Stadio e barbiere con l’auto blu, nei guai il sindaco di Trapani

Pubblicato: domenica, 1 dicembre 2013
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Vito Damiano, generale dei Carabinieri, raggiunto da avviso di conclusioni indagini per abuso dalla Procura, danno al Comune per 317 euro. Intanto un falso passo carrabile spunta sul portone di una proprietà di famiglia

TRAPANI. I carabinieri non guardano in faccia nessuno. Nemmeno i loro ufficiali. Niente favoritismi. A farne le spese l’attuale sindaco di Trapani Vito Damiano, primo cittadino dall’anno scorso. Generale dell’Arma, capo di una struttura dei servizi segreti, accettò l’invito a candidarsi che gli arrivò dal Pdl ma soprattutto da due dei maggiorenti, il senatore Tonino D’Alì e l’allora uscente sindaco Girolamo Fazio. Riuscì a battere al ballottaggio un avversario anche lui del centrodestra – quella campagna elettorale fu sostanzialmente una disputa interna al centrodestra – l’ex deputato regionale Giuseppe Maurici allora vicino a Grande Sud dell’on. Gianfranco Miccichè. L’esordio di Damiano come sindaco fu segnato da alcune vicende: la prima fu quella della rottura immediata con l’ex sindaco Fazio che, eletto in Consiglio comunale, avrebbe voluto una poltrona di assessore ma Damiano dopo averlo designato in campagna elettorale gli tolse d’improvviso la sedia di sotto senza manco dargli tempo di partecipare ad una seduta di Giunta; l’altro fatto fu la dichiarazione di Damiano a proposito di mafia, disse che parlarne a scuola, parlare a scuola di Cosa nostra era sbagliato perché i ragazzi si sarebbero impauriti; negò anche la sponsorizzazione di un docufilm dediccato al sociologo Mauro Rostagno ammazzato dalla mafia a Trapani nel 1988, “infastidito del fatto che potesse emergere una cattiva immagine della città”. Una sindacatura tra alti e bassi, più bassi che alti, tanto che Fazio, col dente avvelenato sempre per il suo defenestramento (intanto si è preso la soddisfazione dell’elezione all’Ars per il Pdl che poi ha abbandonato per aderire al gruppo misto e c’è chi dice oggi stia facendo i conti per un passaggio con i “renziani”) ha praticamente annunciato la presentazione di una mozione di sfiducia. In città si raccolgono le firme contro Damiano e se ne è fatta carica l’associazione Trapani Cambia che fa riferimento ad un’altra candidato sindaco, la Pd Sabrina Rocca.

Vicende politiche a parte in questi giorni il sindaco Damiano si trova ad avere a che fare con vicende giudiziarie. Un avviso di conclusione indagini (e non un avviso di garanzia come è stato scritto anche perché questo aveva fatto intendere lo stesso sindaco che durante una conferenza stampa indetta per altro diede la notizia) gli è stato notificato dalla Procura che a giorni si appresta a chiedere il rinvio a giudizio per abuso. Un danno da 317 euro per avere usato l’auto di servizio per faccende private: con l’auto blu presso il barbiere nel vicino paesino di Valderice, per un paio di volte, sempre con l’auto blu allo stadio e al palazzetto a seguire le squadre cittadine di calcio e pallacanestro, poi una volta a recuperare la sua auto, una Panda bianca, che gli era stata portata via dal carro attrezzi. E’ stata una fonte definita riservata dai carabinieri a dare notizia che Damiano avrebbe fatto uso fuorilegge dell’auto blu, la Procura, con il pm Franco Belvisi, ha autorizzato l’attivazione di servizi di intercettazione anche video (pare che una microcamera sia stata collocata presso il barbiere di Valderice), intercettazioni che hanno fatto scoprire questi casi secondo la magistratura non regolari a rigor di legge. Damiano dal canto suo si dichiara tranquillo, pronto a spiegare i fatti contestati, lui ha cominciato a parlare dei suoi spostamenti con l’auto del Comune nei luoghi sportivi, rivendicando piena titolarità a parteciparvi come sindaco (si sa che a differenza di altri almeno al Palazzetto dello Sport, per le partite di basket accede con un abbonamento da lui personalmente comprato, disse, per dare l’esempio), sugli altri casi invece finora ha taciuto. Le grane per lui non si fermerebbero qui. Pare sia pendente una denuncia per avere permesso un intrattenimento pubblico con dei pony all’interno della Villa Comunale. Un caso da chiarire riguarda invece un cartello di passo carrabile (non registrato), uno dei tanti che si vedono in giro in ogni dove, la cui collocazione non prefigura comunque la commissione di reati, spuntato su di un portone in legno di una via cittadina, la via Vincenzo Gioberti. La proprietà risponde alla famiglia Damiano. Non abita lì il sindaco, dietro quel portone, dicono i vicini, c’era la falegnameria del padre. E il sindaco che c’entra. Sembra che adesso lì tenga custodita la sua moto. Se è vero che lui ha posto quel passo carrabile senza pagar tassa, stavolta l’esempio che avrebbe dato non è dei migliori.

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