Scibilia chiede l’intervento del Prefetto di Trapani per contrastare il fenomeno del gioco d’azzardo

Pubblicato: mercoledì, 29 ottobre 2014
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Giuseppe ScibiliaALCAMO. Una piaga che continua ad aumentare sul nostro territorio, quella del gioco d'azzardo. Infatti, la tendenza è di continua crescita sul nostro territorio, a testimoniare ciò le numerose attività presenti ad Alcamo. Stavolta a chiedere un aiuto delle autorità per contrastare il fenomeno del gioco d'azzardo è il Presidente del Consiglio Comunale di Alcamo, Giuseppe Scibilia.

Il Presidente si rivolge direttamente al Prefetto di Trapani, dott. Leopoldo Falco, manifestando le sua preccupazioni: “il gioco d’azzardo ha ormai una diffusione esagerata e purtroppo entra all’interno delle famiglie, minandone l’equilibrio perché ha tutte le caratteristiche di una vera dipendenza da cui è molto complicato venire fuori”.

Nella nota inviata al Prefetto dall’ufficio di Presidenza è stata allegata la delibera adottata dal Consiglio Comunale già in data 29 Agosto 2013, dove i consiglieri alcamesi, nell’affrontare il tema del gioco d’azzardo, hanno messo in luce alcune delle possibili azioni per intraprendere una linea di attacco costante al problema, in collaborazione con Enti, Asp, Sert, Associazioni e Comunità che cercano di recuperare chi cade nella morsa del gioco d’azzardo.

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1 Commento
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  1. Angelo ha detto:

    Scibilia, Presidente del Consiglio, ed il Gioco d’Azzardo.
    Si è sempre di fronte allo stesso fenomeno: la criminalizzazione del disagio. Se ad Alcamo i ragazzi bevono a dismisura, piuttosto che esaminare questa evidente denunzia di disagio, sordi al sotteso ed implicito urlo di aiuto, e tentare di arginarla –consentendo ad esempio ai giovani (dando loro le chiavi) di impossessarsi dei loro spazi pubblici (penso anche al Castello dei Conti di Modica destinato ad inutile vetrina borghese, sotto la mistificazione di un Alcamo del vino doc; al Collegio dei Gesuiti, le cui innumerevoli stanze sono inutilmente destinate ad altrettanti inutili oggetti, in parte falsi, regalati da chi se ne è voluto graziosamente disfare) al fine di destinarli a luoghi di incontro, di gioco, di svago, di cultura…- penso ad € 2.000,00, pari complessivamente al costo di una batteria, di una chitarra elettrica, di una chitarra basso ed un microfono per il cantante… e un buon regolamento che ne disciplini l’utilizzo GRATUITO da parte dei giovani che vogliono imparare la musica o vogliono praticarla – penso in modo analogo alle varie espressioni dell’arte… e – data la mia età – immagino tanti tavoli di Ping Pong proprio nell’atrio del Castello o del Collegio dei Gesuiti, oppure penso ai tanti giochi che la nuova tecnologia offre e che giovani non mancherebbero di indicare e scegliere (senza essere espropriati al riguardo da nostri gusti-vintage).
    Ed invece no: si pensa alle multe per i commercianti che somministrano la birra e, quindi, si pensa a risolvere il fenomeno criminalizzandolo e prevedendo “punizioni” per i trasgressori.
    Il presidente del Consiglio Comunale di fronte ad un evidente dilagare del gioco d’azzardo, nelle sue forme più variegate, esprime il suo profondo sforzo riflessivo partorendo l’idea di chiedere l’intervento del Prefetto affinchè (reputatolo a tutt’oggi inerte-insensibile rispetto al problema), dopo aver ancora una volta criminalizzato il fenomeno, provveda in correlazione ai suoi poteri di Organo del Ministero dell’Interno.
    Il presidente Scibilia dà quindi l’impressione di essere “attento” e “sensibile” al problema manifestando, tuttavia, la propria impotenza (anche in relazione alla carica che ricopre) in merito ad ogni possibile iniziativa se non sia quella, appunto, di informare e chiedere l’intervento del Prefetto.
    Voglio far conoscere a Scibilia una delle tante iniziative, tra le molteplici adottate da numerosi Comuni d’Italia (cioè da Consigli comunali, presieduti da altrettanti –forse più sensibili ed attenti- Presidenti), come quella del comune di Ascoli Piceno, che, nell’ottica SERIA di tentare di ridurre la piaga sociale determinata dal gioco d’azzardo, offre a favore degli esercizi pubblici che dimostrano di rinunciare all’installazione dei giochi come videopoker, slot machine, un contributo pari all’80% dell’importo del Tares/Tari dovuto per gli anni 2014, 2015 e 2016. Tanti altri Comuni hanno già adottato analoghe concrete iniziative.
    Se il Presidente del Consiglio di Alcamo, piuttosto che criminalizzare il fenomeno avesse attenzionato la evidente circostanza che lo Stato italiano di fatto è divenuto un pusher, attraverso il consentire e stimolare la proliferazione di centri scommesse, lotterie e poker online legalmente promosse e legalmente pubblicizzate, anche in reti RAI, non si sarebbe certamente rivolto allo Stato-Prefetto.
    E se il Presidente Scibilia avesse letto il decreto Balduzzi del 2012, ove viene inserita la patologia del gioco d’azzardo (GAP), si sarebbe accorto del bigottismo della politica italiana che se da una parte favorisce lo sviluppo del gioco d’azzardo (vedi anche il cosiddetto condono della vergogna adottato dal governo Letta: il conto da saldare da parte dei “trafficanti” del gioco d’azzardo era di circa 90 miliardi di euro…. somme abbonate onde favorire preminentemente il clientelismo elettorale –[…meglio farseli amici!]- e di poi lo sviluppo dell’economia del settore) dall’altra si propone di curare le più o meno giovane vittime del fenomeno, passando attraverso cicli di conferenze che girano per tutta Italia con la partecipazione di illustri politici, dottori vecchi e nuovi, ora pure esperti del GAP (Gioco d’Azzardo Patologico).

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