I trapanesi liberi dicono “no” alla mafia e alle minacce subite dai magistrati

Pubblicato: domenica, 12 gennaio 2014
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La manifestazione di venerdì 11 gennaio è stata una giornata importante per la storia di Trapani, di quelle da segnare tra gli eventi storici nel calendario. Durante la manifestazione di venerdì tantissimi liberi cittadini, associazioni, movimenti, partiti ed esponenti politici hanno espresso la propria solidarietà ai magistrati e i giudici del Tribunale di Trapani oggetto di continue intimidazioni nel recente periodo. Tra questi, lo stesso Procuratore Marcello Viola, il pm Andrea Tarondo, il giudice Piero Grillo e tanti altri che giornalmente svolgono il proprio lavoro con la massima diligenza ed impegno per il rispetto delle leggi e il contrasto alla criminalità mafiosa.

A chi domandava il perché di queste intimidazioni il Procuratore Viola ha risposto: “se avessi una risposta certa probabilmente avremmo anche una chiave di lettura più specifica -  commenta Viola-  è un ufficio che lavora il nostro, come il Tribunale. Probabilmente negli ultimi due anni c’è stato anche un momento di riorganizzazione dell’ufficio che è al massimo della sua efficienza. Credo siano state adottate delle scelte organizzative che hanno portato ad incidere e a lavorare su alcuni settori. Avvertiamo le pressioni, ma andiamo avanti

Questa volta, però, non sono stati lasciati soli. Oltre ai promotori di Articolo21, erano presenti Libera e Libera Informazione, Arci, Cgil, Circolo Mauro Rostagno, Movimento Agende Rosse, Saman, Legambiente, Anpi, Ciao Mauro, Antimafia Duemila, Udi, Comitato delle Donne e tante altre associazioni. Tra le adesioni anche quelle di diversi partiti e movimenti locali.

Un appello ad accendere i riflettori sulla città di Trapani è stato indirizzato direttamente alla Commissione parlamentare antimafia. Invito, immediatamente accolto, dal Vice-Presidente della Commissione Antimafia, Claudio Fava, presente durante la manifestazione trapanese, che ha annunciato una visita della commissione parlamentare entro il mese di febbraio. Tra i partecipanti anche l’europarlamentare Sonia Alfano che ha dichiarato il proprio impegno alle prossime audizioni dinanzi la Commissione parlamentare antimafia sul caso trapani.

Presenti anche il Sindaco di Trapani Vito Damiano, il Senatore Vincenzo Santangelo, la giornalista Sandra Amurri e tanti altri cittadini che in un’agorà pubblica hanno voluto dare il loro piccolo contributo per una grande causa. Ha moderato egregiamente l’evento il giornalista Santo Della Volpe direttore di Libera Informazione che, con la sua esperienza, ha contribuito in maniera efficace alla riuscita della manifestazione.

Sconfiggere la mafia non è impossibile, ci ricorda il giornalista Rino Giacalone, occorre fare memoria e impegno, decidendo da che parte stare. Per sconfiggerla definitivamente bisogna eliminare i “burattinai” di cosa nostra.

I responsabili della Trapani insanguinata – conclude Rino Giacolone di Articolo21 -  sono ancora in giro. Hanno arrestato i mafiosi, hanno arrestato i sicari, ma i veri mandanti, i burattinai sono ancora in giro. Aprire il caso Trapani deve servire a questo, a eliminare dalle istituzioni questi soggetti. In questa città non vogliamo più primi cittadini che dicono che la mafia non esiste, non vogliamo più primi cittadini che dicono che l’antimafia è peggio della mafia, non vogliamo più primi cittadini che, in un momento come questo, quasi si dimenticano di pronunciare la parola mafia“.

I trapanesi si sono “svegliati” e sono decisi a continuare questo percorso, mettendo in rete tutte le esperienze e le attività che possano cambiare definitivamente il volto di questa città.

Non possiamo parlare di una grande rivoluzione, ma siamo certi che dal 10 gennaio qualcosa è cambiato. Adesso si inizia a parlare di mafia a Trapani e lo si fa in maniera corale.

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