Mafia, operazione “Crimiso” condanna per nove imputati

Pubblicato: domenica, 22 dicembre 2013
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Palermo – Nove condannati ed una assoluzione per gli imputati dell’operazione antimafia “Crimiso”. L’operazione, che portò all’arresto di dodici persone nel giugno 2012, avvenuta tra Alcamo, Castellammare del Golfo, Calatafimi e Milano permise agli agenti di azzerare il braccio armato di Cosa nostra in provincia di Trapani. L’operazione “Crimiso” permise di individuare la rete delle estorsioni tra Alcamo e Castellammare.

Ieri con la sentenza del gup di Palermo sono state emesse le condanne per gli imputati che avevano scelto il rito abbreviato. Le condanne più pesanti sono state inflitte a Michele Sottile condannato a 8 anni e 2 mesi, a Vincenzo Campo 8 anni e ad Antonino Bonura (considerato il capo della famiglia mafiosa di Alcamo) 8 anni. Nicolò Pidone 6 anni e 6 mesi, Sebastiano Bussa e Rosario Tommaso Leo 6 anni, Giuseppe Sanfilippo 5 anni e 2 mesi, 4 anni per Salvatore Mercadante e Vincenzo Bosco. Quest’ultimo accusato di tentata estorsione (con l’aggravante di aver favorito Cosa nostra) invece tutti gli altri sono stati chiamati a rispondere di associazione mafiosa dai Pubblici Ministeri della Procura di Palermo, Carlo Marzella e Laura Vaccaro.

L’unico assolto è l’ergastolano Antonino Bosco. Il suo avvocato è riuscito a dimostrare che le intercettazioni con il cognato riguardavano dissidi interni e non c’entravano niente con la famiglia mafiosa di Alcamo. In attesa di giudizio Diego “u nico” Rugeri che ha scelto il rito ordinario.

I fatti contestati riguardano una serie di estorsioni ai danni di alcuni imprenditori e ristoratori di Castellammare. Si tratta nello specifico del ristorante Egesta Mare, del bar Vogue, del bar la Sorgente e altri imprenditori caduti nella morsa delle estorsioni. L’operazione “Crimiso” ha permesso agli inquirenti di evidenziare l’organigramma della famiglia mafiosa di Alcamo, storicamente composta dalle famiglie di Castellammare, Alcamo e Calatafimi. Dalle intercettazioni sono emersi i dissidi interni tra Michele Sottile e Diego Rugeri, rischiando di sfociare in una faida tra la “vecchia” e la “nuova” mafia, prontamente scongiurata con una riunione intercettata dagli inquirenti.

Le parti civili saranno risarcite in separata sede. Si tratta delle Associazioni antiracket di Alcamo, Castellammare del Golfo, Trapani e Marsala, l’associazione Castello Libero Onlus, il centro studi Pio La Torre, Confindustria Trapani e alcune vittime.

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  1. Giuseppe ha detto:

    Si fa presto a dire mafia. Agli inquirenti piace usare questa parola. La vera condanna e’ quella di essere nati in Sicilia, dove tutto viene accostato alla mafia. E questo orientamento moralista mi fa semplicemente sorridere.

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