Perquisizioni e avvisi a Trapani, indagati imprenditore e notaio

Pubblicato: martedì, 25 febbraio 2014
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Intestazione fittizia di beni. E' questa l'accusa mossa dalla Procura di Trapani a un imprenditore e ad un notaio trapanesi. Stamane agenti delle sezioni di polizia giudiziaria della Forestale, della Guardia di Finanza e della Polizia hanno eseguito perquisizioni presso le abitazioni e gli uffici nella disponibilità dell'imprenditore Gaspare Panfalone e del notaio Francesco Di Natale. Perquisizioni che sono state in corso fino a pomeriggio inoltrato. Documenti sono stati inoltre acquisiti presso l'agenzia della Unicredit di Trapani. Gli odierni provvedimenti riguarderebbero un fraudolento trasferimento di valori. Panfalone è noto perchè è uno dei maggiori imprenditori del settore marittimo trapanese e siciliano, il notaio Di Natale di recente invece ha subito una sospensione dall'ordine per una segnalazione dell'agenzia delle entrate. Avrebbe trattenuto somme destinate all'erario. Su questa vicenda Di Natale sarebbe iscritto nel registro degli indagati della Procura per peculato.

Dopo il sequestro di computer e documenti già nel pomeriggio sono cominciati in Tribunale alcuni interrogatori.Le indagini sono coperte da un grande riserbo, non si conosce nemmeno a quanto ammonta il valore dei beni che sarebbero stati oggetto della fittizia intestazione, nè la provenienza del denaro impiegato. Esclusa comunque l'accusa di riciclaggio. Le indagini di oggi non sembrano avere alcun collegamento con le perquisizioni condotte dalla scorsa settimana nelle abitazioni e negli uffici di alcuni politici locali.

Differenti sono già le accuse contestate: i politici perquisiti da Polizia e Forestale la scorsa settimana e cioè Totò La Pica, Cettina Spataro, Vito Santoro e Luigi Manuguerra sono indagati per corruzione e la loro vicenda pare ruotare attorno all'inchiesta che riguarda l'ex sottosegretario all'Interno Antonio D'Alì, per il quale la Dda di Palermo si appresta a presentare appello alla sentenza di prescrizione e assoluzione non appena il giudice depositerà le motivazioni. Fermo restando che si tratta di indagini appena all'inizio e che ancora le inchieste devono fare il proprio corso, certamente le perquisizioni di oggi scuotono ulteriormente una città che ha di recente conosciuto un incredibile alzarsi di intimidazioni nei confronti della magistratura (alla quale in più occasioni, fino a ieri, è stata portata solidarietà da associazioni e movimenti della società civile) in un momento si va scoprendo che sono in corso inchieste che paiono puntare molto in alto.

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