Alcamo: La politica costa troppo e non è programmata

Pubblicato: sabato, 1 marzo 2014
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ALCAMO. Avevano lanciato l'iniziativa qualche tempo fa su internet tramite i social network. Pronti a segnalare i problemi e a proporre le loro soluzioni gli associati di Modi stavolta scrivono direttamente alla corte dei conti in merito ai costi della politica alcamese.

I soli consigli comunali hanno un costo di 420 mila euro complessivi, di cui 260 per i gettoni di presenza e 160 come rimborsi ai datori di lavoro. Dallo studio dei documenti si evince anche che gran parte dei proventi dei consiglieri non derivano dal consiglio stesso ma dalla partecipazione alle commissioni, che costituiscono l'80% degli introiti dei consiglieri.

Ciò che Modi segnala è un danno derivante dalle commissioni convocate che spesso non raggiungono alcun risultato e che sono convocate quasi giornalmente per 12 mesi l'anno al punto da far raggiungere a molti consiglieri il massimo erogabile. Le commissioni che hanno diritto al gettone di presenza sono quelle permanenti e ad Alcamo parecchie vengono fatte con tale modalità senza alcun controllo o coordinamento con la presidenza del consiglio o con le altre commissioni. Spesso si fanno sopralluoghi, si eseguono inchieste e raramente si parla di provvedimenti da sottoporre al consiglio, mentre dovrebbe essere proprio quest'ultimo a chiedere con specifico mandato di fare queste ricerche.

"Le riunioni si concludono con un verbale che il più delle volte viene acquisito agli atti, inviato al sindaco e tutto si esaurisce in questa attività puramente burocratica e cartacea"- scrivono nella lettera alla corte dei conti.

Contriaramente a quanto dovrebbe accadere ad Alcamo sono i soli presidenti di commissione a convocare i colleghi per discutere gli argomenti o fare indagini.

A parere di Modi questa attività amministrativa viene eseguita senza programmazione e senza che il presidente del consiglio comunale ne sia preventivamente informato per coordinare i lavori.

Modi scrive ancora: "I costi elevati di questa attività amministrativa contribuiscono a imporre l’applicazione di una tassazione comunale con le aliquote al massimo consentito, con l’addizionale IRPEF al massimo, con l’aumento dell’IMU dal 4 al 5 per mille sulla prima casa e al massimo per le altre abitazioni, con gli oneri di urbanizzazione fra i più alti in provincia.

L'associazione MODi ha presentato al Presidente del Consiglio Comunale una segnalazione su questa violazione accompagnata da un nostro invito a proporre a tutto il Consiglio la delibera di una riduzione del valore del gettone di presenza del 70% (Allegato n. 6), ma fino ad oggi non sono stati intrapresi provvedimenti in merito.

"A nostro giudizio a partire dalla data di adozione del Regolamento e fino alla data odierna si è verificata la violazione di una norma statutaria (art. 12 comma 6) che ha provocato e continua a provocare un danno erariale notevole all’Ente, mediante il riconoscimento di gettoni di presenza non dovuti e per i quali chiediamo l’intervento delle Autorità preposte al controllo contabile degli Enti locali".

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9 Commenti
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  1. gaspare ha detto:

    LADRI!

  2. michele ha detto:

    Non facciamo gli gnorri. La partecipazione all’attività amministrativa della città, per i consiglieri, ha un costo. Rinunciano al loro lavoro, sono impegnati in incontri e si assumono responsabilità. Il risparmio dalla politica è possibile se le somme spese sono compensate da decisioni, programmazione, ricerca di finanziamenti e finanziamenti. Quindi sollecitiamo i consiglieri a fare bene e di più, non a pagarli di meno.

  3. mentelucida ha detto:

    Modi carissimo sono questi i problemi di alcamo? Avere un chiodo fisso. È na vita che vi candidate e non siete eletti. Ma proposte per la città nessuna?

  4. mentelucida ha detto:

    Al vostro amico segretario generale Provenzano chiedo se quando era segretario generale avesse mai proposto una simile cosa e se si in quale provincia o comune

  5. educazione ha detto:

    commento oculato ma in parte non veritiero.
    tutte le spese effettuate da un ente locale vengono rendicontate per legge alla corte dei conti , senza nessun intervento esterno.
    Vi consiglio, di leggere un po di più le normative vigenti, prima di Mo Dì sparare affermazioni non veritiere.

  6. educazione ha detto:

    dimenticavo, oltre al regolamento del cons. altre leggi nazionali regolamentano l’autonomia del consiglio e il ruolo delle commissioni consiliari.
    in merito alla riduzione delle indennità, è prerogativa esclusiva del consiglio comunale, nessun altro organo può intervenire.
    andate a studiare !!!!!!

  7. gaspare ha detto:

    Ritengo che una serie di commenti nasce dalla circostanza di non avere capito il problema che non sta nel ridurre il gettone ma evitare quelli superflui “rubati” per discutere del nulla nelle varie commissioni o quelli “dovuti” per giochetti vari delle presenze tra la prima e la seconda convocazione, entrambe deserte che portano alla elargizione dei gettoni senza neanche stare a discutere e per di più evitano di andare a lavorare presso quelle aziende dove dovrebbero che poi ricevono i rimborsi per la mancata presenze di questi galantuomini.
    Non capire questi concetti desta profonda preoccupazione … e come se dicessi “microcefali alcamesi” e per tutta risposta arrivino applausi dagli alcamesi stessi,….. o.. è da pensare che sotto le mentite spoglie di pseudonomi si nascondano i “Ladri” di cui al’articolo.

  8. antonino vallone ha detto:

    Le persone che si appellano alla legalità e mostrano di conoscere meglio degli altri la normativa vigente per denigrare le iniziative altrui e poi si nascondono dietro la maschera di uno pseudonimo sono il massimo dell’incoerenza e della codardìa e non meritano nemmeno una risposta nel merito. I veri uomini non si vergognano del loro nome e cognome nascondendolo.

  9. michele ha detto:

    Caro Gaspare, tutti gli oltre 500 lettori di questo articolo sono consiglieri? Vedo che sono tutti a favore dei consiglieri. La verità è che è molto facile fare opposizione, sparlare stando fuori dal palazzo di città, il problema nasce quando ci entri e devi assumerti responsabilità.
    Io sono per pagare i consiglieri, il sindaco e gli assessori, e pure i consulenti, ma pretendere risultati come.

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