Il PM: “Ecco le truffe del consigliere Fundarò”. La Procura chiede il processo.

Pubblicato: martedì, 18 marzo 2014
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Antonio FundaròLa Procura della Repubblica chiede il rinvio a giudizio per il consigliere comunale Pd Antonio Fundarò. La difesa annuncia memoria in sede di udienza preliminare per respingere le accuse

Il sostituto procuratore della Repubblica di Trapani dott. Massimo Palmeri ha chiesto il rinvio a giudizio del consigliere comunale ed ex capogruppo del Pd al Comune di Alcamo, prof. Antonio Fundarò. E’ lungo l’elenco degli episodi che secondo la magistratura, al termine di laboriosi accertamenti svolti dalla Guardia di Finanza, costituiscono prova di un comportamento fuori dai cardini della legalità. Truffa e falso le accuse. Fundarò avrebbe creato una rete che gli avrebbe consentito di ottenere ingiusti profitti, assumendo incarichi pubblici, consulenze, che mai avrebbe potuto ottenere nella sua veste di docente. Secondo l’accusa si assentava dalla scuola dove era incaricato, il Leonardo da Vinci di Chiavenna (Sondrio), adducendo ragioni che mai gli avrebbero potuto permettere di ricevere ciò che invece è riuscito a ottenere come per esempio il potere svolgere le funzioni nel corso del 2010 di segretario particolare dell’on. Baldo Gucciardi quando questi era questore del Parlamento Regionale (in questo caso dichiarava di non essere dipendente pubblico) ottenendo un compenso per oltre 23 mila euro. Tutto questo sebbene dal gennaio 2010 al giugno dello stesso anno presso la scuola dove lavorava si assentava ai sensi della norma che concede permesso straordinario per assistere i genitori portatori di gravi handicap, dal luglio al novembre 2010 l’assenza è risultata giustificata per propria malattia, per tornare a riprendere l’assenza per assistenza ai genitori dal novembre 2010 al giugno 2011. Sempre relativamente ad incarichi ricevuti presso l’Assemblea Regionale Siciliana, per un mese (febbraio/marzo 2009) è stato consulente del deputato questore Gucciardi , compenso 3 mila euro, mentre risultava assente dal servizio scolastico per un dottorato di ricerca autorizzato dal settembre 2005 al dicembre 2009.

La magistratura trapanese ha prodotto un dettagliato elenco degli incarichi che Antonio Fundarò è riuscito ad accaparrarsi in un lungo periodo. Invece di insegnare a scuola, andava in giro a fare altro. Docente in progetto Pon presso la scuola Mazzini di Marsala (febbraio/aprile 2010, 1600 euro di compenso, periodo nel quale giustificava a scuola l’assenza per assistere ai genitori, e poi dichiarava di non essere dipendente pubblico per accedere all’incarico), esperto in progetto presso il circolo didattico San Giovanni Bosco di Alcamo (aprile/giugno 2010, 3800 euro di compenso, anche in questo caso forniva false dichiarazioni sull’assenza di incompatibilità, e manteneva l’assenza dalla scuola dove era docente per assistenza i genitori). Chiamati in causa sono anche gli incarichi assunti presso il Comune di Alcamo dove prima dell’elezione a consigliere è stato stretto collaboratore del sindaco Giacomo Scala: esperto del sindaco dal gennaio 2007 all’aprile 2007 (oltre 10 mila euro di compenso, anche in questo caso dichiarava di non essere dipendente pubblico e in questo periodo risultava assente per dottorato di ricerca dalla scuola di Sondrio); anche l’incarico di comunicazione pubblica e istituzionale sarebbe stato assunto da Fundarò con l’inganno (dal luglio 2008 al dicembre 2008, compenso 8600 euro), e le dichiarazioni fornite al Comune con autocertificazioni da Fundarò sebbene chieste dalla magistratura il Comune non le ha prodotte. L’elenco degli incarichi prosegue con la partecipazione a progetti Pon presso la scuola Pascoli di Castellammare del Golfo, circa 2500 euro di compenso, presso il liceo scientifico Ballatore di Mazara (2300 euro, in questo caso dichiarava di essere dipendente pubblico part time presso Università di Palermo, l’assenza dal servizio scolastico veniva invece sempre giustificata per assistere i genitori). Fundarò risulta avere assunto contratti di collaborazione e di componente di una commissione presso l’istituto nazionale di formazione “Inforcoop” di Roma, dal giugno al settembre 2007, e nel mese di febbraio 2008, 3500 euro, sempre omettendo di essere dipendente pubblico presso la scuola di Chiavenna dove in questo caso giustificava assenza per dottorato di ricerca. Altri incarichi: partecipazione a progetto presso il Parco delle Madonie (giugno / settembre 2009, 11 mila euro), consulenza e addetto stampa dell’associazione Terre di Occidente di Alcamo (febbraio 2009, 2 mila euro), partecipazione a progetti presso l’istituto Contino di Cattlica Eraclea da febbraio a maggio 2010 e da febbraio a giugno 2011, circa 7 mila euro), progetti Pon istituto Calvino di Trapani, marzo/maggio 2009, novembre 2010/aprile 2011, marzo/maggio 2011, 6 mila euro,docente presso Università di Palermo presso laboratorio di scrittura (settembre 2008, 900 euro; febbraio 2010/febbraio 2011, febbraio 2011/febbraio 2012, in questi ultimi casi non risultano pagamenti di compensi), periodi durante i quali oltre che giustificare a Chiavenna l’assenza per assistenza ai genitori, ha prodotto per alcuni periodi certificazioni di malattia, partecipazione a progetti Pon presso il primo circolo di Sciacca (febbraio/maggio 2011, 1800 euro di compenso, in questo caso dichiarava di essere dipendente pubblico ma in aspettativa, a scuola invece risultava assente per assistenza ai genitori ). Infine dal giugno al dicembre 2008 ha svolto consulenza del progetto “wide winedevolopment Alcamo doc” presso la società Ada Comunicazione di Trapani, in questo caso non ha reso alcuna dichiarazione, intascando un compenso di 750 euro e a scuola giustificava l’assenza dicendo di svolgere dottorato di ricerca. Come si è potuto leggere sugli atti giudiziari l’elenco delle presunte malefatte è lunghissimo, cospicue le somme intascate da Fundarò senza che avrebbe potuto farlo. La difesa aveva preannunciato al P.M. la presentazione di memoria difensiva. Circostanza che però alla fine non c’è stata e il pm Palmeri ha quindi chiesto il rinvio a giudizio per l’attuale consigliere comunale alcamese.

