Intervista a Giulio Francese

Pubblicato: domenica, 13 aprile 2014
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giulio francesedi Fulvio Catalanotto

Qualche tempo fa, ho avuto il piacere di conoscere ed intervistare il giornalista Giulio Francese, che ha collaborato con alcuni tra i giornali più importanti a livello regionale e nazionale.

La prima cosa che ho chiesto è stato se aveva dei consigli da dare ai giovani che volevano fare i giornalisti e lui mi disse: Fare il Giornalista è una bella professione, e in atto c’è una rivoluzione un modo nuovo di fare informazione. Oggi si può fare informazione anche attraverso un telefonino e mettere in rete i video, quindi cambia anche la forma il linguaggio. Mi aspetto dai giovani che possano cambiare gli schemi e di poter fare i giornalisti in modo diverso, innovativo, creativo e soprattutto in modo serio.

Anche a Giulio Francese mi viene da chiedere: quanto in Italia, un giornalista è libero di scrivere ed esprimere ciò che pensa? E mi risponde che il problema è complesso. Perché oggi dobbiamo considerare che i giornali hanno dei limiti, e non sono esattamente liberi perché ci sono delle proprietà che appartengono alle banche, ai privati e agli uomini di potere. Quindi la libertà è definita dalle linee editoriali cui uno si deve adeguare, quindi è chiaro che si hanno degli ostacoli.

A questo punto Le chiedo quanto la sua storia personale ha inciso nella scelta di fare il giornalista?

Quando facevo la scuola media, scrivevo per il giornalino di classe, poi ho cominciato a fare televisione mi sono iscritto all’università e mi hanno assunto al Diario, sono durato un mese e poi me ne sono andato perché mio padre è morto. Quindi non sono stato condizionato dalle vicende familiari perchè era già un percorso che avevo intrapreso da prima. Dopo la morte di mio padre ho dovuto dimostrare di essere all’altezza del lavoro e fare un percorso che poi mi ha portato a diventare redattore.

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