Cambiamenti si esprime sulla protesta dei migranti a Castellammare

Pubblicato: mercoledì, 12 febbraio 2014
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CASTELLAMMARE DEL GOLFO- Anche l’associazione Cambiamenti, con un comunicato, esprime piena solidarietà ai migranti che ieri hanno protestato in modo pacifico a Castellammare del Golfo. Cambiamenti, inoltre, condanna le reazioni successive di alcuni concittadini: “L’Associazione culturale Cambiamenti esprime piena solidarietà a tutti i ragazzi immigrati, ospiti del centro di accoglienza di Castellammare del Golfo che hanno manifestando in maniera silenziosa e pacifica, seduti a terra, in mezzo alla strada, perché da mesi bloccati in un limbo burocratico che non consente loro la piena libertà. Questi nostri “ospiti” sono in attesa dei documenti di viaggio per poter andare dove qualcuno li aspetta o dove pensano di trovare un lavoro e una vita migliore di quella che hanno lasciato, a casa loro…

Gli uffici e le strutture civili di competenza hanno il dovere di rendere celeri queste procedure! Nel frattempo, altre strutture ed organizzazioni, (all’uopo finanziate) hanno il dovere di rendere la loro permanenza tra di noi, dignitosa, integrata, accogliente.

E se anche tutto ciò non fosse dovuto per legge, sarebbe pur sempre dovuto per umanità: per quella Legge dell’Amore al prossimo che la maggior parte di noi “ama” professare a parole!

Per questo oggi è una giornata amara, oltre che per loro, anche per noi che ci sentiamo mortificati e indignati a causa del giudizio e dei commenti di molti nostri concittadini ignoranti che non vedono l’ora che queste persone sgombrino strade e centri di accoglienza per ritornarsene a casa.

Vergogna!

Magari sono gli stessi concittadini che qualche mese fa applaudivano il buon gesto dell’Amministrazione Comunale di offrire a 30 naufraghi morti a Lampedusa una degna sepoltura nel nostro Cimitero…..

Vergogna!

Magari sono gli stessi che hanno anche fornito loro qualche (vecchio!) vestito per ripulire gli armadi e le coscienze…

Vergogna!

Figli di un popolo migrante che ora ha perso la sua memoria e non si ricorda più che noi eravamo loro cent’anni fa, e in modo diverso lo siamo anche adesso.

Vergogna!

Figli di uno Stato che dichiara lutto nazionale per una grande tragedia umana per poi, vergognosamente, perseguire i sopravvissuti per reato di immigrazione clandestina.

Vergogna!

E… pietà, perché, ancora, non sappiamo quello che facciamo.”

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