Accusa di abuso d’ufficio per Francesco Guarano, capo della Polizia Municipale a Trapani. La Procura: “Faceva il commercialista e garantiva l’assenza di controlli ai commercianti che aveva come clienti”

Pubblicato: venerdì, 9 maggio 2014
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polizia municipaleFirmato dal pubblico ministero Franco Belvisi l’avviso di conclusione delle indagini nei confronti del dott. Francesco Guarano, comandante della Polizia Municipale di Trapani e di recente incaricato dal sindaco Damiano della responsabilità dirigenziale anche per il primo settore del Comune. L’accusa è quella di abuso d’ufficio. Una vicenda giudiziaria che si è sviluppata a seguito di una indagine condotta dai finanzieri della sezione di pg della Procura. La Procura aveva anche chiesto al gip l’applicazione della misura interdittiva del divieto di dimora a Trapani. Una misura cautelare che il giudice delle indagini preliminari non ha accolto, ma il provvedimento del gip, dopo il ricorso della Procura, è stato annullato dal Tribunale del riesame di Palermo e adesso pende un ulteriore ricorso, presentato alla Cassazione dal difensore dell’indagato, avv. Enrico Vulpetti, ovviamente per l’annullamento dell’ordinanza del Tribunale del Riesame.

Ma intanto la magistratura trapanese ha dichiarato la conclusione dell’indagine. L’avviso che solitamente precede la richiesta di rinvio a giudizio. Indagato e difensore hanno da adesso 20 giorni di tempo per chiedere interrogatorio (Guarano è stato già sentito dal pm Belvisi durante la fase istruttoria dopo avere ricevuto l’avviso di garanzia) o presentare memoria o documenti. Intanto questa è una indagine che ancora una volta fa tremare il Comando della Polizia Municipale.

Francesco GuaranoI fatti. Un esposto anonimo ha indotto le Fiamme Gialle ad aprire l’indagine. Guarano, 57 anni, commercialista (prese servizio al Comune di Trapani vincendo il concorso per la direzione del settore finanziario, poi passò alla dirigenza del Comando dei Vigili Urbani e della Protezione civile e adesso ad interim guida il nevralgico primo settore del Comune) è accusato di abuso perché in assenza di autorizzazione dell’amministrazione avrebbe proseguito la propria attività privata, fuori ovviamente dall’orario di servizio. Tra i suoi clienti Procura e Finanza avrebbero individuato titolari di attività commerciali che stranamente non avrebbero mai subito controlli della sezione annonaria, controlli che ”solo il comandante dei vigili urbani può disporre” ha annotato nella propria richiesta di misura cautelare respinta dal gip e invece ritenuta fondata dal Tribunale del Riesame. Insomma un do ut des fuorilegge. La difesa di Guarano, e lo stesso dirigente comunale, hanno confermato la circostanza dell’attività professionale svolta ma hanno osservato che la frequenza dello studio professionale, a suo tempo avviato dal Guarano, prima di prendere servizio al Comune, insieme ad altro professionista, società dalla quale Guarano uscì (nel 2012), è stata dovuta a ragioni precise. La prima quella che all’interno dello studio professionale lo stesso ha mantenuto la sede di una sua società che si occupa però di gestione immobiliare, fuori quindi da possibili interferenze legate alla carica di comandante dei Vigili Urbani, la seconda ragione quella che per un breve periodo ha solo sovrainteso all’attività dello studio commerciale per l’assenza per gravi motivi di salute del suo ex socio. Anche in questo caso, dunque, per la difesa, nessuna interferenza con l’incarico alla Polizia municipale, “non ha mai trattato alcuna pratica”. La Procura però ha deciso di andare avanti nell’indagine e quindi si appresterebbe a chiedere il rinvio a giudizio: “è emerso dalle indagini svolte il mancato controllo da parte della Pubblica Amministrazione, pertinenza, i controlli, del comandante Guarano, sulle società clienti del suo ex studio professionale”. Comando dei vigili urbani di Trapani dunque ancora una volta nella bufera. Una tempesta che va avanti dalla metà degli anni 80 quando venne scoperta allora, ancora per un esposto anonimo, l’interferenza che la “massoneria” esercitava proprio sull’esito del concorso di comandante della Polizia Municipale. Anzi quell’esposto fece scoprire l’esistenza a Trapani della famosa loggia massonica Iside 2, quella dove erano iscritti mafiosi e colletti bianchi, politici, alti burocrati, direttori di banca, funzionari aeroportuali, dirigenti di Polizia, frequentata anche da magistrati e giudici, vicenda, questa della Iside 2 oggi al centro del processo per il delitto del giornalista Mauro Rostagno, processo prossimo alla conclusione. Per un periodo, tempo dopo lo scandalo Iside 2, nel 1993, al comando dei Vigili Urbani arrivò l’ex ufficiale della Finanza, Josè Armando Bellofiore, licenziato però nel 2003 dall’allora sindaco Fazio perché aveva garantito vantaggi patrimoniali al fratello, ing. Rosario Bellofiore, anche lui dipendente comunale. Successivamente al comandante Bellofiore alla Polizia Municipale arrivò l’ex commissario di Polizia Giuseppe Russo e in ultimo il dott. Guarano. Oggi indagine a parte si preparerebbe un’altra sostituzione al vertice della Polizia Municipale di Trapani e insistentemente si fa il nome di Gino Delio, attuale sostituto commissario della Polizia di Stato a Trapani, ex dirigente della Digos e in atto responsabile della Squadra Volante. Sostituzione che potrebbe essere accelerata per via dei guai giudiziari dell’attuale comandante Guarano.

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