Il Cancelliere del Tribunale di Marsala agli arresti domiciliari

Pubblicato: sabato, 10 maggio 2014
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tribunale marsalaMARSALA. I reati sarebbero di concussione e di tentativo di induzione indebita a dare o promettere utilità nei confronti di due utenti della Cancelleria. Sono queste le motivazioni per le quali i Carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia di Marsala, ieri hanno disposto gli arresti domiciliari per B.A.M., cancelliere presso il Tribunale Civile di Marsala.

L'ordinanza di custodia cautelare è stata decisa dopo le indagini dei militari dell’Arma coordinate dal Procuratore della Repubblica di Marsala, Dott. Alberto Girolamo Di Pisa, coadiuvato dal sostituto procuratore, Dott.ssa Antonella Trainito.

Nel primo caso il cancelliere, abusando della qualità e dei poteri connessi alla propria funzione di pubblico ufficiale, dopo essere stata incaricata dal Giudice Tutelare di redigere l’inventario dei beni ereditari di due fratelli, di cui uno minore, aveva costretto l’erede maggiorenne, tutore del fratello minore, a consegnarle in via ufficiosa ed abusiva una somma di danaro ed, al contempo, a sottoscrivere un atto nel quale l’istante attestava di non avere corrisposto alcuna somma di denaro per la redazione del predetto inventario. Le indagini hanno acclarato come l’indagata, in un primo momento, aveva trattenuto presso la cancelleria il fascicolo contenente l’istanza con la quale la parte offesa chiedeva di essere nominata tutore del di lei fratello minore, per oltre 5 mesi, senza trasmetterlo al Giudice tutelare; successivamente, una volta incaricata della redazione dell’inventario dei beni ereditari in quel procedimento, aveva preteso ed ottenuto dalla denunciante il pagamento di una somma di danaro con la minaccia che, in caso contrario, non avrebbe redatto l’inventario e rappresentando alla donna che, trattandosi di un compito particolarmente complesso, la sua rinuncia a quell’ incarico avrebbe provocato per lei un ulteriore indeterminato ritardo, irrimediabilmente pregiudizievole dei diritti suoi e del suo pupillo.

In un’altra occasione, aveva tentato di indurre un avvocato, che assisteva una vedova, madre di due minori, nel procedimento di accettazione dell’eredità del proprio defunto marito, a corrisponderle, in via ufficiosa ed abusiva, una somma in denaro contante, affinché esso funzionario redigesse l’inventario di quell’asse ereditario, non riuscendo nell’intento per la mancata adesione del professionista.

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1 Commento
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  1. elio ha detto:

    Ma quanta CACCA c’è in giro?

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