Castellammare, tagliati i cipressi secolari del cimitero (foto)

Pubblicato: domenica, 29 dicembre 2013
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CASTELLAMMARE DEL GOLFO. Li hanno tagliati quasi tutti. Abbattuti in pochi giorni come se niente fosse. Ci sono voluti anni, tanti anni, per raggiungere quelle dimensioni. Facevano parte del cimitero comunale quasi dalla sua fondazione, quindi sono quasi centenari. I cipressi del cimitero erano parte del patrimonio comunale. oggi invece dentro il cimitero ne sono rimasti pochi, e quei pochi sono in procinto di essere tagliati.

Da qualche mese sono iniziati i lavori per la costruzione dei nuovi loculi al cimitero comunale di Castellammare del Golfo, circa duemila loculi disposti per tutto il perimetro del cimitero. Alcuni dei nuovi loculi in questione dovrebbero sorgere nell’area adiacente l’ingresso principale, quella dove recentemente sono stati sepolti i migranti morti lo scorso ottobre a Lampedusa. L’area percorsa da tutti i cittadini quasi giornalmente era delimitata da più di cento cipressi secolari. Cipressi quasi tutti tagliati nei giorni scorsi. I cipressi sono gli alberi sempreverdi che troviamo in quasi tutti i cimiteri del mondo proprio perché hanno una caratteristica fondamentale: le radici scendono a fuso nella terra quindi non si sviluppano in orizzontale e non danno luogo a interferenze con le sepolture circostanti. Ecco spiegato perché è il classico albero da cimitero.

Alla luce di quanto detto non si riesce a capire il motivo di una così “violenta” esecuzione. Oggi di cipressi ne sono rimasti davvero pochi, e quelli rimasti sono già contrassegnati da una “X” rossa, segno che presto anch’essi faranno la stessa fine.

Il problema segnalato da molti cittadini, sembra non essere di interesse pubblico. Nessuno fino ad oggi ne ha parlato. Nessuno ha comunicato o evidenziato un tale scempio. Tranne qualche cittadino con un buon senso civico. Proprio i cittadini si chiedono: “che fine faranno gli alberi tagliati?, era proprio necessario tagliarli tutti?”. Il grosso è già stato fatto, ma ci sono ancora circa 30 alberi che si possono salvare. Cosa stiamo aspettando?

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  1. nino7gennaio ha detto:

    è più che evidente che gli interessi di qualcuno stanno avendo la meglio tra l’indifferenza complice di tutti,
    perchè non fare un nuovo cimitero altrove ? forse non sono stati individuati i nuovi equilibri economici per rendere possibile l’alternativa ?

  2. alessandro ha detto:

    Complimenti agli amministratori , ai consiglieri e alresponsabile dell ufficio tecnico

  3. Nicolò Coppola ha detto:

    A proposito dei “cipressi”

    L’ingegnere Simone Cusumano, capo del terzo dipartimento, al riguardo mi ha mandato una nota congrua e piena di riferimenti storici e di particolari che si riferiscono l’encomiabile lavoro che l’ufficio da lui diretto, unitamente ai suoi collaboratori, ha svolto a favore di tutta la cittadinanza di Castellammare del Golfo.
    Di seguito mi pregio di farla conoscere, seppure in una veste lievemente sintetica a beneficio di tutti i lettori che riterranno opportuno conoscere lo stato dell’arte.

    “I cipressi fin dall’antichità, oltre ad essere associati al culto dei morti, sia per i Greci e anche successivamente per i Romani, erano riferibili al lutto e al dolore che vengono provati da coloro che perdono i propri cari o coloro ai quali sono legati da un amore e da un profondo rispetto. Questi maestosi, ornamentali alberi, in alcune civiltà orientali, erano simbolo di vita, in quel ciclo naturale che prevede la nascita, la crescita, la morte e la rinascita come tutte le espressioni in natura che garantiscono la continuità della specie. Nella fattispecie i primi alberi di cipresso furono piantumati al Cimitero comunale di Castellammare, intorno al 1940 e dopo una naturale crescita divennero ornamento del viale centrale e del viale che conduce alla Chiesa. Questi, lentamente, sono cresciuti nelle adiacenze delle cappelle private, creando situazioni di rischio e per tale motivo si è reso necessario un intervento d’urgenza, utilizzando al meglio tutte le maestranze comunali adibite a tale scopo.
    I Cipressi dei quatto “Campi Comuni” sono stati piantumati nel 1964 dall’allora custode cimiteriale Baldassare Ficalora. Questi ultimi, trovando condizioni favorevoli di terreno, sono cresciuti molto velocemente, alcuni raggiungendo anche i venti metri di altezza e divenendo motivo di rischio e di insicurezza in caso di improvvise intemperie.
    Il piano di abbattimento, a cui si riferisce il giornalista Emanuele Butticè, fu redatto dall’impresa che ha curato i lavori del cantiere e che ha provveduto allo scavo del piano interrato nell’ultimo progetto in atto al cimitero.”

    L’amministrazione comunale, che ho l’onore di rappresentare come primo cittadino, tiene in ampia considerazione tutte le ricchezze che la natura ci dona, attraverso gli alberi e tutte le specie ad esso assimilabili.
    I cipressi per noi rappresentano una continuità della vita, come in passato per i Greci e per i Romani, tant’è che in occasione della commemorazione dei defunti del 2013, sono stati piantumati 100 cipressi nei nuovi “Campi Comuni”. Di tutto questo nessuno ne ha fatto cenno, nè tantomeno ha tessuto lodi o ci ha fatto pervenire attestati di benemerenza. Una buona amministrazione non si nutre di manifestazioni tese a pure forme di autocelebrazione. Ha un solo dovere: di lavorare per il bene comune come tutti noi stiamo tentando di fare. Per dovere di cronaca e di completezza di informazione, altri 100 cipressi saranno al più presto piantati in questa particolare zona del cimitero che sarà riqualificata come una nuova area cimiteriale, fatta di tombe, di cipressi, di prati, di fiori, di dignità e di uguaglianza tra tutti coloro che lì saranno sepolti.

    Nicolò Coppola

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