La situazione idrica di Alcamo, l’insoddisfazione di Abc

Pubblicato: venerdì, 27 giugno 2014
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abcALCAMO. A seguito di un' interrogazione posta da Abc in Consiglio Comunale sulla questione idrica, il vicesindaco Salvatore Cusumano ha risposto dando spiegazione sullo stato della situazione.

Tre sono le sorgenti  cui Alcamo attinge per l'approvvigionamento idrico: Dammusi-Mirto, Cannizzaro, e il potabilizzatore di Palermo. Queste tre fonti risultano tuttavia insufficienti a garantire la quantità di acqua necessaria alla città e dotate di una rete idrica tanto fatiscente, poichè obsoleta, da non consentire nemmeno il minimo in determinati periodi.

L'amministrazione è consapevole dei danni e dei problemi che sorgono e continuano a sorgere a causa dei continui danni richiedendo riparazioni continue e slittamenti dei turni dell'acqua.

Il gruppo Abc, nel portavoce Ruisi, ha espresso la propria insoddisfazione non tanto sullo stato della situazione che è ormai conosciuta ma per i proclami dell'amministrazione che continua a ribadire che si risolverà tutto entro pochi mesi. Da oltre due anni ormai non si è trovata alcuna soluzione definitiva e la cittadinanza "ha sete" di risultati, ha concluso il consigliere Abc.

   
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1 Commento
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  1. alcamonondorme ha detto:

    A Trapani la politica della “Grande sete”

    Nelle ultime settimane, uno dei tanti guasti al dissalatore ha messo in ginocchio, di nuovo, i Comuni dell’agro ericino. I quali Comuni, oltre al danno, subiscono da tempo, lo spregio del diniego di autorizzazione da parte del Sindaco Damiano, alla legittima richiesta di allacciarsi alla condotta di Bresciana per tramite di una bretella, gestita dal Comune di Trapani, in cambio però di un certo quantitativo d’acqua prelevabile con autobotti autorizzate.
    Questa procedura, che non può soddisfare la richiesta dei territori del comprensorio ericino, creano una vera e propria “mafia” delle autobotti, che strozza la quotidianità, operando in scarsa trasparenza. Questo problema di dipendenza di Erice e territori limitrofi, sarebbe superabile con un by-pass tra l’acquedotto di Bresciana e la condotta che porta l’acqua nel territorio dell’Agroricino: lavori disposti e autorizzati dalla Regione nella zona di San Giovannello. Ma i suddetti lavori, che hanno visto continuità politica tra Fazio e Damiano nell’ostacolarli, sono stati bloccati nei giorni scorsi dal sindaco di Trapani. Un’iniziativa contestata dalla Regione, con l’assessore Nicolò Marino, che ha diffidato l’amministrazione del Comune di Trapani, dall’intraprendere qualsiasi iniziativa atta a bloccare l’intervento tecnico di Siciliacque, che punta proprio ad assicurare un po’ d’acqua negli altri comuni del comprensorio. Da parte sua, il Sindaco di Erice Giacomo Tranchida, ha presentato un esposto denuncia alla Procura della Repubblica sulla vicenda, per accertare le responsabilità giudiziarie.
    Singolare, il controcanto di Damiano, il quale sostiene che nell’Agro Ericino non devono esserci grossi problemi d’acqua, giacchè non ha ricevuto richiesta di autobotti comunali, ragion per cui reputa che il servizio di autobotti regionali, garantite da Sicialiacque come approvvigionamento emergenziale attraverso Monte Scuro, sia sufficiente.
    Ancora una volta, il Comune di Trapani spadroneggia non solo sulla conduttura di Bresciana, ma sul possesso dell’Acqua stessa, rifiutando il concetto stesso di Acqua Bene Comune e tutto ciò ad essa legato, dall’uso e gestione del dissalatore alla condotta di Bresciana, che vanno concepiti ed intesi nell’ottica dei sistemi idrici integrati per un’equa distribuzione del Bene Comune. E’ oggi palpabile il disagio, la sofferenza dei cittadini dei Comuni ericini davanti a tanta indifferenza civica ed umana.
    Dinanzi ad un atteggiamento sempre più ostile e sempre più dispotico del Comune di Trapani e del suo primo cittadino, diventa sempre più urgente che la Regione renda attuativo il progetto della condotta di Montescuro Ovest – mai portato a termine per effetto di ritardi nella spesa dei fondi europei da parte della Regione Sicilia, e che ha segnato uno dei tanti fallimenti del Governo Lombardo – che doterebbe l’intera fascia sud occidentale della Sicilia di una infrastruttura acquedottistica essenziale a sostenere un efficiente servizio idrico potabile nelle province di Agrigento, Trapani, Palermo. E’ ormai sempre più evidente come l’attuale infrastruttura non sia più in grado di assolvere a tale compito sia per obsolescenza, sia per le modifiche intervenute nel rapporto disponibilità fabbisogni: in termini di domanda servita l’acquedotto recapiterebbe le acque alle reti di distribuzione di 24 comuni per un totale di oltre 400.000 abitanti serviti.
    La Politica, le Associazioni, i Cittadini, non possono più rimanere inerti davanti ad una gestione di un Bene Comune prezioso e fondamentale, che è Diritto e Vita, che oggi viene deliberatamente negato, per poter continuare ad esercitare un potere spropositato che si traduce in un’egemonia delle autobotti. Non possiamo più tollerare la Politica della Grande Sete.

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