Lo scandalo del consorzio di bonifica

Pubblicato: lunedì, 12 maggio 2014
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provincia di trapani 1Truffe e peculato, condanne e prescrizioni per amministratori, dirigenti e funzionari

Tra il 2002 e il 2006 la gestione del consorzio di bonifica 1, avente sede a Trapani, è stata a dir poco allegra, con uno spreco incredibile di risorse. L’indagine condotta dalla Procura in diversi tronconi ha condotto ad una serie di pronunce giudiziarie, le ultime definite appena pochi giorni addietro dinanzi al giudice delle udienze preliminari. Gli indagati, nove in tutto, a cominciare dal commissario straordinario Antonino Emmola, hanno infatti scelto i riti alternativi, patteggiamenti e riti abbreviati. In generale le accuse erano quelle di peculato, truffa aggravata, abuso, falso, favoreggiamento, ma infine si è proceduto per tutti solo per i reati di peculato e truffa. Di tutti gli indagati l’unico ad essere uscito dal procedimento con la dichiarazione di prescrizione è stato il direttore generale Michele Strazzera (indagato per concorso nella truffa a favore del commissario straordinario Emmola).

Il commissario straordinario Antonino Emmola, funzionario della Regione, ha avuto invece inflitta una pena a sei mesi di reclusione commutata in multa da 6840 euro. Coinvolti anche funzionari dell’ente: Andrea Gancitano, condannato ad 1 anno e 4 mesi e 800 euro di multa (assolto dal peculato), Francesco Giacalone, condannato ad 1 anno e 2 mesi, Giuseppe Quinci, Vincenzo Bono e Roberto Russo, 4 mesi e 20 giorni. L’indagine coordinata dalla Procura e condotta dagli agenti della sezione di pg della Guardia di Finanza, ha messo in evidenza comportamenti illeciti. Emmola ha fatto uso personale di dotazione, mezzi ed uomini del consorzio per lavori privati come la sistemazione e la cura di propri giardini all’interno di sue ville nelle località di Pizzolungo e San Vito Lo Capo, il rimborso di spese (trasferte, indennità chilometriche, rimborsi anche relativi all’acquisti di pesce o di bigiotteria) non dovuto per 14 mila euro, un uso non di servizio dell’auto di rappresentanza del consorzio e di altri automezzi dell’autoparco, cosa questa che veniva fatta sia dall’amministratore ma anche da dipendenti dell’ufficio. Tra i rimborsi spese operati anche quelli per acquisti che nulla avevano a che fare con l’attività dell’ente, agendine Cartier, profumi, dvd, cd, per circa 3300 euro. Inoltre i finanzieri hanno accertato l’irregolarità nella registrazione in servizio di alcuni dipendenti, soliti ad arrivare in ufficio alle 10 per andare via 3 ore dopo, risultavano regolarmente presenti dalle 8 alle 14. Le auto di servizio venivano solitamente usate dai dipendenti Francesco Giacalone, Vincenzo Bono, Roberto Russo e Andrea Gancitano (autista personale dell’amministratore Emmola) per raggiungere le rispettive abitazioni, e talvolta le auto ( Panda, Bmw e Lancia K) venivano usate per scopi personali ma l’impiego era sempre s oltanto a totale carico del consorzi. I finanzieri hanno accertato che alcuni rimborsi venivano operati dall’economo del consorzio al quale venivano presentate fatture e ricevute per pranzi che apposta venivano fatte risultare in coincidenza di giornate di servizio ma ad un più attento controllo sono risultati consumati in giornate del tutto diverse da quelle che venivano dichiarate.

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1 Commento
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  1. Giuseppe Marino ha detto:

    E adesso ci mandano da pagare le quote consortili dal 2008 al 2014 per recuperare le risorse sprecate

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