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12 Commenti
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  1. gaspare ha detto:

    Avrà la faccia tosta di continuare a intascare i gettoni di presenza nelle commissioni inutili e nel consiglio comunale, o si dimetterà fino a dimostrazione della innocenza?
    Sulla seconda ipotesi vi è poco da sperare.
    Un grande galantuomo non c’è che dire..

  2. Il Cittadino Attivo ha detto:

    NON È GIUSTO ESPRIMERSI IN TALE MODO SU DI UNA PERSONA CHE RAPPRESENTA UN NOTEVOLE “PEZZO” DI CULTURA ALCAMESE!!!

  3. BELLO E’ GIUDICARE GLI ALTRI SEMPRE E COMUNQUE!!!

    MA “CHI NON HA PECCATO SCAGLI LA PRIMA PIETRA”…. E ALLORA?

    MA PER FAVORE!!! E’ ORA DI SMETTERLA DI INSULTARE CHI- COME ANCHE IL SIG. ANTONIO FUNDARÓ- E’ UNA PERSONA CHE PRESUME ONESTA FINO A SENTENZA DEFINITIVA PASSATA IN GIUDICATO!

    OPPURE NON VALE PIÙ LA PRESUNZIONE DI INNOCENZA ANCHE PER IL SIG. FUNDARÓ?

    CREDO CHE SIA ARRIVATO IL MOMENTO DI SMETTERLA DI INSULTARE COME SOPRA DETTO!!!

  4. Francesco ha detto:

    Orribile ha vissuto nella mezzogna per dieci anni.

    Mi fà veramente pena. L’unico modo per redimersi è quello di dimettersi ed ammettere le evidenti colpe.

    Penso a tutte le persone preparete e competenti a cui a sottratto delle opportunità!!!

    Una vergogna.

  5. alcamonondorme ha detto:

    La cosa che da più fastidio ai cittadini è la conclamata “faccia di bronzo” di taluni mestieranti della politica che, alla faccia del buon senso, dell’opportunità, del codice etico del partito di cui fanno parte, dell’alone di torbido che talvolta circonda la loro persona…e tanto e molto altro (condanne passate in giudicato per gravi reati) continuano a rimanere incollati alla poltrona non capendo che sarebbe meglio: SPARIRE DALLA CIRCOLAZIONE. CAMBIARE CITTA’.

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