Caso Megaservice, convocato tavolo regionale

Pubblicato: mercoledì, 4 dicembre 2013
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PALERMO. Convocata per il prossimo lunedì 9 dicembre una nuova seduta del Tavolo regionale alla Presidenza della Regione per discutere della delicata questione dei lavoratori Megaservice. Data che va a sovrapporsi alla importante convocazione del tavolo di concertazione permanente del Comune di Castelvetrano che è stata revocata e rinviata a data da destinarsi.

"Riteniamo che la data del 9 Dicembre - così come si legge in una nota inviataci dai lavoratori - giornata di sciopero generale annunciato da oltre un mese, possa procurare intuibili difficoltà ed aleatorietà alla reale esecuzione del Tavolo che si terrà proprio nella sede istituzionale obiettivo della imponente manifestazione, pertanto non vorremmo che la data fosse di natura strumentale a dimostrazione di una buona volontà ostacolata dagli eventi. Tutto a meno di 12 gg utili dal 31 Dicembre p.v. data entro la quale senza risposte, sarà posta la parola fine ad ogni diversa possibilità di salvaguardia occupazionale per i 66 dipendenti e la sopravvivenza delle loro famiglie".

"Per salvare l’occupazione dei lavoratori della Mega Service occorrerebbe da parte della Regione l’approvazione di una clausola generale legislativa di salvaguardia dell’occupazione che dovrà essere relativa a tutto il personale delle partecipate degli Enti Locali in Sicilia ed anche per quelle che come Mega Service permangono in liquidazione. La soluzione per la sola Mega Service non è percorribile: d’altra parte non possiamo ritenere sostenibile la stesura di un accordo specifico nel quale la Regione possa sollevare, ammesso che ne abbia titolo, i liquidatori da responsabilità connesse e sancite da un Codice Civile per la conduzione di un processo liquidatorio nel proseguire con il personale la procedura che in queste condizioni continuerebbe ad arrecare perdite senza ritorni, sino a nuove soluzioni".

Per tale svolta non appare esistere alcuna giurisprudenza di supporto.

La sola clausola di salvaguardia, salverebbe ancora ad oggi il solo personale edile, in quanto senza stanziamenti per i servizi nel 2014 – le 25 unità delle 66 complessive non potrebbero proseguire l’occupazione.

"Ci si chiede con molto realismo, cosa possa concedere di risolutore questo tavolo regionale, e quale apporto di svolta alle attese di garanzie occupazionali".

Molte strettoie dunque, costellate da molti se e da tante condizioni che dovrebbero trovare concretezza oggi, in un breve lasso di tempo dove molti nodi dati per superabili , stanno venendo al pettine in un imbuto temporale sempre più stretto – tutto dopo un anno di vertenza e di incontri congiunti nei quali, anche le parti sociali non si sono trovate pronte in termini organizzativi e programmatici a potere sostenere sostanzialmente la concomitanza di un mondo del lavoro in crisi di sistema, nonché ad offrire strumenti idonei richiesti dalla complessità delle stesse vertenze e con delle forze politiche dell’intero arco costituzionale non all’ altezza delle responsabilità del mandato.

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