Si è parlato di saperi, nell’ultima serata ad Ithaka

Pubblicato: venerdì, 1 agosto 2014
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soruIeri, Mercoledì 30 Luglio, presso il caffè letterario Fluxus, si sono svolti i workshop, dove gli studenti hanno avuto la possibilità di approfondire la questione degli “spazi della democrazia”, anche con esperti del settore. Il Professore Salvatore Andò descrive questo Mediterranean Student Forum come un’esperienza straordinaria, in cui si è dato spazio al dialogo, definito come diritto ad esercitare le persuasioni. Andò ritiene che le nuove generazioni saranno in grado di fare il miracolo di portare la pace e la stabilità politica, mantenendo le diversità. In nome della dignità umana bisogna risolvere la questione Mediorientale, armati di solidarietà. “Non si può difendere la democrazia in modo antidemocratico, la democrazia si difende a mani nude!” Spesso la religione è stata uno strumento per l’affermazione di regimi politici, oggi essa può promuovere una nuova etica pubblica. Dopo i workshop, alle ore 21,00 con i saluti di Vincenzo Mulè, alcamese e presidente Run Palermo, dopo aver ringraziato tutti gli intervenuti alla manifestazione si sono aperti i lavori sui dibattiti. Dario Costantino ha svolto il ruolo di moderatore della serata sui saperi. L’Onorevole Renato Soru ha aperto la discussione, affermando che il Mediterraneo è uno dei maggiori centri di creatività, il Governo quindi deve investire nell’istruzione pubblica per creare conoscenza. Oggi servono nuovi posti di lavoro per far fronte alla disoccupazione giovanile. Soru dichiara che c’è la necessità di fare promesse, per guardare con speranza al futuro per poi concretizzarsi in fatti. Ma, per concretizzarsi bisogna lavorare duramente affinché si possa “acchiappare il sogno” di cambiamento. Andrea Ranieri, editorialista di Left e tanto altro, definisce la Rete come uno strumento che permette la partecipazione e la diffusione di idee, ma da sola non porta la democrazia. La” Primavera araba” non era in mano ai social, perché i poveri che hanno votato i fratelli musulmani non utilizzavano Internet. Bisogna risolvere questo gap culturale, oggi che il digital divide impera. Lo sviluppo tecnologico, dunque, non sempre è sinonimo di sviluppo sociale. Appare chiaro come conoscenza e sviluppo camminino insieme, soprattutto nel Mediterraneo dove l’educazione si basa sulla comunicazione tra culture diverse. Oggi Ithaka si è conclusa, per ognuno dei partecipanti ha significato qualcosa di diverso e ha lasciato emozioni diverse. Oggi i ragazzi, partiranno da Alcamo con una nuova esperienza addosso di dialogo e confronto, con la consapevolezza che, solo attraverso il dialogo ed il confronto l’uomo potrà crescere nella tolleranza e nella pace.

Di Maila Milazzo

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