La testimonianza del Procuratore Viola. Il capo della Procura incontra gli studenti

Pubblicato: sabato, 22 marzo 2014
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Marcello Violadi Laura Spanò

Fa sempre piacere vedere così tanti ragazzi riempire ogni posto dell’aula bunker intitolata al giudice Falcone, al Tribunale di Trapani. Un’aula che accoglie invece normalmente magistrati, avvocati, parti civile, giornalisti e soprattutto imputati per mafia e per delitti mafiosi. Stamane invece era animata da un centinaio di giovani studenti delle scuole di Trapani, Paceco e Erice. Gli studenti si sono ritrovati per colloquiare con il Procuratore Capo della Procura del capoluogo, Marcello Viola. E’ stato un incontro multimediale, perché pochi minuti dopo essere entrati nell’aula, già sui social network campeggiavano le foto ora del Procuratore ora di quella classe, ora di quel gruppo particolare di studenti. Insomma così come accade oggi, già il mondo intero sapeva quanto succedeva a Trapani, anche questo da la misura di com’è cambiato il mondo. Una chiacchierata quella di stamane che rientra tra le iniziative promosse innanzitutto dal movimento Agende Rosse Gruppo Rita Atria di Trapani guidato da Roberta Gatani, che in queste settimane ha dato forma assieme ad altre associazioni, gruppi e singoli, la “scorta civica” davanti al Palazzo di Giustizia. Una chiacchierata in una giornata davvero importante per la “Memoria”. Per ricordare le vittime di tutte le mafie e soprattutto i loro familiari. Una giornata che oggi viene ricordata in tutta Italia con una serie di iniziative organizzate da Libera e tra queste quella più significativa di Latina che vedrà anche la partecipazione oltre che dei familiari delle vittime anche di sua Santità Papa Francesco. Ne è certo il Procuratore Viola “La memoria è importante – dice – soprattutto perché questi giovani non erano neppure nati negli anni ’90 ’92, su di loro poggia la speranza del futuro. La loro presenza è importante, oggi anche dal punto di vista di una presa di posizione precisa, delle persone, della gente dei giovani contro il fenomeno mafioso. È un segnale forte, questo è un Paese che non può e non deve rassegnarsi”. L’iniziativa si è tenuta all’interno dell’aula bunker dedicata al giudice Giovanni Falcone, il quale sottolineava spesso che “un magistrato solo è un magistrato vulnerabile”. Ma oggi i magistrati sono soli, cosa è cambiato?.

“Ci sono forti segnali – ribadisce il Procuratore Marcello Viola – della presenza della società civile che sono da apprezzare proprio per questo. L’isolamento è sicuramente un pericolo elevatissimo. Falcone disse pure si muore quando si è soli. Ecco perché sono importanti queste manifestazioni, sono importati le presenze, è importate soprattutto la presenza dei giovani. Oggi sarà una chiacchierata, un incontro, vorrei che fossero loro oggi a proporre questioni, ritengo importante confrontarsi, sentire da una parte e dall’altra e cercare di dare anche una risposta e qualche piccola indicazione”.

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