Condannato per estorsione Mario Messina Denaro, cugino del boss superlatitante

Pubblicato: venerdì, 30 maggio 2014
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estorsioneA distanza di due anni dalla denuncia, è arrivata puntuale la condanna per l’estorsore Mario Messina Denaro, cugino del boss superlatitante. Un uomo finito sotto accusa grazie alla denuncia effettuata dall’imprenditrice di Castelvetrano Elena Ferraro, che si è sistematicamente rifiutata di pagare una sofisticata richiesta di pizzo per la sua clinica Hermes. L’estorsore è stato condannato proprio ieri a quattro anni e due mesi di reclusione dal gup di Palermo Cesare Vincenti.

“Sono Messina Denaro”, così si era presentato all’imprenditrice, nell’aprile di due anni fa, quando alla vittima chiese di costituire una sorta di riserva di fondi neri, attraverso un meccanismo di false fatture, da destinare alle necessità delle famiglie dei detenuti.

Bisogna, inoltre, ricordare, che il signor Messina Denaro era già stato arrestato il 13 dicembre scorso, durante l’operazione Eden, un’operazione che ha visto finire in manette diversi familiari di Matteo Messina Denaro, fra i quali la sorella Patrizia e i favoreggiatori del latitante. Insieme a lui sono stati condannati il dichiarante Lorenzo Cimarosa ( 5 anni e 4 mesi), Lea Cataldo ( 3 anni e 6 mesi), Francesco Lupino ( 3 anni), il presunto capomafia di Campobello di Mazara Nicolò Polizzi ( 8 anni e 2 mesi), Giuseppe Marino ( 2 anni). Dichiarate prescritte le accuse contro Rosario Pinto, imprenditore imputato di favoreggiamento. Assolto invece Giovanni Faraone, meccanico anche lui accusato di favoreggiamento.

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