversamente dagli impiegati o dirigenti comunali che, fuori dall’orario di servizio, sono liberi cittadini. Un sindaco, di fatto, non ha questo privilegio per tutta la durata del proprio mandato!”. La difesa ha voluto evidenziare che Damiano non è un sindaco “immobile”: “Ciascun soggetto è libero di interpretare il proprio ruolo di sindaco in vario modo: c’è chi predilige la scrivania, chi il campo aperto della strada, chi entrambi. In teoria un sindaco potrebbe girare con l’auto di servizio 24 ore al giorno per guardare, verificare, controllare, coltivare progetti, nell’intero territorio amministrato senza che alcuno possa dire o contraddire alcunchè”. La difesa ha richiamato alcune sentenze della Cassazione ed ha rincarato la dose contro la tesi del pm. “Il Sindaco non è mai “uscito” dal Palazzo comunale, appropriandosi dell’auto blu, con lo scopo specifico di utilizzarla uti dominus per recarsi esclusivamente o principalmente sui diversi “luoghi incriminati” per ragioni quindi di esclusivo e personale interesse”. La difesa ha voluto dimostrare l’occasionalità dei presunti abusi, “che abusi non sono”, e stigmatizzato l’attività inquisitoria messa in campo come la video sorveglianza posta in essere all’ingresso del salone barbiere “Bartolo” di Valderice. Anzi, per fortuna che sono stati posti questi servizi, “il sindaco nel periodo di indagine ha registrato altri due accessi del sindaco dal barbiere “non con l’auto blu, ma con la propria Fiat Panda bianca!!!”. Tra le righe della memoria anche l’evidenziazione di un “errore” investigativo. Nel rapporto dei carabinieri si fa riferimento infatti come punto di partenza dell’auto blu Palazzo Riccio di Morana “notoriamente ma non per chi indagava sede della Provincia e non del Comune”.

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