Licata, implicato in vicende di scambio di voto, resta in carcere, respinta la richiesta dei domiciliari

Pubblicato: venerdì, 12 settembre 2014
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dea giustiziaRichiesta respinta, non andrà ai domiciliari Aldo Licata, imprenditore accusato di aver procurato, mediante l'aiuto di fedelissimi di Matteo Messina Denaro, voti alla sorella Doriana, ex Assessore Provinciale di Trapani. Licata sembra essere implicato, secondo gli inquirenti, nella vicenda che vede protagonista l'ex Assessore regionale Antinoro in riferimento al voto di scambio. I legali dell'imprenditore hanno chiesto la scarcerazione in quanto, secondo gli stessi, non ci sarebbe la prova che l'associazione mafiosa si era impegnata a porre in atto metodi violenti per procurarsi i voti. Di diverso avviso è stato il Gip Vittoria Anania. Oggetto della discussione è anche la diversa interpretazione delle parti della nuova legge contro il voto di scambio. Infatti la decisione del gip contrasta con quanto stabilito dalla Cassazione ad agosto: i giudici romani, a proposito di Antinoro, la cui condanna è stata annullata e per lui è stato disposto un nuovo processo, hanno ritenuto che la nuova norma sul voto di scambio preveda espressamente che i voti vengano procurati con "modalita' mafiose". Invece il Gip si è rifatto alla decisione degli Ermellini sul coindagato di Licata, Pietro Luca Polizzi. Decisione che indica la "modalità mafiosa" non necessariamente con atti di violenza e intimidazione.
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