Borsa di Studio “Giuseppe Montalto”: commozione e ricordo per un leale servitore dello Stato

Pubblicato: giovedì, 23 ottobre 2014
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IMG_3702 Nella mattinata di ieri, il Palazzo della Prefettura di Trapani è stato da cornice per la cerimonia di consegna della Borsa di studio, del valore di 4 mila euro, intitolata all’agente della polizia penitenziaria vittima della mafia Giuseppe Montalto. L’iniziativa promossa dal Consorzio trapanese per la Legalità e lo Sviluppo, ha premiato l’elaborato incentrato sulle carenze della legislazione antimafia, attraverso uno scrupoloso e attento lavoro di analisi sui tanti casi di sequestri e confische.

In presenza dei familiari, dei rappresentanti delle Istituzioni e delle Associazioni, di Libera: Associazioni, Nomi e Numeri contro le mafie,  è stata riconosciuta alla studentessa e ricercatrice al Polo didattico dell’Università di Trapani, Romilda Parente, al fianco del docente Silvio Mazzarese, la possibilità di continuare l’attività di ricerca e di impegno.

In apertura, le parole del Dott. Umberto Massocco, Capo di Gabinetto del Prefetto e Presidente del C.D.A del Consorzio trapanese per la Legalità e lo Sviluppo, hanno offerto un momento di ricco approfondimento circa la realtà, nonché le criticità sulla gestione dei beni confiscati in territorio trapanese, auspicando grande speranza, ed un serio impegno professionale per la nativa cooperativa Rita Atria – Libera Terra, frutto di un lungo percorso che ha visto coinvolte le istituzioni, gli enti locali ed il mondo economico e sociale della provincia di Trapani.

Il voler fare di più, l’andare avanti è prerogativa espressa dal Presidente del Consorzio trapanese per la Legalità e lo Sviluppo, nonché del Sindaco di Castelvetrano Selinunte, Avv. Felice Errante, anticipando la necessità di estendere la partecipazione al Consorzio degli altri Comuni provinciali, titolari di beni confiscati.

Un invito alla riformulazione della legislazione antimafia proviene dal docente emerito di Diritto Privato e Civile, Professore Silvio Mazzarese, puntando sulla necessità di un interdisciplinarietà dell’antimafia: gestire un bene confiscato implica delle professionalità diverse didatticamente ma contigue professionalmente. È fondamentale una preparazione giuridica, economica e manageriale.

Nel corso della cerimonia, testimonianza del primo e unico bene aziendale confiscato e  operativo proviene dalla Calcestruzzi Ericina Libera Soc. Coop. rappresentata dall’ Ingegnere ambientale e Responsabile tecnico Gisella Mammo Zagarella. Commozione durante il suo intervento nel ricordare il sacrificio compiuto da Giuseppe Montalto, servitore fedele dello Stato, la cui vita fu come un regalo alla mafia, per aver intercettato quel “pizzino” all’Ucciardone di Palermo e denunciato ai superiori. Molti pensano che la mafia sia un problema distante, che non ci appartiene, che riguarda gli altri. E invece no, fa parte della nostra società, coinvolge tutti, e la si combatte con i fatti e l’impegno giornaliero.

Parole riemerse durante l’intervento del Prefetto di Trapani, Leopoldo Falco, il quale ha espresso la reale e concreta apertura dell’Istituzione alla società, grazie alla quale ottimi risultati sono stati raggiunti nel fronteggiare le tante emergenze quotidiane. A fronte delle carenti risorse, il volontariato, l’associazionismo rappresentano degli aiuti, delle forze di supporto, di collaborazione, alle quali si deve far riconoscere lo status di “Istituzione”. Memoria e Impegno reali e concreti rappresentano la forza di una società orientata al cambiamento.

La commozione e il ricordo espresso dalla moglie di Giuseppe Montalto, Liliana Riccobene, hanno concluso questa mattinata carica di analisi critiche, prospettive future, intenti, responsabilità istituzionali, orientate ad una comunità animata da valori e principi comuni.

 
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