Nuovi particolari sull’omicidio dell’alcamese a Somma Lombardo

Pubblicato: lunedì, 14 aprile 2014
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OLYMPUS DIGITAL CAMERASOMMA  LOMBARDO.  Il giallo della morte di A. Faraci si arricchisce di nuovi inquietanti particolari: l'uomo è stato colpito alla testa con un soprammobile,  elefantino trovato sul posto, ma gli sono state inferte anche quattro o cinque coltellate , probabilmente quando era già morto. A.Faraci era uscito dall'ospedale nella mattina di sabato dopo aver subito un intervento al piede e, tra l'altro, non era in condizioni di salute floride per un ictus che gli aveva inibito l'uso di un braccio e camminava già a fatica ben prima dell'intervento. Dunque un uomo che non avrebbe potuto opporre resistenza ai ladri, sempre che sia questo il movente vero dell'omicidio. La figlia è sposata con Gennaro Accarino , in carcere per stalking, incendio doloso e traffico d'armi. Durante i rilievi della scientifica, è stato ipotizzato in maniera ufficiosa, una vendetta trasversale. Supposizioni o chiacchiere di quartiere, rimane il fatto che la famiglia nella zona era conosciuta e ben voluta. Faraci era stato imprenditore tessile, aveva vissuto a lungo a Cassano Magnago (altro comune del varesotto dove vivono molti alcamesi); si erano trasferiti nella villetta a schiera da meno di cinque anni, dove l'uomo ha trovato la morte. Una casetta comprata dal figlio, emigrato in America, come luogo di ritrovo per l'intera famiglia. La moglie Melina e i figli Antonella, Vito e Andrea non si danno pace per un delitto tanto efferato quanto incredibile e ricordano che in poco tempo in quella casa i ladri avevano fatto visita già parecchie volte e chiedono giustizia e sicurezza anche per coloro che rimangono e vivono nella zona. La famiglia era stata segnata da un dolore altrettanto grave quando, tre anni fa, a Cassano era morta la nipote a causa di un incidente con la moto. Tanti i dubbi che le autorità dovranno chiarire in queste ore di serrate indagini, mentre la paura dei residenti cresce, tenuto conto che gli assassini sono in libertà a prescindere dai motivi che hanno armato le loro mani.

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