Voto di scambio, Papania dice di no alle parti civili

Pubblicato: martedì, 7 ottobre 2014
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papaniaPrima udienza del processo relativo all’esito elettorale del 2012. Sono 83 i cittadini elettori che hanno chiesto di costituirsi parte civile. La difesa dice di no. La Procura sostiene che il voto fu “inquinato”. Ogni voto per il candidato Bonventre sarebbe stato pagato 50 euro

Prima udienza e prime “scaramucce” nell’aula del Tribunale di Trapani tra difese e parti civili nel processo dove è imputato di voto di scambio l’ex senatore del Pd Nino Papania. Con lui imputati sono Francesco Massimiliano Ciccia, Giuseppe e Leonardo De Blasi, Giuseppe Di Gaetano, Davide Piccichè, Giovanni Renda e Leonardo Vicari  La vicenda processuale riguarda le ultime in ordine di tempo “travagliate” elezioni amministrative di Alcamo. La tornata elettorale del 2012 che vide vincere il candidato del Pd Sebastiano Bonventre con un minimo scarto di voti sul candidato di una lista civica, l’avv. Niclo Solina.C’è un ricorso al Tar che pende su questa pronuncia, c’è stato un ricontrollo delle schede e l’esito risulterebbe sfavorevole a Solina.

Giudizio amministrativo a parte oggi dinanzi al giudice Messina ha preso il via il processo penale. La Procura nel chiedere e ottenere nel maggio scorso dal gup il rinvio a giudizio degli indagati, aveva individuato tra le parti lese, Solina a parte, anche tutti gli elettori iscritti nelle liste degli aventi diritto al voto del Comune di Alcamo, “tutti danneggiati” dall’esito del voto perché secondo il pm Rosanna Penna il risultato “è stato inquinato”. Le accuse girano attorno al ruolo non lecito di procacciamento del voto che Papania avrebbe attuato grazie al sostegno di due suoi stretti collaboratori,Massimiliano Ciccia e Filippo Di Gaetano, gli altri sarebbero stati i “galoppini” che avrebbero avuto il compito di “comprare” i voti a favore del candidato Bonventre: 50 euro per ogni voto.La compravendita si sarebbe sviluppata in occasione del ballottaggio tra Bonventre e Solina. La Procura punta a provare che le elezioni amministrative nel 2012 ad Alcamo “sono state vinte (dalla coalizione che sosteneva Bonventre ndr) col trucco”. A mettere nei guai Papania sono anche alcune intercettazioni. Non c’è la sua voce registrata, ma quella di altri soggetti pure loro indagati. Uno di questi, Leonardo De Blasi, dagli investigatori è stato sentito raccontare del contenuto di un incontro col senatore, durante il quale Papania gli avrebbe detto di muoversi con accortezzaa, “minchia, gli sbirri rompono la minchia…”!

 
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