Il sostegno all’aeroporto non graverà sulla cittadinanza di Castellammare

Pubblicato: giovedì, 20 febbraio 2014
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CASTELLAMMARE DEL GOLFO.  L'amministrazione di Castellammare del Golfo, guidata dal Sindaco Nicolò Coppola, dichiara la propria soddisfazione in merito all'approvazione della tassa di soggiorno, quale unico mezzo per sostenere l'aeroporto di Birgi senza gravare sui cittadini.

«In sintonia con i sindaci del comprensorio, riteniamo che lo sviluppo del territorio sia prevalente rispetto ad interessi singoli -afferma il sindaco Nicolò Coppola-. Crediamo nel consolidamento dei flussi turistici all'aeroporto “Vincenzo Florio” di Trapani-Birgi sostenendo, con la nostra quota, la società di gestione Airgest per il rinnovo del contratto con la compagnia irlandese Ryanair. Ci siamo impegnati perché l’imposta divenisse operativa, dopo aver sentito gli stessi titolari delle strutture ricettive, in modo da finanziare il sostegno all'aeroporto, così come già fatto da diversi Comuni, con la tassa di soggiorno, senza gravare sui residenti. Abbiamo anche stabilito che eventuali ulteriori cifre introitate con l’imposta, saranno utilizzate di comune accordo con gli albergatori».

L'imposta sottolinea l'amministrazione comunale non occorre pagarla nel periodo che va da novembre a febbraio.  Dopo il primo anno, il regolamento prevede che l’amministrazione convochi “le associazioni maggiormente rappresentative degli operatori economici del settore, al fine di verificare gli effetti dell’applicazione dell’imposta e le eventuali modifiche da apportare al regolamento”.

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  1. Elio ha detto:

    Una tassa al limite della legalità. Se qualche cittadino impugnasse la delibera potrebbe averla vinta…..considerato che l’introito della tassa viene utilizzato non per fornire servizi all’utente pagatore (come obbliga la natura stessa della tassa), ma per dare un contributo a fondo perduto a RYANAIR che ha ricattato tutti i comuni della provincia di Trapani per mantenere i prezzi bassi dei biglietti dall’aereoporto di Birgi. L’istituzione della “tassa” pertanto – attese le finalità dell’utilizzo degli introiti – trasforma di fatto ( ed è qui l’illegittimità ) la tassa di soggiorno in un’imposta di soggiorno, che – come tutte le imposte – lascia libero l’Ente territoriale impositore del relativo utilizzo per fini pubblici ( che in questo caso sono alquanto ambigui)!

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