“La psicologia del fenomeno mafioso ed il suo superamento”

Pubblicato: venerdì, 23 maggio 2014
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locandina GiornataStudio 23_05_14 TP_leggTRAPANI. Si svolgerà nell'arco della giornata di oggi, presso la Sala Li Muli sede della Provincia di Trapani, l'incontro dal titolo “La psicologia del fenomeno mafioso ed il suo superamento”.

Le Cattedre di Psicoterapia e di Psicologia del fenomeno mafioso dell'Università degli Studi di Palermo, in collaborazione con il Coordinamento provinciale trapanese di "Libera - Associazioni, nomi e numeri contro le mafie", col patrocinio della Provincia Regionale di Trapani, di Confindustria Trapani e dell'Ordine degli Psicologi della Regione Siciliana, nel ricordo del Dott. Giovanni Falcone, organizzano una Giornata di Studio dedicata alla divulgazione delle ricerche svolte in ambito psicologico dal gruppo di ricerca guidato dal Prof. Girolamo Lo Verso, ordinario di Psicoterapia all'Università degli Studi di Palermo.

In provincia di Trapani tali ricerche sono state svolte a Mazara del Vallo, Campobello di Mazara, Salemi, Marsala e Castellammare del Golfo. Saranno presenti i ricercatori che hanno realizzato questi approfondimenti. Nel pomeriggio si terrà una Tavola Rotonda in cui alcuni partecipanti trapanesi non "psi" interloquiranno coi ricercatori.

Per LIBERA Memoria è Impegno.

In questo caso l'impegno si declina in un impegno di studio, di ricerca, d'intervento; un contributo che guarda alla comunità e al cambiamento. Il presupposto è che solo l'approfondimento della conoscenza del fenomeno può contribuire a debellarlo, come scrive Nando Dalla Chiesa (Manifesto dell’Antimafia, Einaudi, 2014), Presidente Onorario di Libera.

Nel periodo in cui Giovanni Falcone operava a Trapani, il Prof. Girolamo Lo Verso lavorava presso i servizi di salute mentale della stessa città. A Trapani incontra il magistrato. Quest'incontro e questa amicizia daranno un forte contribuito, di fatto, ad avviare le ricerche psicologiche. Da oltre vent'anni, infatti, il Prof. Lo Verso coordina il gruppo di ricerca che si occupa dei vissuti di chi vive in contesti in cui la presenza mafiosa è presente in modo pervasivo.

Obiettivo di tali ricerche è comprendere cosa accade nella mente degli appartenenti alle famiglie mafiose ed anche nella mente di chi la mafia la subisce (cittadini, vittime dirette, comunità). Parlare di "psichismo mafioso" significa occuparsi della sofferenza perpetrata dalla presenza di sistemi criminali mafiosi presenti e "viventi" nei territori. Gli studi psicologico-clinici sulla mafia devono molto al lavoro di Giovanni Falcone, alla sua sensibilità psico-antropologica, componente fondativa del suo Metodo. L’insegnamento, in primo luogo metodologico, che ci viene da Falcone, attiene all’aver saputo cogliere la diversità e la complessità dell’altro, ma con adeguato distanziamento e non collusività (Lo Verso, 1998). Oltre al Seminario del 23 maggio, sarà realizzata a Trapani una ricerca-intervento con l’obiettivo di approfondire le peculiarità della mafia nel trapanese e nel contempo di avviare processi di elaborazione dei vissuti che la mafia attiva nei cittadini e nella comunità. Lo strumento che verrà utilizzato per la ricerca-intervento sono i "gruppi di elaborazione clinicosociale" di orientamento psicodinamico a conduzione gruppoanalitica il cui obiettivo è quello di far emergere i vissuti (pensieri, emozioni, fantasie, paure, ecc..) attinenti al tema proposto come stimolo alla discussione. Tale discussione di gruppo porta ad una condivisione emozionale dell'esperienza e fa si che si possa creare un pensiero nuovo sul tema affrontato. La ricerca psicologica clinica si pone come facilitatrice del benessere psichico delle persone che abitano i contesti socio-culturali; sostenendone i legami, aiutando ad esplorarli, a riattraversarli, e sollecitandone di nuovi. La qualità dello sviluppo di un territorio dipende anche dalla qualità delle relazioni che si instaurano. Per gli studi psicologici sulla mafia, il modello di riferimento è la Gruppoanalisi Soggettuale, di cui il Prof. Girolamo Lo Verso ne è il fondatore, secondo la quale l'individuo non è un soggetto a se stante, una monade, piuttosto è un "punto nodale di reti gruppali che lo formano e che lui stesso contribuisce a formare" (Lo Verso, Di Blasi, 2011).

In altri termini secondo la Gruppoanalisi Soggettuale l'individuo è parte di una comunità che pensa, lo pensa, lo attraversa, lo influenza, e nella relazione ne crea l'identità.

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