I lavoratori dell’Anfe di Alcamo occupano la sede lavorativa: inizia la protesta

Pubblicato: giovedì, 5 dicembre 2013
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ALCAMO.  I lavoratori del  Centro Formativo di Alcamo, aderiscono alla vibrante protesta iniziata ieri. L’associazione nazionale famiglie emigrati ha diverse sedi disclocate in tutta la Sicilia e svolge un’azione di promozione culturale e sociale attraverso iniziative di studio e di ricerca, scambi culturali, corsi di formazione.

Anche questo Ente si è visto protagonista dei numerosi tagli disposti dal Governo regionale negli ultimi due anni, causando licenziamenti e blocchi dei pagamenti delgi stipendi.

Per tale ragione i circa venti dipendenti dell'Anfe di Alcamo, hanno deciso di occupare la sede di via Pia Opera Pastore , unendosi in rete con i colleghi delle sedi di Enna ed Agrigento nelle rivendicazioni da loro formalizzate, continuando nonostante tutto a svolgere le loro attività lavorative "con il consueto e spesso mortificato senso di responsabilità", ma proseguiranno nella loro protesta finchè non giungeranno risposte concrete da parte della Regione.

Quello che chiedono formalmente, è il pagamento delle retribuzioni per tutti i lavoratori delle tre filiali, interventi, sportelli, OIF, svincolando la quota relativa al personale delle rendicontazioni; il pagamento delle retribuzioni pregresse e degli arretrati contrattuali; lo sblocco immediato dei mandamenti di pagamento relativi alla seconda annualità dell'aviso 20; il reperimento delle risorse per la totale copertura dell'integrazione a carico della Regione e infine ma non per ultimo, la restituzione delle somme che erano state erogate come integrazioni nelle passate annualità e trattenute dall'Amministrazione Regionale in maniera coatta, prelevandole dal finanziamento a valere sui fondi comunitari.

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  1. Il cittadino che si è rotto il c.... ha detto:

    Solidarietà assoluta ai lavoratori in primis, tuttavia era chiaro che il carrozzone prima o dopo sarebbe collassato. Giustamente si lamentano della mancanza degli stipendi, ma che dovrebbero dire e fare quelli che per le stesse somme e con adeguati titoli di studio e concorsi vinto, non posti regalati dagli amici e parenti che fanno politica, si fanno il mazzo in angoli sperduti dell’italia o peggio ancora chi non ha un lavoro.

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